Edoardo Frittoli

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All'indomani dell'agghiacciante scoperta dei tredici figli dei coniugi californiani david Allen e Louise Turpin, ritornano alla memoria i peggiori casi di reclusione e di abusi della storia recente.

Elizabeth Fritzl (Austria)

Il padre di Elizabeth, Josef, la rinchiuse in un seminterrato per 24 anni assieme a tre dei sette figli che la ragazza ebbe dalle violenze subite dal genitore dal 1984 al 2008, data della scoperta dell'orrore. Tre figli vissero fuori dal bunker privo di isolamento termico, tre furono rinchiusi come Elizabeth ed uno, morto neonato, fu cremato dal padre stesso. Il ricovero d'urgenza della figlia maggiore Kerstin il 19 aprile 2008 permise ai medici di nutrire i primi sospetti sull'alibi di Josef, che aveva da sempre mascherato gli abusi con la finta storia della fuga da casa dell'adolescente Elizabeth nel 1984.

Elizabeth e i figli naturali oggi vivono con una nuova identità in un luogo segreto dell'Alta Austria, dopo un lungo percorso di riabilitazione psichiatrica. Josef è stato condannato al carcere a vita.

Masha Allen (Pennsylvania, Usa)

La piccola Masha fu prelevata dopo la richiesta di adozione da un orfanotrofio russo, figlia di una ragazza madre alcolista. Questa la sua tragica storia. All'età di 4 anni la piccola sopravvisse ad un tentativo di omicidio da parte della madre, mentre subito dopo Matthew Mancuso, 41enne della Pennsylvania, ne otteneva senza approfondimenti sul suo passato l'adozione. Mancuso era un pedofilo, ed una volta arrivato in Usa con la figlia adottiva iniziò ad abusare di lei quotidianamente, rinchiudendola nel seminterrato a digiuno per arrestarne lo sviluppo fisico. Inoltre Mancuso produsse una grande quantità di materiale pedopornografico della bambina che scambiò sul web con un gruppo di pedofili. Le sevizie continuarono nonostante la frequentazione della scuola da parte di Masha. Ad inchiodare Mancuso furono i Federali durante un'investigazione nazionale sulla pedopornografia online. Il calvario di Masha, oggi adottata da una nuova famiglia, è durato dal 1998 al 2003.

Genie (California Usa)

Quello di Genie (un nome fittizio) è stato una caso di reclusione ed isolamento che ha fatto storia e letteratura nel campo delle neuroscienze e della psichiatria. Nata nel 1957 da una coppia con un passato travagliato e cresciuta con il peso della perdita di due fratelli per gravi malattie genetiche, alla nascita evidenzia già gravi problemi di sviluppo e una displasia dell'anca che genera un ritardo nella capacità motoria della piccola. Il padre si convince del fatto che la terza figlia avuta dopo i primi due deceduti alla nascita fosse mentalmente ritardata e ne inizia l'isolamento assoluto all'interno dello scantinato. L'isolamento termina nell'ottobre 1970 quando Genie aveva 13 anni e mezzo. Un litigio tra i due genitori fece decidere la fuga della madre, quasi cieca, con la piccola Genie che al primo contatto con i servizi sociali venne presa per una bimba di 6 anni verosimilmente autistica.

Genie conosceva all'epoca della liberazione soltanto una ventina di parole. Affidata alle cure della sanità della California, iniziò l'incredibile percorso riabilitativo che incluse il lavoro di numerosi specialisti di tutte le discipline mediche. Genie aveva uno sviluppo cognitivo pari ad una bambina di un anno e non deambulava, oltre a soffrire di una grave atrofia muscolare per gli effetti dell'immobilità subita per 13 anni. I lenti progressi della ragazza saranno messi a rischio nel 1975 quando il grave stress di essere restituita alla madre dopo anni di clinica la fece regredire nuovamente. Dal 1978 si sono perse le tracce della ragazza che si suppone tuttora in vita, mantenuta dalle casse previdenziali dello Stato della California. Sotto stretta protezione.

Steven Stayner (California, Usa)

All'età di 7 anni il piccolo Steven fu rapito da Kenneth Parnell, texano con precedenti per abusi sessuali su minori. Era il 4 dicembre 1972 e il rapimento avvenne nei pressi del parco nazionale californiano di Yosemite.  Dopo averlo rapito e rinchiuso, Parnell cominciò gli abusi avendo convinto il bambino di esserne il tutore in seguito alle difficoltà incontrate dai genitori naturali. La prigionia di Stayner terminerà quando Parnell porterà in casa una altro piccolo ostaggio, Timothy White, con il quale riuscirà a fuggire dopo 8 anni di reclusione il 1 marzo 1980. Il fratello naturale di Steven Stayner, Cary, diventerà il famoso serial killer di Yosemite per aver sofferto il ritorno di Steven, il quale morirà prematuramente nel 1989 in un incidente motociclistico.

Natascha Kampusch (Vienna, Austria)

L'austriaca Natascha Kampusch aveva 10 anni quando il 2 marzo 1998 fu rapita da Wolfgang Priklopil. Durante la prigionia fu rinchiusa in un angusto locale sotto il garage del suo rapitore. Costretta a vivere nella stanzina di notte, incontrava Priklopil durante il giorno, il quale si occupò di educarla fornendole libri di testo. Natascha approfittò di una distrazione momentanea di Priklopil mentre puliva la sua Bmw con un aspirapolvere molto rumoroso. Era il 23 agosto 2006, otto anni dopo il suo rapimento. Accortosi dell'arrivo della polizia, Priklopil si suicidò il giorno stesso gettandosi sotto un treno nella stazione Nord di Vienna.

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