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Esteri

Egitto, la strage nella moschea sufi in Sinai

Sono 235 i morti nell'attacco a Bir al-Abed, vicino alla città di Arish, nel nord della penisola. Usati esplosivi e armi da fuoco sui fedeli in preghiera

Sono 235 i morti accertati nell'attacco terroristico a una moschea frequentata da fedeli Sufi, in Egitto, nel nord del Sinai, venerdì 24 novembre. Oltre 150 i feriti.

La moschea obiettivo dell’attacco è al-Rawdah, a Bir al-Abed, un centro a ovest della città di Arish.

L’attacco è stato condotto con alcune bombe, esplose nella moschea mentre si stava concludendo la preghiera del venerdì, e poi con armi da fuoco usate da decine di uomini arrivati sul posto con quattro veicoli fuoristrada.

Secondo alcune testimonianze, riferite dal responsabile governativo per i soccorsi, i terroristi erano ancora sul posto quando sono arrivate le prime ambulanze, diventate esse stesse bersaglio della sparatoria dei jihadisti.

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Indicato dalla freccia il centro di Bir al-Abed nel nord della penisola del Sinai, Egitto dove si trova la moschera sufi di al-Rawdah, attaccata dai terroristi, 24 novembre 2017 (Fonte: Google Maps/Panorama.it)


Il compleanno di Maometto

La moschea al-Rawdah appartiene a un’ordine Sufi.
In questi giorni in nelle moschee Sufi di tutto l’Egitto si celebra il compleanno del profeta Maometto, che cade giovedì 30 novembre. È considearata una ricorrenza molto importante e sentita dai Sufi ma considerata un'eresia dai conservatori salafiti e wahabiti.

Nel 2013 nel nord del Sinai erano stati attaccati due santuari sufi da militanti jihadisti e nel 2016 era stato rapito e ucciso un anziano sceicco sufi Suleiman Harraz. Le immagini della decapitazione di quest'uomo di 98 anni erano state anche diffuse su Internet dagli assassini che lo avevano accusato di stregoneria.

Quello di venerdì 24 novembre è il più grave attacco in Egitto degli ultimi anni ed è l’ultimo episodio di una lunga serie di attacchi nel quadro di una guerra fra militanti jihadisti dell’Isis (versione locale) e le forze di sicurezza egiziane che ha già fatto centinaia di morti, in particolare fra gli uomini della polizia delle forze armate.

Nei mesi e anni scorsi anche i cristiani copti sono stati spesso bersagli di attacchi terroristici da parte dei militanti jihadisti, l'ultimo lo scorso maggio a sud del Cairo.

Anche se ancora non si sono avute rivendicazioni ufficiali, l'attacco viene attribuito dagli osservatori al gruppo Vilayat Sinai ("Provincia del Sinai") che nel 2014 si affiliò allo Stato islamico.

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