Home » Attualità » Opinioni » Alloggi occupati e morosità miliardarie: la stretta di Giorgia Meloni sugli abusivi

Alloggi occupati e morosità miliardarie: la stretta di Giorgia Meloni sugli abusivi

Alloggi occupati e morosità miliardarie: la stretta di Giorgia Meloni sugli abusivi

Tra le misure del nuovo decreto spunta la linea dura sugli sgomberi. Sono oltre 20 mila gli appartamenti sottratti a chi ne ha diritto.

La copertina di questo numero di Panorama è dedicata a Giorgia Meloni, la quale ha annunciato nei giorni scorsi un piano per costruire 100 mila case. Una parte di questi alloggi, come spiega il presidente del Consiglio, verrà realizzata grazie a un investimento pubblico a cui parteciperà anche Cassa depositi e prestiti. Un’altra verrà finanziata da imprese private, anche con la partecipazione di fondi stranieri, con l’obiettivo di mettere a disposizione di famiglie e studenti abitazioni a prezzi calmierati. Il progetto del governo è senza dubbio ambizioso, perché in Italia non si parla di edilizia economico-popolare da molti anni.

Alloggi occupati e morosità miliardarie: la stretta di Giorgia Meloni sugli abusivi

Nella storia della Repubblica, il piano Fanfani (dal nome dell’allora ministro del Lavoro, esponente di spicco della Democrazia cristiana) con cui nel Dopoguerra si diede un alloggio a milioni di italiani, resta un esempio straordinario. Tra il 1949 e il 1963, utilizzando i contributi versati dallo Stato, dalle aziende e dai lavoratori, furono realizzati 350 mila alloggi e non soltanto si ricostruì un Paese martoriato dalla guerra, ma l’operazione divenne un incredibile volano di sviluppo che contribuì al “miracolo economico”, dando lavoro a centinaia di migliaia di addetti. Non so se il Piano Casa di Meloni farà altrettanto: me lo auguro, anche perché i prezzi delle abitazioni per molte giovani coppie sono diventati impossibili da sostenere.

Però, oltre a riconoscere che per la prima volta dopo tanto tempo si torna a parlare di edilizia popolare, non mi è sfuggito che tra le misure di Palazzo Chigi ce n’è una che mira a rendere più efficaci e veloci gli sgomberi delle case occupate. Con la scusa che in Italia mancano gli alloggi, c’è chi, spalleggiato da centri sociali, sindacati e organizzazioni di sinistra, prende possesso di edifici pubblici, ma non solo, senza averne titolo. In un Paese normale, l’abuso dovrebbe durare meno di ventiquattr’ore ma, da noi, prima di intervenire e porre fine a un reato servono mesi, se non anni. Risultato? Chi forza la porta di un’abitazione sottraendo l’appartamento ad altri che, magari, avrebbero diritto a occuparlo, non solo non rischia nulla, ma ha la possibilità di restare a lungo indisturbato, e senza pagare, in un locale che non è suo. Qualche volta accade persino che, per fargli liberare la casa non dovuta, gliene si offra un’altra. In pratica, vincono l’arroganza e l’abuso. Meloni dice che con le nuove misure adottate dall’esecutivo questa storia finirà e anche qui ce lo auguriamo.

Il piano casa di Giorgia Meloni e la sfida degli alloggi popolari

Tuttavia, è già iniziato il piagnisteo dei centri sociali e degli attivisti, i quali dicono che in questo modo finiranno sul marciapiede le famiglie indigenti. In realtà, le famiglie che davvero vivono in condizioni di povertà sono quelle che attendono con pazienza l’alloggio a cui hanno diritto, mentre altri lo ottengono senza averne titolo e a gratis. Secondo alcune ricerche, nel nostro Paese sono più di 20 mila gli appartamenti “rubati”, cioè occupati con la forza. Ma l’aspecto ancor più preoccupante è che gli enti che gestiscono le case popolari segnalano una morosità che ha raggiunto i 3,2 miliardi. Cioè, non solo si occupa la casa, ma non la si paga. Nonostante l’affitto vada dai 33 ai 130 euro euro al mese, migliaia di persone vivono a sbafo.

Lo squilibrio del welfare e i conti del sistema Italia

Ovviamente conosco già l’obiezione: non versano un euro, neanche i 33 di fitto, perché sono poveri e non hanno soldi. Ma siamo sicuri che sia così? Alberto Brambilla, un esperto di pensioni e di conti pubblici, ha di recente calcolato quanti sono gli italiani che vivono a carico delle collettività, senza cioè pagare le tasse e contribuire a sorreggere i servizi sanitari: 7,2 milioni. E, sempre il professor Brambilla, ha stimato che nel 2025 siano stati 32 milioni i cittadini che hanno richiesto assistenza allo Stato, con aiuti o integrazioni varie. In pratica, solo una minoranza, ovvero un italiano su quattro, regge il peso del sistema, mentre gli altri fanno i furbi. Ovviamente, non voglio dire che non esistano i poveri e nemmeno sostenere che chi non paga l’affitto delle case popolari sia necessariamente un approfittatore. Certo, quando vedo che ci sono nuclei familiari che campano con il sussidio, ricevono un aiuto per pagare le bollette e pure la locazione dell’alloggio in cui vivono, e non pagano un euro di tasse, mi domando che cosa facciano nella vita. Brambilla dice che, negli altri Paesi, se non dichiari un reddito, intorno ai trent’anni qualcuno bussa alla tua porta e te ne chiede conto. Invece, da noi, non soltanto nessuno ti dice nulla, ma addirittura c’è chi sostiene che hai ragione a occupare la casa e non pagare: è lo Stato che ti deve dare un reddito e pure un tetto.

Dunque, non so se il decreto di Giorgia Meloni servirà a sgomberare gli approfittatori che lasciano il conto da saldare ai contribuenti onesti. Però, a prescindere dal risultato, ben venga. Era ora.

© Riproduzione Riservata