Perché la Merkel ora ci sorride

La cancelliera tedesca si mostra più comprensiva verso i paesi europei in difficoltà. Il motivo? Sta pensando alle elezioni del 22 settembre

Angela Merkel e Barack Obama (Ansa/Gero Breloer)

Andrea D'Addio

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Angela Merkel prova a strizzare l’occhio ai paesi in crisi dell’Unione Europea. Se un anno fa veniva definita «Frau Austerity» dal Guardian, oggi il Financial Times si chiede se le sue ultime sortite non stiano minando «la sua reputazione di leader inflessibile» quando si tratta di far quadrare i conti. L’appoggio esplicito e deciso al piano antispread della Bce (attaccato invece dalla Bundesbank davanti alla Corte costituzionale di Karlsruhe) è solo l’ultima di una serie di aperture che sembrano delineare novità nella politica europea della cancelliera.

Per esempio, secondo Der Spiegel, Berlino ha deciso un piano d’emergenza miliardario per crediti e aiuti all’Europa mediterranea: nato per Spagna, Grecia e Portogallo, potrebbe essere esteso all’Italia. L’apertura di credito verrebbe accompagnata da una serie di accordi bilaterali sul lavoro, sulla falsariga di quello di recente siglato con la Spagna. Lo scopo è portare in Germania sempre più giovani dell’Europa meridionale per corsi di lingua e di formazione professionale.

Il cambio di rotta di Merkel non riguarda solo la politica estera, ma anche quella interna: per il Financial Times, la cancelliera è «sotto attacco per avere promesso sgravi fiscali e un aumento della spesa pubblica, circa 28,5 miliardi di euro in più che le casse pubbliche non possono permettersi». «Una frode elettorale» l’ha definita Sigmar Gabriel, leader dell’Spd, il partito socialdemocratico che alle elezioni del 22 settembre candida Peer Steinbrück, molto sotto nei sondaggi. Ma la speranza dell’Spd non è tanto di vincere (un elettore su due vede Merkel rieletta), bensì di erodere l’alleanza democristiani liberali quanto basta per rendere indispensabile un’alleanza di larghe intese, in stile Große Koalition, come nel primo governo della cancelliera.

«L’austerità non porta mai voti e Merkel lo sa bene» dice a Panorama Marco Althaus, politologo e redattore del magazine Politik & Kommunikation. «Merkel sfrutta questo periodo di apparente tranquillità in Europa per mostrarsi più comprensiva, senza cambiare di molto la sua strategia. Dopo il voto si tornerà a parlare di austerità e le colpe di possibili promesse elettorali non mantenute saranno addossate a qualcun altro. La cancelliera dimostra di conoscere bene Machiavelli»

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