Sneakers? Se sono vecchie si trasformano in campi da gioco
Sneakers? Se sono vecchie si trasformano in campi da gioco
Economia

Sneakers? Se sono vecchie si trasformano in campi da gioco

L’azienda italiana Eso ricicla le vecchie scarpe da ginnastica per farne parchi per bambini, piste di atletica e palloni

“Ogni anno in Italia vengono vendute circa 20 milioni di scarpe sportive e ben oltre la metà finiscono in discarica”, spiega Nicolas Meletiou, maratoneta e managing director di Eso, azienda impegnata dal 1999 nell’attività di recupero, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti da ufficio, adesso al giro di boa in un progetto di riciclo delle sneakers. Recycle your shoes. Repare your way è il claim dell’iniziativa che oggi toglie dai cassonetti migliaia di scarpe da ginnastica per trasformarle in parchi gioco, campi da tennis e basket, piste di atletica e palloni.

Da tre anni il Gruppo Eso  con oltre 100 corner in tutta Italia e 1000 box di raccolta (di cui uno al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano) recupera le calzature sportive arrivate a fine corsa che altrimenti impiegherebbero circa 250 anni per degradarsi. Rottamare le vecchie sneakers è facile: basta lasciarle nei contenitori Esosport collocati nei punti raccolta e nei negozi specializzati della propria città. “La suola in gomma viene raccolta, triturata e trasformata in granulato per realizzare pavimentazioni stradali e superfici antishock delle aree gioco destinate ai bambini, fondi di campi da tennis e basket, piste di atletica. La tomaia, invece, viene utilizzata come riempimento per palloni da basket, volley e calcio”.

I primi frutti di questa raccolta si vedranno entro marzo, terminata la fase di test e certificazione dei materiali realizzati. “Il primo impiego previsto del materiale riciclato, circa 200 mila paia di vecchie scarpe da running, è la costruzione di un pavimento anticaduta per i giochi dei bambini nel Comune di Opera, vicino Milano, in un’area denominata Il giardino di Betty all’interno del parco Carducci ”, continua Meletiou. Per la prima pista di atletica, invece, si dovranno attendere 600-700 mila scarpe.

“La mia avventura nel settore dei rifiuti è iniziata come una scommessa che poi si è trasformata in realtà” racconta Meletiou. “Il marchio Eso è riconosciuto a livello internazionale, ha vinto tre volte l’Award Ecohitech e, malgrado la crisi, l’azienda vanta una crescita costante a doppie cifre, anno dopo anno, che l’ha portata a essere leader in Italia nel settore della micro raccolta dei rifiuti da ufficio e anche in quella delle sneakers con 54mila paia di scarpe recuperate dai cassonetti nel 2013”. Scarpe rimesse in gioco a favore dello sport e dell’ambiente.

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