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Economia

Naspi, 5 cose da sapere

Finalmente l'Inps dà il via libera al pagamento dei nuovi sussidi ai disoccupati previsti dal Jobs Act. Ecco chi ne avrà diritto e a quanto ammonteranno

A quasi 3 mesi di distanza dall'entrata in vigore ufficiale, l'Inps ha finalmente dato il via libera ai pagamenti della Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego), cioè il sussidio alla disoccupazione introdotto con il Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi. L'indennità spetterà a chi ha perso  il lavoro a partire dal 1° di maggio. Ecco, di seguito, 5 cose da sapere su questo ammortizzatore sociale.

I beneficiari

Possono ricevere la Naspi tutti i lavoratori dipendenti, anche con contratto a termine, fatta eccezione per gli operai agricoli e per gli impiegati pubblici. L'assegno spetta a chi possiede due requisiti: ha lavorato almeno 30 giorni nell'ultimo anno e ha alle spalle almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni. Per usufruire della Naspi, bisogna aver perso il posto involontariamente (cioè essere stati licenziati) oppure aver presentato dimissioni per giusta causa. Si tratta dei casi in cui il lavoratore si licenzia spontaneamente, in seguito a gravi inadempienze dell'azienda (per esempio quando non vengono pagati gli stipendi).

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L'importo degli assegni

Il procedimento per determinare l'assegno è un po' complicato e prevede diversi passaggi. Innanzitutto, bisogna calcolare la retribuzione media settimanale del dipendente degli ultimi 4 anni. Poi, bisogna moltiplicare l'importo ottenuto per un coefficiente fisso (pari a 4,33). Si ottiene così uno stipendio di riferimento su cui poi viene determinata l'indennità Naspi. Se il risultato è inferiore a 1.195 euro lordi, si calcolerà un quota del 75% che corrisponde all’ammontare esatto del sussidio. Se invece il risultato oltrepassa i 1.195 euro, per la parte di salario superiore a questa soglia l’indennità sarà pari al 25% . In ogni caso, è previsto per l'assegno un tetto massimo di 1.300 euro.

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Un esempio concreto: lavoratore con stipendi bassi

Visto che il sistema di calcolo della Naspi non è proprio semplicissimo da capire, conviene chiarirsi le idee prendendo in esame un caso concreto. Supponiamo che un lavoratore, nell'ultimo quadriennio, abbia avuto una retribuzione annua lorda annua di 10mila euro per primi due anni (104 settimane) e di 15mila euro annui nel biennio successivo (altre 104 settimane). In questo caso, la somma di tutti gli stipendi dell'ultimo quadriennio è pari complessivamente a 50mila euro (10mila X 2 + 15mila X 2). Dividendo la somma dei redditi per il numero di settimane lavorate (208), si ottiene una retribuzione media pari a 240 euro circa ogni 7 giorni. Moltiplicando questa cifra per il coefficiente fisso di 4,33, si ottiene un salario di riferimento pari a circa 1.040 euro. L'assegno Naspi sarà dunque pari al 75% di quest'ultimo importo, cioè 780 euro lordi al mese.

Un altro caso concreto: lavoratore con stipendi alti

Più complicato è il sistema di calcolo della Naspi per un lavoratore che guadagna un po' di più rispetto a quello dell'esempio precedente. Supponiamo che la somma di tutti gli stipendi, nell'ultimo quadriennio, sia pari a 100mila euro e che il disoccupato abbia lavorato continuativamente per 208 settimane, cioè per 48 mesi. In questo caso, la retribuzione media settimanale sarà pari a 480 euro. Moltiplicando questa cifra per il coefficiente fisso di 4,33, si ottiene dunque un salario di riferimento pari a circa 2.080 euro. Poiché questa cifra supera i 1.195 euro, l’ammontare dell’indennità Naspi verrà spezzato in due. Fino alla soglia di 1.195 euro mensili, si calcolerà una quota 75% che corrisponde a poco più di 896 euro. Sulla parte di salario che oltrepassa i 1.195 euro (cioè 885 euro) verrà calcolato invece soltanto il 25%, che corrisponde a circa 220euro. L’ammontare finale dell’assegno Naspi sarà dunque il risultato di due componenti: gli 896 euro determinati con il primo passaggio, più altri 220 euro ottenuti con l’ultima operazione, per un totale di poco più di 1.100 euro lordi.

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La durata

La Naspi copre il disoccupato per un periodo massimo pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni. Dunque, chi ha avuto un impiego continuativo per tutto il quadriennio, può in teoria  ricevere l'indennità per un massimo di 24 mesi.  Va ricordato, però, un particolare importante. Le cifre calcolate negli esempi precedenti si riferiscono all'importo iniziale del sussidio di disoccupazione, che rimarrà tale solo per i primi tre mesi. Dal quarto mese in poi, vi sarà invece un taglio all'indennità del 3% ogni 30 giorni. Esempio: dopo 6 mesi, l'assegno verrà decurtato del 9%, dopo 9 mesi ci sarà invece un taglio del 18%, che sale al 27% dopo 12 mesi e al 45% dopo 18 mesi, per arrivare sino del 60% circa alla fine del secondo anno di disoccupazione. Dunque, chi parte con un sussidio di 1.100 euro lordi, dopo 6 mesi lo vedrà scendere attorno a 1.000 euro e dopo un anno a circa 800 euro.

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