Multe, arriva la 'stangata'

Da gennaio rincari del 6%. Protesta l'Associazione Amici della  Polizia Stradale: "Si facciano pagare gli automobilisti stranieri  indisciplinati".

Nella foto un controllo da parte della polizia stradale. Credits: ©PRESSPHOTO/LAPRESSE

Eleonora Lorusso

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Tempi duri per gli automobilisti. Non bastavano i rincari dei carburanti, non erano sufficienti i periodici ritocchi alle tariffe autostradali o quelli delle polizze assicurative. Ora ci si mettono anche le multe, che da gennaio 2013 subiranno aumenti che sfiorano il 6%. Si tratta di adeguamenti automatici previsti dalla legge per le sanzioni a chi viola il Codice della Strada, sulla base della variazione dei prezzi al consumo rilevati dall'Istat. Insomma: se il costo della vita aumenta, come possono non aumentare anche le multe? E così se l'Imu pesa sulle tredicesime 2012, tra poche settimane si aggiungerà una nuova mini-stangata. Un divieto di sosta, ad esempio, arriverà a costare 41 euro, per il mancato uso delle cinture si dovranno sborsare 80 euro, l'uso del cellulare alla guida senza auricolare prevede invece 161 euro.

Il nuovo aumento risulta però indigesto non solo agli automobilisti, ma anche all'Associazione degli Amici della Polizia Strasale , l'Asaps, il cui presidente, Giordano Biserni, definisce "una sorta di ong della sicurezza stradale". Nonostante l'impegno sul fronte della sicurezza e del rispetto del Codice della Strada, infatti, l'Asaps questa volta dice "no" ad un aumento delle sanzioni, proponendo un'altra strada. "Dall'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, nel 1992, i rincari alle multe sono stati pari al 59%. Questo ulteriore rialzo ci sembra davvero non indispensabile. Per questo abbiamo suggerito al Governo di attingere fondi da quello che definiamo un 'vero tesoretto' mai usato".

L'idea è quella di mettere in atto azioni concrete nei confronti degli stranieri che alla guida commettono infrazioni. Secondo l'Asaps, ad oggi i cittadini non italiani che infrangono il Codice della Strada non vengono mai fermati e soprattutto non pagano quasi mai le multe. Da un lato ci sono, infatti, molti sistemi di rilevazione delle infrazioni "a distanza", come Tutor, T-red, Ztl o uAtovelox che prevedono che l'accertamento avvenga tramite telecamere; dall'altro, anche nel caso di divieti di sosta commessi da stranieri, le multe o non vengono notificate o non sono comunque pagate. Il risultato è che nel 90% dei casi quei soldi non finiscono nelle casse degli Enti come dovrebbero.

Un tesoretto, come dimostrato da Biserni a Panorama.it: "Secondo un nostro studio, solo a Bologna oltre 12.000 multe non vengono di fatto riscosse. Facendo una media di 100 euro per ciascuna, si tratta di 1 milione e 200 mila euro che il Comune o gli Enti preposti non incassano". Basta moltiplicare questa cifra per le grandi città italiane e aggiungere anche i piccoli centri, per avere numeri da capogiro e relative entrare che sarebbero sufficienti a ripiane molti deficit, senza dover aumentare ulteriormente le sanzioni. "Questa storia deve finire - dice Biserni - Il popolo automobilistico è già vessato".

Già, ma come fare? Secondo il Presidente dell'Asaps, basterebbe istituire una banca dati nella quale inserire il numero di targa dei veicolo, guidato dallo straniero che ha commesso un'infrazione. Inoltrando questi dati anche alla polizia al confine, gli agenti potrebbero fermare gli automobilisti o i camionisti stranieri che stanno lasciando il Paese, imponendo loro il pagamento della sanzione, pena il trattenimento in Italia. "Si tratta di un sistema semplice, che peraltro è già stato adottato in Catalogna, che permetterebbe di recuperare parecchio denaro" conclude Biserni. Basti pensare, infatti, che l'Italia è il Paese europeo nel quale si è registrato il maggior numero di contravvenzioni negli ultimi dieci anni, con il 1512% in più di multe. Secondo un'indagine condotta per conto di Contribuenti.it , in Romania gli aumenti sono stati del 341%, in Grecia del 315%, in Bulgaria del 285%, mentre in Francia ci si è fermati al 46%, in Spagna al 44%, in Inghilterra al 38%, in Germania al 23% e in Svezia al 19%.

I più "multati" in Italia risultano gli abitanti del Nord est (+1534% di multe), seguiti da quelli del centro e del Nord ovest, mentre va un po' meglio (si fa per dire) al Sud e nelle Isole (rispettivamente +1496% e 1432%). A guidare la classifica delle città con più contravvenzioni ci sono Milano, Napoli e Aosta, con una media di una multa elevata ogni 10 secondi. A seguire Roma, Torino e Venezia (12 secondi), mentre a Potenza, Reggio Calabria, Cagliari e Campobasso viene multato un automobilista ogni 24 secondi.

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