"Il Decreto carceri non risolverà l'emergenza. E vi spiego perché"

Il segretario nazionale della Uilpa Penitenziaria spiega a Panorama.it perché il decreto non può considerarsi risolutivo

Il Decreto carceri non risolverà l'emergenza

Il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, al Senato – Credits: Getty Image

Nadia Francalacci

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Su un punto occorre essere chiari e responsabili: il cosiddetto Decreto carceri all’esame del Governo non può essere rubricato tra gli atti risolutivi di quella emergenza”. Eugenio Sarno, Segretario Generale della UILPA Penitenziari, non crede che il decreto possa essere sufficiente per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri e delle condizioni in cui si trovano i detenuti e le stesse strutture penitenziarie, spesso vecchie e fatiscenti.

“Indubbiamente il Decreto costituisce un importante ed apprezzato atto di attenzione verso una delle più delicate questioni sociali qual è l’emergenza penitenziaria”.

La situazione all’interno delle carceri italiane è davvero drammatica. Al 31 maggio 2013 i detenuti presenti per una capienza pari a 43.278 posti, erano 65.886 di cui 2897 donne e 23265 stranieri. I detenuti privi di sentenza definitiva 24.342.
Alla mezzanotte di oggi, ad esempio,  nel carcere di Bari a fronte di una capienza prevista di 292 vi erano 449 detenuti.
In quello Bologna invece di 497 ce ne sono 920; a Cagliari 518 detenuti invece di 324; a Sollicciano, 985 persone  in una struttura che dovrebbe ospitarne la metà:497. A Genova Marassi stessa situazione: 804 detenuti per 456 posti letto; a Lecce un carcere per 659 detenuti è stato affollato con 1167 persone; San Vittore, Milano, 1.704 anziché 712; a Napoli, 2.768 invece di 1.679; Padova, 916 carcerati invece di 439;a Torino, 1.560 in uno spazio che avrebbe dovuto ospitarne 1.092.      

Dottor Sarno, secondo la Uilpa in questi ultimi anni non vi è stata una legislazione appropriata per  cercare di risolvere o quanto meno arginare il problema delle carceri..
“Purtroppo per troppi anni l’attenzione al carcere,  ai suoi drammi ed alle sue criticità, è stata regolata da un pendolo emotivo che non sempre ha consentito di legiferare con logica efficiente.  Troppo spesso più che a risolvere le gravi questioni che affliggono il sistema penitenziario, con norme specifiche ed utili,  si è pensato alla pancia dell’elettorato in nome di un equivocato allarme sociale. Ben vengano , quindi, i necessari correttivi alla Cirielli”.

E vi siete dimostrati molto favorevoli anche alla messa in prova per i detenuti..
 
“Ottima, possiamo definirla, l’eventuale estensione della messa in prova anche per detenuti adulti e quant’altro prevede il decreto. Ma perché l’Italia sia al riparo dalle condanne comminate dalla CEDU per il trattamento inumano e degradante serve ben altro e molto di più”.

Ad esempio?

“Per quanto ci riguarda, dall’alto della nostra conoscenza e della nostra competenza, non possiamo non ribadire che, in attesa dell’auspicata riforma complessiva del sistema Giustizia, l’unica soluzione che consentirebbe di far rientrare nei parametri di legalità il sistema carcere è un provvedimento di indulto ed amnistia. Le circa 24mila presenze in esubero rispetto ai posti effettivamente disponibili (43mila)  determinano condizioni di inciviltà detentiva non consone ad un Paese civile” .

La Uilpa ha denunciato più volte, negli ultimi anni, l’impossibilità o comunque la difficoltà di effettuare le cure sanitarie a ciascun detenuto..
“ Sì certo e continueremo a farlo. E’ sotto gli occhi di tutti che  il moltiplicarsi di malattie infettive, il grave e preoccupante fenomeno dei suicidi, nonostante vi sia un trend in calo, i numerosi decessi per cause naturali, l’impossibilità di articolare percorsi riabilitativi attraverso attività socio-pedagogiche  e non ultima la mancanza di spazi,  determina quelle condizioni di inciviltà ed inumanità sanzionate dalla CEDU che non permetto nodi  garantire cure sanitarie efficienti”.

Quale potrebbe essere secondo lei, un altro modo per cercare di “alleggerire”le carceri?
“Ad esempio, una più attenta e puntuale osservanza della norma che prevede le espulsioni   sia in fase di patteggiamento che quale misura alternativa alla detenzione. Norma già esistente ma poco applicata, nonostante le notevoli potenzialità deflattive del sovraffollamento carcerario che potrebbe produrre”

Parliamo degli agenti penitenziari. Le carceri scoppiano ma la polizia penitenziaria è costantemente sotto organico nonostante un decreto di 13 anni fa che prevedeva un’implementazione dei oltre 7 mila persone..
“Nel 2000 furono decretate le piante organiche della polizia penitenziaria che prevedevano una dotazione di 45121 unità . Nel 2001 con circa 48mila detenuti presenti erano operative circa 42muila unità. Oggi con circa 67mila, e diverse nuove strutture nel frattempo aperte, le unità di polizia penitenziaria in servizio non superano le 38mila. Non credo serva aggiungere altro”
 
Quanto guadagna mediamente un agente penitenziario?
“Ovviamente dipende dal grado ma mediamente 1.250 euro al mese. Dopo 35 anni di servizio arriva a prendere 1.600 euro”

Considerando che siete sotto organico, quanto vi pagano un’ora di straordinario?
“ Al lordo, 11 euro. Ma siccome non ci sono soldi, sono anni che gli straordinari ci vengono pagati utilizzando i finanziamenti previsti per il nostro contratto collettivo”

 Siamo in estate, parliamo di ferie. Quanti giorni di ferie annui spettano a ciascun agente?
“Bisogna sempre considerare il grado ma variano dai 30 ai 45 giorni. Purtroppo da oltre un decennio è difficilissimo fare le ferie ed in particolare durante il periodo estivo. Ci sono migliaia di agenti che hanno ancora ferie arretrate di 2 o addirittura 3 anni. Durante l’estate non è possibile, per gli operatori penitenziari, poter usufruire di 15 giorni di ferie consecutivi ma al massimo si può arrivare a 10 giornate”.  
 

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