Cronaca

Dalla Thailandia alle miniere San José: i 5 migliori salvataggi della storia

Ci vorranno forse 4 mesi per portare tutti in salvo. Ecco chi, prima di loro, ha vissuto situazioni analoghe e ce l'ha fatta

Sono vivi i 12 ragazzi thailandesi dal 23 giugno intrappolati in una grotta

Barbara Massaro

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Stanno arrivando a Mae Sai da tutto il mondo i soccorritori che da 9 giorni sono impegnati nel salvataggio dei 12 ragazzini thailandesi e del loro allentore rimasti intrappolati il 23 giugno nella grotta allagata di Tham Luang, nel nord del Paese. Una gita finita in dramma per i giovani di età compresa tra gli 11 e i 16 anni che stavano esplorando la grotta dopo il loro allenamento di calcio. Le piogge monsoniche hanno loro bloccato ogni via d'uscita e da quando le famiglie non li hanno visti rietrare è iniziata la più grande operazione di ricerca della storia thailandese.

Il più grande salvataggio della storia della Thailandia

Oltre mille persone sono già arrivate da tutto il mondo e a localizzare il gruppo sono stati tre sommozzatori inglesi ritenuti i più esperti del pianeta.

Per raggiungere la zona dove i ragazzini, con ancora le loro magliette da calcio addosso, hanno trovato riparo ci sono volute sei ore a nuoto tra fango buio e forti correnti. Dal 23 giugno scorso i soccorritori hanno percorso 10 chilometri nella grotta per un totale di 216 ore di lavoro prima di localizzarli: stanchi, affamati, ma vivi.

 

Fondamentale è stato il contributo di Vern Unsworth, uno speleologo inglese che vive a Chiang Rai e che conosce molto bene la grotta.

Dopo la gioia, però, ora arriva la fase più difficile, ovvero quella del salvataggio. Mentre le pompe sono a lavoro senza sosta per svuotare la grotta (buttano fuori 10.000 litri di acqua) si pensa a tutte le possibili soluzioni per portarli a casa sani e salvi.

Le ipotesi di salvataggio

Si parla di un tempo di 4 mesi prima di poterli estrarre a causa delle continue piogge che riempiono d'acqua ogni possibile varco.

Per adesso i ragazzi sono stati forniti acqua e cibo perché è fondamentale che il gruppo sia in forza perchè possa essere messo in salvo.

Una delle ipotesi al vaglio è infatti quella di insegnare loro a nuotare affinché possano percorrere la strada a ritroso fatta dai sommozzatori per andare da loro. Impresa non facile ed estremamente rischiosa e per questo si sta valutando anche la possibilità di effettuare uno scavo nella grotta per estrarli dall'alto.

Una svolta potrebbe essere arrivata oggi con il team di sommozzatori svedesi che ha portato delle modernissime maschere che possono essere utilizzate anche da chi non sa muoversi sotto l'acqua.

In questi giorni a Mae Sai sono giunti mille uomini tra militari e sommozzatori arrivati da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Giappone, oltre all'intero esercito thailandese mobilitato per trovare i giovani calciatori.

Uomini ma anche a cani, droni e pompe per drenare l’acqua dalla cava non si sono fermati un attimo in quello che passerà alla storia come il più grande salvataggio di minori di tutti i tempi.

Eppure non è la prima volta che l'uomo sfida l'impossibile per salvare vite umane rimaste intrappolate dalla natura.

2017: la valanga di Rigopiano

E' passato poco più di un anno da quando, il 18 gennaio 2017 una valanga si è staccata dal crilnale tra Vado di Siella e il Monte Siella e si è incanalata nella Grava di Valle Bruciata raggiugendo una velocità superiore ai 120 km/h e travolgendo l'Hotel Spa Rigopiano. Erano le 16:45 e da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo e il freddo che ha coinvolto Protezione civile, Soccorso alpino, Vigili del fuoco, esercito e volontari.

A rendere difficile raggiungere l'abergo le condizioni metereologiche avverse e la neve che non accennava a smettere di cadere. I soccorritori sono arrivati con gli sci ai piedi e utilizzando gatti delle nevi di ultima generazione, ma ci sono volute 20 ore per raggiungere la struttura. Dei 40 ospiti presenti in hotel 11 sono stati estratti vivi nelle successive 48 ore, mentre 29 non ce l'hanno fatta. Per recuperare tutte le vittime c'è voluta un'intera settimana.

2017: il terremoto di Ischia

L'isola di Ischia il 21 agosto 2017 è stata scossa da un violento terremoto che ha causato crolli di case e numerosi danni alla cittadina. Due sono state le vittime e 39 i feriti, ma a passare alla storia è stato il grandioso salvataggio di tre bambini, tra cui un neonato, estratti vivi sotto le macerie della loro abitazione dopo 16 ore di ricerche.

2014: lo speleologo intrappolato nella grotta

L'8 giugno 2014 lo speleologo tedesco Johann Westhauser resta bloccato a 1000 metri di profondità nella grotta di Riesending-Schachthöhle, la più profonda della Germania, da un'improvvisa caduta di massi. Per portarlo in salvo sono intervenuti 728 specialisti provenienti da tutto il mondo, Italia compresa. Dopo 11 giorni per un totale di 275 ore sotto terra Westhauser è stato portato in salvo. Era ferito in maniera grave all'addome e alla testa, ma si è salvato.

2010: il crollo della miniera di San José

Altro salvataggio sotto terra è stato quello avvenuto due mesi dopo il 5 agosto 2010 quando è crollato il tetto della miniera sotterranea di San José, in Cile.

Trentatre minatori sono rimasti intrappolati a 700 metri di profondità e le operazioni di soccorso sono durate fino al 13 ottobre quando tutti sono stati tratti in salvo.

Nessuno prima di loro era mai sopravvissuto a 69 giorni sotto terra, ma i minatori ce l'hanno fatta.

Per trarli in salvo è stata utilizzata una capsula di metallo, Fenix, di circa 53 centimetri di diametro, fatta calare in un pozzo di 622 metri di profondità. Uno a uno in oltre 22 ore di operazione, gli uomini sono risaliti in superficie in un tempo di 20 minuti per ciascuno per evitare lo sbalzo di pressione. 

Al momento è questo il salvataggio più lungo e complesso mai eseguito dall'uomo. 

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