Il primo matrimonio gay in Irlanda
Charles McQuillan/Getty Images
Il primo matrimonio gay in Irlanda
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Cosa dice la sentenza europea sul ricongiungimento dei coniugi gay

E perché anche il neo Ministro per la famiglia Lorenzo Fontana ne dovrà tenere conto

Le coppie di coniugi delle stesso sesso esistono e hanno dei diritti ben precisi che valgono anche nei Paesi dove i matrimoni omosessuali non sono ammessi. E' quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea con una sentenza definita storica e destinata a essere un precedente importante per la letteratura forense in merito.

Una sentenza storica

In base al libero diritto alla circolazione dei cittadini nei 28 Paesi dell'Unione l'avvocato generale ha stabilito che questo garantisce il diritto dei coniugi (a prescindere dall'orientamento sessuale) di vivere e lavorare nello stesso territorio e se un cittadino europeo è sposato con un cittadino non europea ha il diritto al ricongiungimento famigliare. 

Nell'Unione Europea solo 6 Stati non concedono alcun diritto alle coppie gay e cioè Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Romania e proprio dalla Romania arriva il caso in questione. 

Il caso

Un cittadino romeno nel 2012 ha sposato un cittadino americano a Bruxelles e, dopo un soggiorno negli Stati Uniti i due uomini hanno deciso di tornare a vivere in Romania. Al coniuge del cittadino europeo, però, non era stato concesso il visto e quindi la possibilità di vivere stabilmente in Europa nonostante i due fossero legalmente sposati. Per questo la coppia si è rivolta alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha accolto il ricorso e ha dato loro ragione in quanto, si legge nelle motivazioni: "Il coniuge di un cittadino dell'Unione deve poter raggiungere quest'ultimo nello Stato membro in cui soggiorna".

In questo senso gli Stati che non ammettono le unioni tra persone dello stesso sesso "Non possono ostacolare la libertà di residenza di un cittadino dell’Unione Europea rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di un paese non UE, un diritto derivato di residenza sul loro territorio".

Cosa implica per l'Italia

Questa sentenza arriva in un momento delicato anche per l'Italia. Dopo che il nuovo Ministro per la famiglia Lorenzo Fontana ha dichiarato che "Le famiglie omosessuali non esistono" la decisione della Corte è un passo avanti sul tema dei diritti. 

La comunità italiana arcobaleno si è detta preoccupata per la deriva conservatrice che sta prendendo il nuovo esecutivo e l'idea che l'Europa tuteli la possibilità di vivere e lavorare nello stesso Paese del proprio coniuge a prescindere dal sesso è importante.

E' il concetto stesso di coniuge che, in questo modo, viene puntualizzato visto che l'avvocato generale dell'Unione ha sancito che "La nozione di coniuge ai sensi della direttiva si riferisce a un rapporto fondato sul matrimonio, pur essendo neutra rispetto al sesso delle persone interessate e indifferente al luogo in cui il matrimonio è stato contratto".

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