Musica

RanestRane: il cineconcerto in chiave progressive rock

I capolavori del cinema accompagnati da un'inedita colonna sonora a cura della band italiana che colleziona sold out in Europa

RanestRane_ProgRock_Bodo_Kubatzki

Monica Franzon

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Persi fra miriadi di stelle ed immagini, d’ora in avanti vedere Nosferatu, il Principe della notte, Shining e 2001: Odissea nello spazio non sara’ più la stessa cosa.

Difficile spiegare a parole le Ranestrane e il loro sound. Partiamo dalla scelta del nome: parla Daniele Pomo (batteria e voce) fondatore, con il fratello Massimo (chitarre), dei Boop Frog, gruppo ancora attivo e molto conosciuto nella capitale. “Ci ispirammo ad un racconto di Egdar Allan Poe, Hop Frog, storia di un giullare di corte. Trasformammo poi il titolo  in Rane-st-Rane, unendo ‘rane’ (traduzione di frog) con il prefisso-suffisso ‘st’, abbreviazione di strumentale. Ci piacque quel gioco di parole”.

Potremmo definirli una progressive band figlia di Genesis, Porcupine Tree, Pink Floyd, Radiohead o anche della PFM di Storia di un minuto.

Le RanestRane hanno proposto fin dagli inizi una formula inusuale, il CineConcerto, “nato dall’esigenza di creare un’opera di più ampio respiro, che andasse oltre la semplice esecuzione musicale" spiega Riccardo Romano, tastiere e cori "e che avesse un filo conduttore; eravamo affascinati da produzioni come The Wall, ad esempio. La scelta delle pellicole invece fu dettata da gusti personali: Daniele ama le scritture gotiche e scelse Nosferatu, Riccardo, affascinato dal cosmo, spinse per 2001: the Space Odyssey. Shining si sposò perfettamente con il nostro modo di fare musica: ritmato, ricco di suspance, di pathos”.

La pellicola di turno è accompagnata, rigorosamente live, da una nuova ed inedita narrazione sonora, che si intreccia in continuo con i dialoghi originali del film. Il risultato è sbalorditivo: ogni singolo fotogramma è cadenzato, sequenza dopo sequenza, in una sorta di compostissima entropia.

“I testi nascono dallo studio di film e libro, a cui si affiancano spaccati di vita personale: questo fa la differenza, dà credibilità” spiega Daniele. “I nostri CineConcerti sono ‘narrazioni’ operate attraverso musica e parole. Senza l’ausilio delle immagini, però, ognuno può riconoscersi nel testo che, così, assume di volta in volta un significato nuovo. Quella di Starchild è stata una scrittura complicata e di lunghissima gestazione. Mi ha aiutato la mia città natale (Roma) che nelle notti d’estate, offre magnifiche fonti di ispirazione”.

A Milano la band ha presentato, di ritorno da un tour sold out che ha toccato i più importanti paesi europei, l'ultimo ispirato album: Starchild, terzo atto della trilogia A SPACE ODYSSEY, uscito il 6 giugno anche sulle piattaforme digitali. La prossima occasione per vederli live sarà il 7 settembre con Starchild in Veruno durante il 2Days Prog + 1 Festival a Veruno (No).

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