Gabriele Antonucci

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“Quando non sai cos’è , allora è jazz” è una delle citazioni più celebri di Novecento di Alessandro Barricco, che ha ispirato l'emozionante film La leggenda del pianista sull'oceano, diretto da Giuseppe Tornatore.

Il jazz, per sua natura, è una musica mutante e in continua evoluzione, che nel 2017 ha celebrato i 100 anni dalla pubblicazione del primo disco, in grado di inglobare e di rielaborare le influenze più disparate, fino a trasformarle in una nuova sintesi.

Influenze che saranno rappresentate in tutte le loro molteplici sfumature nelle numerose rassegne jazz che animeranno l'estate del 2018.

Abbiamo scelto i 5 festival che, per noi, sono più interessanti, una classifica che sarà costantemente aggiornata e integrata.

Umbria Jazz (Perugia)


Nel 1973, anno di nascita della manifestazione, un gruppo di precursori abbinò la passione per il jazz con le esigenze di una regione che voleva far conoscere le proprie ricchezze territoriali ed enogastronomiche. Oggi Umbria Jazz è un marchio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, oltre che un traguardo fondamentale della carriera per qualsiasi artista. L'ultima edizione della kermesse propone a Perugia, dal 13 fino al 22 luglio, un fitto calendario che prova a sintetizzare i variegati percorsi della musica di qualità, presentando al pubblico, oltre al jazz nelle sue molteplici espressioni, anche pop, soul, blues, ritmi latini e musica elettronica. Il festival sarà inaugurato il 13 luglio da una vera e propria icona della musica del Novecento, non solo del jazz. un’autentica leggenda vivente. Stiamo parlando di Quincy Jones, che festeggerà il suo 85esimo compleanno all'arena Santa Giuliana insiema a un cast all star di grandi artisti che in passato hanno lavorato con lui: la star della canzone americana Patti Austin, i virtuosi della vocalità jazz Take 6, la jazz singer Dee Dee Bridgewater, un grande della musica brasiliana, Ivan Lins, e, da Cuba, Alfredo Rodriguez e Pedrito Martinez, oltre a Noa e al nostro Paolo Fresu. Il 14 luglio Gilberto Gil presenterà una rilettura di uno dei suoi più storici e riusciti progetti, il disco Refavela che incise quarant’anni fa, il 15 luglio due set di eccezione: Stefano Bollani torna alle sue passioni carioca portando in tour il suo ultimo disco "Que Bom", mentre Caetano Veloso con "Ofertorio" sale per la prima volta sul palco di Umbria Jazz con i suoi tre figli musicisti. Umbria Jazz presenta il 16 luglio i Massive Attack, storica band britannica fondatrice del "trip hop" , con 11 milioni di dischi venduti in carriera ed una miriade di riconoscimenti.
Il 17 luglio l'atteso concerto di The Chainsmokers, il duo americano di performers/ produttori/dj che ha collaborato con i nomi più importanti del pop, dai Coldplay in giù. Il 18 luglio esordiscono a Umbria Jazz due artisti di grande originalità e talento, Somi e Benjamin Clementine. Il 19 luglio torna uno degli artisti più amati dal pubblico di Umbria Jazz, Pat Metheny, con il suo più recente quartetto, preceduto dal quintetto di Kyle Eastwood, contrabbassista e leader. Il 20 luglio sarà la volta del talento multiforme di David Byrne, fondatore e frontman dei Talking Heads, creatore della Luaka Bop, produttore discografico, fotografo, regista, autore e musicista pluripremiato (un Oscar, un Golden Globe e due David di Donatello). Dopo di lui si esibiranno in Piazz IV novembre i ricostituiti Os Mutantes, l'anima più radicale del Tropicalismo brasiliano con il loro esplosivo mix di psichedelia, rock e funk. La serata del 21 luglio avrà ben tre distinti set: Mario Biondi, uno dei beniamini del pubblico di Umbria Jazz, acui presenterà il suo ultimo album, Brasil, dedicato alla grande musica popolare brasiliana;Nik West,vocalist, bassista e songwriter di talento tra funky e soul e l' Hypnotic Brass Ensemble, band di ottoni che si è formata nel South Side di Chicago con sette dei figli di una leggenda del jazz della Windy City, Phil Cochran.Il 22 luglio, giornata di chiusura del festival, ancora grande jazz con le canzoni di Melody Gardot, autrice e cantante raffinata, e con l'omaggio di Gregory Porter a Nat ‘King’ Cole (oggetto del suo ultimo disco) accompagnato dalla Umbria Jazz Orchestra diretta da Vince Mendoza.


Roma Jazz Festival (Roma)

Il Roma Jazz Festival torna nella sua collocazione estiva. Oltre 170 musicisti per 35 giorni di programmazione, distribuiti in 4 luoghi della città, fanno di questo evento una delle realtà italiane più importanti e longeve, con le sue 42 edizioni che hanno ospitato tutto quello che il jazz ha espresso nella sua storia. I concerti presentati quest’anno attraversano trasversalmente un arco di almeno tre generazioni, definendo il percorso sino a qui compiuto e analizzando le proposte che contribuiranno a creare il jazz sound del futuro; le location scelte rappresentano due conferme - Auditorium Parco della Musica e Casa del Jazz, dove si svolgeranno i grandi eventi con gli artisti nazionali ed internazionali – e due novità, Museo Maxxi e Parterre / Farnesina Social Garden che accoglieranno i nuovi nomi del jazz newyorkese e londinese. Da Pat Metheny (20 luglio) a Knower (16 luglio), dagli Snarky Puppy (7 luglio) a Randy Weston (19 luglio), da Tony Allen (13 luglio) a Cory Henry (23 luglio), da Dee Dee Bridgewater (24 luglio) a Lizz Wright (2 agosto), da Mauro Ottolini (9 luglio) a Stefano Bollani (16 luglio), oltre a Paolo Fresu (26 luglio), Piji Siciliani (4 agosto), Camille Bertault (11 luglio), Chick Corea (14 luglio), Kamaal Williams (21 luglio), Steve Coleman (27 luglio) e Sons of Kemet (1 agosto), grande musica, creatività, contaminazioni, nuove sonorità, divertimento, emozioni saranno gli elementi di questo grande festival. Cosa è successo al jazz in questi ultimi anni? Come si è evoluto? Quali sono state le figure centrali che hanno permesso a questa musica di attraversare cent’anni di storia e in che modo il lascito di questi protagonisti è costantemente modellato e contestualizzato dai loro eredi per essere fruibile, comprensibile, contemporaneo? A queste domande – come afferma il direttore artistico Mario Ciampà – “il festival cercherà di dare una risposta con la sua programmazione tra passato, presente e futuro del jazz. In questa edizione i giovani e la musica emergente saranno protagonisti al pari dei grandi nomi della scena internazionale”.


LOCUS FESTIVAL (Locorotondo)

Nato nel 2005, il Locus Festival si è sempre distinto nel panorama italiano per un perfetto equilibrio tra qualità e popolarità delle proposte, posizionandosi fra i festival più all’avanguardia a livello nazionale. La quattordicesima edizione del Locus festival celebra la musica come linguaggio universale, codice dell’animo che supera qualsiasi barriera geografica, linguistica e sociale. Il simbolo ed il claim del Locus 2018 “Cultural weaves” apre il caratteristico borgo pugliese di Locorotondo, nel cuore della valle d’Itria, agli intrecci culturali che formano le musiche popolari contemporanee. Il festival parte nel migliore dei modi il 7 luglio con l’esclusiva italiana di R+R=NOW, uno speciale dream-team con Robert Glasper, Terrace Martin, Christian Scott, Derrick Hodge, Justin Tyson e Taylor McFerrin. Altro attesissimo artista afroamericano del momento è Moses Sumney, mentre Rodrigo Amarante è californiano di adozione ma è un grande della musica brasiliana, autore del celebre tema musicale della serie TV Narcos.La nutrita compagine inglese presenta esploratori delle musiche contemporanee quali James Holden, The Comet is Coming, Floating Points, Kamaal Williams e GoGo Penguin. L’eccellenza musicale italiana del momento è ben rappresentata da Baustelle, Cosmo, Ghemon e Diodato. La location dei grandi concerti gratuiti rimane la tradizionale Piazza Moro, ingresso del centro storico di Locorotondo, e la suggestiva Masseria Mavù ospita fra i trulli i concerti con ingresso a pagamento. Gli after party più importanti saranno ospitati in riva al mare, con i dj set LocusBay di Habibi Funk, Bradley Zero e Dengue Dengue Dengue, artisti che riporteranno sul dancefloor del Lido Lullabay gli intrecci delle musiche del mondo. Oltre la musica suonata, quest’anno il Locus ha scelto di potenziare i Locus Focus, momenti di approfondimento culturale con scrittori e giornalisti (Simon Reynolds, Michael Zadoorian, Geoff Dyer, Luca Conti Alberto Campo, Seba Pezzani e Fabio Zuffanti) e con interviste pubbliche agli artisti del festival (R+R=Now, Francesco Bianconi di Baustelle, e Moses Sumney).


Locomotive Jazz (Lecce,Taranto, Ceglie Messapica, Castro, Roca, Sant’Andrea e San Cataldo)

Dal 10 luglio al 3 di agosto la Puglia diventa nuovamente il palcoscenico diffuso del Locomotive Jazz Festival, che quest’anno allarga ancora di più gli orizzonti, raggiungendo, oltre Lecce, anche Taranto, Ceglie Messapica, Castro, Roca, Sant’Andrea e San Cataldo. Tanti i nomi presenti nel cartellone di questa XIII edizione: Malika Ayane, Avion Travel, Dolcenera, Bungaro, Fabio Concato, Kurt Elling, Kenny Garrett, Stefano Di Battista e Nicky Nicolai, Nick The Nightfly, Gilles Peterson, Nicola Conte, Till Bronner e Dieter Ilg, Renzo Rubino & Gino Castaldo. Grande attesa per il concerto di inaugurazione del 10 luglio di Raffaele Casarano e il New International 4tet (Eric Legnini, Manu Katchè, Lars Danielsson) che presenterà il suo nuovo lavoro discografico Oltremare. Con “La Musica cresce nelle periferie”, quest’anno il Locomotive intende lanciare un nuovo messaggio rivolto al territorio sul quale opera e al pubblico internazionale. Nel corso delle sue 13 edizioni con oltre 200 mila spettatori, di cui 20 mila solo lo scorso anno, il Locomotive Jazz Festival compie ora un passo in avanti. Se, infatti, il fil rouge del 2017 era “la Musica nasce nelle periferie”, quello di quest’anno rimane nelle periferie, allargando gli orizzonti. “Crescere” è la parola scelta per raccontare un territorio, per mettere in musica le sue storie e le sue ferite, per cancellare i luoghi comuni e rafforzarlo con nuovi modi di fare cultura. Con l’obiettivo di portare la musica in spazi diversi, il Festival si sposta, quindi, a Taranto, Ceglie Messapica, Lecce, Castro Marina, Roca e Torre Sant’Andrea, marine di Melendugno, e San Cataldo, marina di Lecce; luoghi da svelare sotto una nuova lente, dimostrando, al di là delle etichette, che essere ai confini può essere anche un privilegio per chi ci nasce, vive e cresce. “La sfida di tutti è quella di seguire quel che fa la Musica, liberarsi dalle gabbie, diffondersi senza limiti. Dichiara Raffaele Casarano, direttore artistico e anima traghettatrice del Locomotive Jazz Festival da ormai tredici anni. Dal 30 luglio al 3 agosto sarà possibile seguire il Locomotive in diretta su Radio Montecarlo, dalle 15.00 alle 16.00 e dalle 22.00 alle 2.00. La rilevanza della manifestazione è testimoniata anche dalla partecipazione di I-Jazz, associazione che dal 2008 raccoglie i maggiori festival jazz italiani, e sarà presente per condurre dibattiti e riflessioni sul ruolo e sulle prospettive della musica jazz in Italia e non solo.


Time in Jazz (Berchidda)

È un appuntamento che si rinnova dal 1988, uno degli eventi più attesi dell'estate jazzistica: dall'8 al 16 agosto ritorna Time in Jazz, il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu tra il suo paese natale, Berchidda, e vari altri centri e località del nord Sardegna, a partire dal capoluogo di provincia, Sassari, che apre la lunga serie di concerti con un'anteprima in programma martedì 7. Salutata l'anno scorso la sua trentesima edizione, la manifestazione interrompe temporaneamente la consuetudine di ruotare intorno a un percorso tematico caratterizzante, e sceglie stavolta come titolo un numero romano: "XXXI". Spiega Paolo Fresu nelle sue note di presentazione: "Ciò che vogliamo fare per i prossimi 3 anni è giocare sui numeri romani XXXI, XXXII, XXXIII perché ci appassiona ed è stimolo per nuove connessioni artistiche e creative. Del resto, se abbiamo fatto 30 possiamo fare 31 e, dopo l'edizione del 2020, proveremo a 'dire 33' per comprendere se lo stato di salute di Time in Jazz è buono. Perché lo sia continueremo ad impegnarci come abbiamo fatto in questi primi 30 anni. Con passione e dedizione. Mettendoci all'ascolto di quelle che sono le novità della musica contemporanea in campo internazionale ma senza dimenticare il jazz italiano che, sempre di più, è presente in seno al programma del nostro festival". Su queste coordinate si svilupperanno dunque le dieci giornate del mese prossimo in terra sarda: un calendario come sempre fitto di proposte differenti, con il consueto occhio di riguardo per il jazz italiano e in particolare per i suoi giovani esponenti (alcuni dei quali, riprendendo la positiva esperienza dell'anno scorso, saranno coinvolti anche come volontari nelle varie branche dell'organizzazione del festival): un vasto e variegato cast che abbraccia diverse generazioni di musicisti e comprende, tra gli altri, i nomi di Enrico Rava con il suo gruppo Tribe (Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Gabriele Evangelista, Fabrizio Sferra), Gegè Munari, Greta Panettieri, Enrico Zanisi, William Greco, Emanuele Maniscalco, Carla Casarano, Matteo Bortone, Vincenzo Saetta, Gabrio Baldacci, Francesco Lento, Pasquale Mirra, Marco Bardoscia, Stefano Tamborrino, Francesco Diodati, Luca Bulgarelli, oltre ai quasi esordienti Plus 39, ovvero il gruppo composto dai migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, e al batterista berchiddese Giovanni Gaias. Accanto agli italiani, una qualificata pattuglia di artisti internazionali: il sassofonista americano Steve Coleman con i Five Elements, il suonatore di oud e cantante tunisino Dhafer Youssef, la big band franco-algerina-marocchina Fanfaraï e, in arrivo dalla Svezia, il pianista Jan Lundgren e il trombonista Nils Landgren con i rispettivi progetti. Novità nel palinsesto del palco "centrale", del festival, quello allestito nella piazza del Popolo a Berchidda: in programma non due ma un solo set per ciascuna delle quattro serate previste (quelle da domenica 12 a mercoledì 15), seguito però da un "late night show" nella piazzetta adiacente curato da Gianluca Petrella: "Time is over" (questo il titolo), un dopofestival all'insegna di groove e ritmiche africaneggianti, hip-hop e scratch con ospiti di volta in volta diversi come Mop Mop (Andrea Benini) con Pasquale Mirra, il progetto "Aforemention" di Tommaso Cappellato, dj Gruff con lo stesso Petrella, e altri a sorpresa.

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