Per il fisico Federico Faggin, “la coscienza è la capacità di fare esperienza attraverso i Qualia e imparare a conoscere il significato di tale esperienza”. QoT – Qualia of Things è anche il tema che anima la design week di 5VIE, dove la progettualità abbraccia l’esperienza reale. L’itinerario si sonda tra dieci produzioni originali e un’infinità di gallerie come lo Spazio Rossana Orlandi di via Bandello e spazi privati, eccezionalmente aperti al pubblico, come lo Studio david/nicolas con il progetto La Boiserie, in via San Maurilio 19. Prima tappa la sala delle Cavallerizze del Museo Leonardo da Vinci, dove il design globale si mostra attraverso progetti come il portale di Studio mo man tai e ALMA WATER – La stanza del mare di Sara Ricciardi Studio. Acqua protagonista anche per il progetto di Buccellati in Piazza Tomasi di Lampedusa con l’installazione immersiva Aquae Mirabiles. Curato da Federica Sala, realizzata da Balich Wonder Studio e con la collaborazione di Luke Edward Hall, il progetto celebra la collezione Caviar. A seguire fate un salto all’headquarter di via Cesare Correnti 14 per Il Manifesto della Neuroestetica fotografica di Alberto Sanna; la Pink Toilet di Ale Jordao e lo showcase di Aida Mahmudova studio. Da non perdere, poi le dimore storiche come Palazzo Litta, corso Magenta 24, che ospita il nuovo capitolo della mostra MoscaPartners Variations, Al centro le trasformazioni del design con il tema Metamorphosis, che si concretizzano nel labirinto Metamorphosis in Motion di Lina Ghotmeh e nel Bar Adrenalina, customizzazione dell’abituale Boccascena Caffè a cura di Debonademeo Studio. Poco più là, in via Santa Marta, per gli amanti delle contaminazioni moda, Luca Nichetto presenta il progetto AIRSTONE x XL EXTRALIGHT® e TA-DAAN presenta il pop-up esperienziale This is not AI – Artisans Generated Culture. Lato interior, non perdete Heiwa Gokin x we+ con Unseen Objects / Overflow, la collezione d’arredi nata dalla collaborazione con la famosa fonderia di Takaoka, nella prefettura di Toyama in Giappone e i baldacchini di Arjumand’s World.

Si snoda tra Via Olona e Piazza Cordusio e punta sulla creatività d’autore nel segno dei Qualia of Things, ossia il design come pratica estetica ed etica.