La Pinacoteca di Brera: collezioni (online) e tour virtuale
(Uff. Stampa Pinacoteca di Brera)
La Pinacoteca di Brera: collezioni (online) e tour virtuale
Cultura

La Pinacoteca di Brera: collezioni (online) e tour virtuale

Un viaggio (virtuale) fra le opere della Pinacoteca di Brera, uno scrigno di tesori di inestimabile bellezza

Di nuovo chiusi per la seconda ondata della pandemia, i musei - italiani ed internazionali - non chiudono però le porte al loro pubblico, offrendo suggestivi tour virtuali delle loro collezioni, comodamente visitabili da ogni luogo e in ogni momento... L'effetto non è proprio lo stesso di una visita «in presenza», ma l'altissima qualità e definizione delle opere digitalizzate permette una visione dei capolavori davvero straordinaria e nuova.

Tra le collezioni più interessanti, con quasi 700 opere fruibili anche online, spicca quella della Pinacoteca di Brera, custode di alcuni tra i massimi capolavori della storia dell'arte mondiale

Un po' di storia

Situata nel cuore di Milano, nell'omonimo palazzo di impronta tardo barocca dove hanno sede anche altre istituzioni culturali, la Pinacoteca di Brera nacque a fianco dell'Accademia di Belle Arti (che ancora oggi occupa il primo piano del Palazzo) voluta da Maria Teresa d'Austria nel 1776 con finalità didattiche, visto che il corpus doveva costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli studenti.

Quando Milano divenne capitale del Regno Italico, per volontà di Napoleone la raccolta si trasformò in un museo (ufficialmente inaugurato il 15 agosto 1809, giorno del 40esimo compleanno dell'Imperatore), destinato a custodire i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi e le opere requisite dalle numerosissime chiese e conventi lombardi, motivo per cui la Pinacoteca è ricchissima di dipinti sacri, spesso di grande formato, che conferiscono al museo una connotazione tutta particolare, solo in parte attenuata dai numerosi scambi, donazioni e acquisizioni avvenuti nel corso del XIX e XX secolo.

Resasi autonoma dall'Accademia nel 1882, la Pinacoteca di Brera fu pesantemente danneggiata dai bombardameni del 1943 (anche se i dipinti vennero fortunatamente messi al sicuro da Fernanda Wittgens, prima donna direttrice della Pinacoteca), tanto che il Palazzo riaprì soltanto nel 1950, con il nuovo allestimento dell'architetto Pietro Portaluppi e arricchito di nuovi lasciti di opere di maestri contemporanei.

Negli anni '70, un importante nucleo di arte del Novecento, che spazia da De Pisis a Modigliani, passando per Carà e Boccioni, Picasso e Braque, venne donato alla Pinacoteca dai noti collezionisti Emilio e Maria Jesi; a questa donazione, nel 2001, si aggiunsero anche un'ottantina di opere della collezione di Lamberto e America Vitali

Il percorso espositivo e le opere più importanti

Dedicata quasi esclusivamente alle opere pittoriche (fatta eccezione per il grande gesso di Antonio Canova raffigurante Napoleone in veste di Marte, alcune opere della Donazione Jesi e del Lascito Vitali e i busti e le statue esposte nel Cortile d'Onore del Palazzo) la Pinacoteca espone capolavori databili tra Trecento e Novecento, di provenienza prevalentemente italiana, veneta e lombarda soprattutto.

Il percorso espositivo, suddiviso cronologicamente e per scuole regionali, si snoda per 38 sale. Nell'impossibilità di entrare nel dettaglio di ognuna, è importante sottolineare che il periodo che va dal XIV al XVIII secolo è magistralmente rappresentato da capolavori indiscussi di scuola veneta, lombarda e centroitaliana (Rinascimento ferrarese, emiliano e marchigiano in primis), mentre i secoli successivi sono illustrati da opere sacre del Settecento, dal vedutismo veneto, dalla ritrattistica ottocentesca e dalle avanguardie italiane del Novecento.

Un discorso a parte merita la Sala XXIV, cuore della pinacoteca, interamente dedicata alla cultura figurativa di Urbino e ai suoi tre protagonisti: Piero della Francesca, Raffaello Sanzio e Donato Bramante. La Pala Montefeltro (o Pala di Brera), ultima opera nota di Piero della Francesca ; lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, firmato e datato 1504; il Cristo alla colonna di Donato Bramante, proveniente dall'Abbazia di Chiaravalle ed unica testimonianza di pittura su tavola dell'architetto urbinate, costituiscono tre fra le opere più iconiche e preziose dell'intera Pinacoteca.

A queste, fra le opere di maggior valore di tutta la raccolta museale, sicuramente da citare il «Ritrovamento del corpo di San Marco» di Tintoretto, il «Cristo morto» di Mantegna, la «Cena in Emmaus » del Caravaggio, il «Ritratto di Gentiluomo» di Lorenzo Lotto, «L'Ultima Cena » di Rubens, «Il Bacio» di Hayez.

La Pinacoteca online

Grazie al supporto di Haltadefinizione, una società high-tech specializzata nella digitalizzazione ad altissima risoluzione di opere d'arte, sul sito della Pinacoteca è possibile accedere ad una sezione speciale, dove si possono ammirare in modo molto ravvicinato ben 669 grandi capolavori presenti nella raccolta milanese

Gentile e Giovanni Bellini, predica di San Marco in Alessandria,1504/1507 (Ufficio Stampa Pinacoteca di Brera)

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