Federica Pellegrini: «Ora mi lascio sorprendere dalla vita»
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Federica Pellegrini: «Ora mi lascio sorprendere dalla vita»
Televisione

Federica Pellegrini: «Ora mi lascio sorprendere dalla vita»

Intervista alla campionessa olimpica, che dopo l'addio al nuoto punta sulla tv (e non solo). Dal 19 gennaio torna in giuria Italia's Got Talent, su Sky Uno, il 20 esce il documentario sulla sua carriera, Underwater. «È arrivato il momento di raccontarmi senza filtri»

Federica Pellegrini sta vivendo quello che lei stessa definisce «un momento di rivoluzione epocale della mia vita». Il 30 novembre scorso ha disputato (e vinto) la sua ultima gara, chiudendo una carriera strepitosa con l’ennesimo oro nei 200 stile libero. Ha detto addio al nuoto con una consapevolezza: aver lasciato un segno indelebile nella storia dello sport italiano. Il suo futuro? Tutto da scrivere, forse anche in tv. «Ho ricevuto molte proposte e ho detto tantissimi no», rivela a Panorama.it. Con due eccezioni: Le Iene, che ha co-condotto per una sera, e Italia’s Got Talent, lo show prodotto da Fremantle al via su Sky Uno e Now da mercoledì 19 gennaio, di cui è giurata per il quarto anno consecutivo.

Federica, come sono state queste prime settimane da “pensionata”?

(ride) «Molto buone. Ma sento che l’orologio interno già mi lancia dei segnali: stanno finendo i giorni di pausa che mi prendevo tra un allenamento e l’altro e l’idea di non rientrare in vasca mi spiazza. Sento l’esigenza di fare sport e anche quella di tornare a nuotare un po’».

Ironia a parte, che momento sta vivendo?

«Un momento di rivoluzione epocale della mia vita. Ma non sono spaventata perché non ho mai avuto paura dei cambiamenti e perché in prospettiva si delineano delle cose molto belle».

Le manca la vasca?

«Un po’ di malinconia di base c’è: dopo vent’anni di emozioni e adrenalina, è logico che mi stranisca pensare di non ributtarmi più in acqua per un obiettivo. Ma è una fase di assestamento».

Il cambio di abitudine più piacevole?

«Poter dormire di più la mattina».

C’è una cosa che non ha potuto fare in questi vent’anni e che vorrebbe fare subito?

«Provare altri sport, quelli che non ho potuto fare per evitare infortuni».

Ad esempio?

«La scuola di tessuti aerei, una disciplina molto difficile a metà tra la danza e l’acrobatica che ho scoperto con Italia’s Got Talent».

Il soprannome “Divina del nuoto” le piace o è un’etichetta che la infastidisce?

«Mi è stata donata e la vivo come un complimento. A me fa piacere ma non è che mi guardo allo specchio e mi dico: “Guarda, c’è la Divina”».

Stasera debutta Italia’s Got Talent ed è il suo quarto anno da giudice. Cos’è per lei la ricerca del talento?

«Allargare lo sguardo, aprirsi al mondo, uscire dalla propria comfort zone, osservare e capire la diversità e la bellezza dell’uomo e dell’arte. La ricerca del talento impone anche una quota di responsabilità: con un giudizio, positivo o negativo che sia, puoi cambiare la vita di una persona».

Cos’ha portato allo show l’ingresso di Elio?

«Una spinta in più al tavolo. Una teatralità marcata, un’ironia diversa. Non lo conoscevo, se non dal punto di vista artistico e musicale, ed è stata una bellissima scoperta. È geniale»

Quali sono i talenti che riconosce ai suoi colleghi? Partiamo da Mara Maionchi.

«Mare è un concentrato di talenti: il primo è senza dubbio un’ironia travolgente».

Frank Matano.

«La poliedricità. E poi la sua comicità è ipnotica».

Elio?

«La teatralità e la follia».

E il suo talento?

«Portare una visione sportiva della cose e al tempo stesso disincantata».

È la più competitiva del gruppo?

«Il giusto. Ma una volta ero molto più competitiva, in vasca e fuori dall’acqua».

Poi?

«Anno dopo anno le cose si sono evolute e io mi sono evoluta. Ogni cosa era una guerra no, poi il tasso di competitività si è mitigato

Il 20 gennaio esce su Prime Video Underwater, il documentario sulla sua vita. Cos’è rimasto di quella ragazzina introversa e un po’ timida che racconta di essere stata?

«Il lato di introversione c’è ancora, a dire il vero. Il carattere è quello, molti angoli si sono smussati, altri no. Ho imparato un po’ alla volta ad aprirmi con le persone, ad essere meno spigolosa».

La spigolosità è sempre un limite?

«No. Mi ha salvato tante volte dal prendere delle fregature».

Per realizzare il documentario, che racconta l’avvicinamento a Tokyo 2020, si è raccontata per due anni alle telecamere rivelando anche di aver sofferto di bulimia. È stato complicato questo racconto “a cuore aperto”?

«Ci ho pensato parecchio prima di accettare perché volevo che questo racconto fosse il più vero possibile, non m’interessava un prodotto patinato o artefatto. Mi sono portata dietro una telecamerina con cui ho realizzato dei confessionali che sono diventati degli sfoghi, dei diari virtuali. È stato meno complicato del previsto aprirmi: era arrivato il momento di raccontarmi senza filtri, via dai cliché, e questo potevo farlo solo io».

A proposito di cliché: ci sono dei pregiudizi che l’hanno ferita?

«Tanti. Ma mi sono fatta scivolare le cose. Negli anni ho acquisito una coscienza e una consapevolezza difficili da scalfire. Ascolto tutte le critiche, davanti a quelle distruttive alzo un muro».

La tv l’ha molto corteggiata in questi anni. Ha detto no a dei reality?

«Negli anni ho detto di no a quasi tutto. Ora si sono aperte molte strade e voglio valutare bene quale imboccare. Farlo per divertimento è una cosa, per lavoro è un altro».

È stata anche “iena per una notte” come co-conduttrice con Nicola Savino. Ci tornerebbe?

«È stato un bellissimo banco di prova, una serata intera. Mi sono molto divertita e non nego che ci tornerei volentieri».

Per i prossimi sette anni sarà membro del Cio, in quota atleti. Di cosa si occuperà?

«Ci sono una serie di temi che il Cio assegna. Lavorerò in particolare nelle commissioni che si occupano di doping e di benessere mentale degli atleti. È un impegno importante che voglio affrontare con estrema serietà».

Si parla sempre molto della sua vita privata e il suo futuro matrimonio con Matteo Giunta ha scatenato gli appetiti del gossip. La infastidisce tanta attenzione?

«All’inizio sì, ci sono stati degli anni complicati, poi le cose sono cambiate. Ma all’inizio della nostra storia ci siamo quasi obbligati al riserbo assoluto, era del tutto naturale per noi fare come se niente fosse. Poi c’è stato uno switch e adesso siamo liberi di vivere la nostra vita. Non mi turba la curiosità della gente ma siamo una coppia così normale che alla fine le persone rischiano di annoiarsi»

Tra dieci anni dove si vede?

«Bella domanda. Dieci anni fa avrei risposto con “mi vedo fuori dalla vasca”. Quell’obiettivo l’ho rispettato. Ora non so. Sono una donna in evoluzione, lascio che la vita mi sorprenda».

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