Il Commissario Montalbano: il gran finale con «Il metodo Catalanotti»
Ufficio Stampa/Duccio Giordano
Il Commissario Montalbano: il gran finale con «Il metodo Catalanotti»
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Il Commissario Montalbano: il gran finale con «Il metodo Catalanotti»

Lunedì 8 marzo va in onda la puntata finale della serie cult di Rai1 con Luca Zingaretti, Sonia Bergamasco, Cesare Bocci e Greta Scarano. «Il futuro de Il Commissario Montalbano? È prematuro fare una previsione, dipende da tante circostanze»

L'amore, il sesso, le corna ma anche l'eterno dilemma pirandelliano dello sdoppiamento dell'io e un'immancabile omicidio, questa volta quello di uno strozzino. Ruota attorno a questi elementi Il metodo Catalanotti, in onda lunedì 8 marzo su Rai1: una puntata inedita e soprattutto storica visto che - salvo clamorosi colpi di scena - con questo episodio dopo vent'anni e trentasette film calerà per sempre il sipario su Il Commissario Montalbano. Ecco intanto tutto quello che c'è da sapere sul film tv con Luca Zingaretti, Sonia Bergamasco, Cesare Bocci e la new entry Greta Scarano.

Il Commissario Montalbano, tutto su Il metodo Catalanotti

Carmelo Catalanotti (Carlo Cartier) è stato assassinato con una pugnalata nel petto ma la strana compostezza della salma e l'assenza di sangue fa subito dubitare Montalbano (Luca Zingaretti): il commissario scopre subito che la vittima era uno strozzino, oltre che un originale artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, attivissima compagnia di teatro amatoriale di Vigàta. Ma la Trinacriarte non è una semplice filodrammatica: buona parte dei suoi soci sono letteralmente posseduti e addirittura invasati dalla passione per il teatro e Catalanotti era il guru del gruppo, un uomo geniale, ma anche crudele e sadico. Montalbano si rende conto che proprio nella sua concezione dell'arte tragica e nel suo personalissimo e inquietante Metodo c'è la soluzione del mistero della sua morte.

Le anticipazioni della puntata

Ne Il metodo Catalanotti, il terz'ultimo romanzo della saga, ci sono tutti i temi cari ad Andrea Camilleri, compresa la tragedia e il «tragediare» proprio della cultura siciliana. Realtà e fantasia si mescolano, poi c'è la la vecchiaia e il suo eterno tentativo di ghermire la giovinezza, e ci sono soprattutto le trovate e gli aneddoti del geniale Camilleri, che pesca dal suo inesauribile bagaglio per disegnare dei personaggi indimenticabili. «Ma la più grande delle novità è la perdita di controllo del Commissario, travolto dalla passione per una giovane collega», anticipa Luca Zingaretti, che dell'episodio è anche il regista (è stato lui a prendere in mano la regia dopo la morte di Alberto Sironi, che ha diretto tutta la serie). «Salvo ci aveva abituato a pochi ma saldissimi punti fermi: l'amore per il suo lavoro, la devozione per Livia (Sonia Bergamasco), l'imprescindibile attaccamento alla sua terra. Ebbene: qui viene messo tutto in discussione. È disposto a lasciare tutto e tutti pur di poter godere della vicinanza e dell'amore di una ragazza interpretata dalla splendida Greta Scarano», aggiunge. A complicare il tutto ci si metterà l'incorreggibile Mimì Augello (Cesare Bocci): nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatterà in un cadavere, che sorprendentemente non riuscirà più a ritrovare.

Con Catalanotti finisce per sempre Montalbano?

Sono passati ventuno anni del 1999, quando andò in onda Il ladro di merendine, la prima puntata de Il Commissario Montalbano, creato dalla magica penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti. In poco tempo è diventato un personaggio culto, ha sbancato gli ascolti e conquistato il mondo: è stata la prima serie italiana venduta all'estero (anche in Asia e in Iran) e trasmessa in oltre 65 Paesi ottenendo grande successo anche in territori molto diversi per audience, come Gran Bretagna e Stati Uniti. In Italia poi è un unicum straordinario, con 37 film e 200 prime serate (anche le repliche sono sbanca share) e ascolti in costante crescita fino alle punte superiori ai 12,9 milioni di spettatori con oltre il 45% di share dello scorso anno.


Luca Zingaretti e Greta ScaranoUfficio Stampa/Duccio Giordano


Ma dopo due decenni il ciclo si sta per chiudere e pare davvero per sempre. La morte di Andrea Camilleri prima e poi quelle del regista Alberto Sironi e dello scenografo Luciano Ricceri (l'inventore dei luoghi di Montalbano), hanno cambiato tutto e costretto la Rai e il produttore Carlo Degli Esposti a prendere in mano la situazione e decidere cosa fare in futuro. La regia degli ultimi tre episodi è stata affidata a Zingaretti, che ha dato continuità e valore aggiunto al progetto, ora ci sarebbero ancora due romanzi e dei racconti da cui trarre una puntata inedita che per adesso non si farà, come spiega Degli Esposti: «Il covid ci impedisce di tornare sul set con la tranquillità che ci ha contraddistinto in questi anni: ci sarà un momento, dopo il Covid, in cui prenderemo una decisione». Del resto Luca Zingaretti era stato chiaro: «Sono profondamente innamorato del personaggio ma non so se cedere il testimone e finire in bellezza o visto che siamo arrivati fino a qua fare gli ultimi cento metri, se fare un anno sabbatico o un congedo definitivo». Probabile dunque che il sipario cali per sempre sull'icona serie ma il produttore lascia aperto uno spiraglio: «Per me e per altri Montalbano è eterno, è prematuro davvero fare una previsione dipende da tante circostanze».

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