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La Grecia, dalla guerra civile a Tsipras - Foto

Il difficile cammino della democrazia ellenica: da Metaxas alla dittatura dei colonnelli, alla battaglia di Syriza contro l'austerity dell'UE

La Grecia, dopo avere subito l'occupazione italo-tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, si affacciò all' Europa postbellica ulteriormente scossa da una feroce guerra civile. Anche negli anni precedenti l'attacco dell'Asse, il paese si era allontanato dai princìpi della democrazia nata nelle poleis greche. Il primo ministro Ioannis Metaxas aveva infatti abolito la costituzione, ponendosi a capo di un regime autoritario sul modello del fascismo italiano.

Cacciati i tedeschi nel 1944, però, i focolai della divisione politica del paese nacquero dai membri della stessa Resistenza. Da una parte i combattenti "regolari" che rimasero al fianco degli Inglesi e dall'altra i partigiani comunisti organizzati dal KKE. I combattimenti durarono sino al 1948 quando gli ultimi ribelli sulle alture si arresero all'esercito regolare addestrato dagli inglesi e finanziato dagli americani.

Metaxas, la guerra civile e la NATO

Il saluto romano di Ioannis Metaxas assieme ai membri del suo governo, nato negli anni '30 sul modello del fascismo italiano. Con l'aggressione italo-tedesca, il dittatore greco passò con gli inglesi.

Metaxas, la guerra civile e la NATO

Atene, dicembre 1944. Arresto di partigiani comunisti da parte delle truppe inglesi, che liberarono Atene nell'ottobre dello stesso anno.Getty Images

Metaxas, la guerra civile e la NATO

Partigiani greci di fronte ad un ospedale da campo sulle montagne dell'entroterra. 1946 circa.

Metaxas, la guerra civile e la NATO

Ottobre 1944. Un paracadutista britannico appunta la Union Jack sulla manica di un bambino, sotto lo sguardo dei partigiani ellenici.Getty Images

Metaxas, la guerra civile e la NATO

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1947: militari greci dell esercito regolare addestrati dagli inglesi per la guerra ai partigiani comunisti.

Metaxas, la guerra civile e la NATO

Ufficiali dell'esercito greco poco prima dell'attacco al monte Khiapa durante la guerra civile del 1946-1948. Con loro, il cappellano ortodosso.Getty Images

Proprio l'interesse strategico della Grecia nel panorama geopolitico della Guerra Fredda fece sì che rapidamente fosse inclusa nel Piano Marshall e quindi nel Patto Atlantico e nella NATO. Influenzata dalla politica internazionale e dagli alleati, la Grecia fu governata negli anni '50 da una coalizione di centro-destra, caratterizzata da forte instabilità politica, mentre i partiti di sinistra furono banditi.Fu soprattutto la questione di Cipro, dopo la fine del mandato britannico, a destabilizzare ulteriormente la situazione greca a causa delle sempre più forti tensioni con la Turchia riguardo al dominio dell'isola mediterranea. 

La Grecia degli anni '50

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Il giubilo dei cittadini greci di Cipro dopo il trattato di Londra sulla questione della sovranità dell'isola di Cipro. I prigionieri greci, internati in campi di prigionia, vengono rilasciati nei giorni immediatamente successivi. 1959.

La Grecia degli anni '50

Insorti greco-ciprioti posano sotto la bandiera turca dopo la presa del forte di St. Hilarion posto strategicamente sulle alture sopra Kyrenia.Getty Images

La Grecia degli anni '50

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La famiglia dell'armatore Aristotele Onassis in una foto degli anni '50.

La Grecia degli anni '50

1950 circa. La bottega di un fabbro a Ioannina. La Grecia degli anni '50 è un paese fortemente arretrato e privo di significanti processi di modernizzazione.Getty Images

Nonostante negli anni '60 il paese godesse di uno dei tassi di crescita più alti del mondo (fino all'11% annuo), la politica non avanzò allo stesso modo. I governi di destra andarono in crisi dopo l'assassinio di un esponente pacifista della sinistra democratica, Gregoris Lambrakis, ucciso da militanti di destra nel giugno del 1963 durante un comizio. Alla conseguente caduta del governo conservatores di Kostantinos Karamanlis salì in carica un governo per la prima volta non sostenuto dalla destra, con a capo il centrista Georgios Papandreou

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

Il medico e politico di sinistra Gregoris Lambrakis, leader pacifista ucciso a Salonicco da militanti di estrema destra nel 1963.Wikicommons

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

Anni '60: una spider britannica affronta la strada tortuosa di un'isola greca. I primi anni '60 videro un vero e proprio boom economico del paese .Getty Images

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

Ritratto di Kostantinos Karamanlis, leader della destra e capo del governo all'inizio degli anni'60. Getty Images

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

1965, Un epoca si chiude: Onassis ospita Winston Churchill nell'ultimo anno di vita del leader conservatore inglese.Getty Images

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

L'adorazione di un icona miracolosa nell'isola di Tinos. I governi conservatori mantennero sempre un legame con la tradizione religiosa e i riti della Chiesa Ortodossa.Getty Images

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

29 agosto 1965: il leader centrista Georgios Papandreou il giorno delle sue dimissioni per i dissensi con il re Costantino IIGetty Images

Anni '60: la crescita e la crisi della democrazia

I funerali di Saturios Petroulas il 23 luglio 1965, morto negli scontri durante una delle frequenti manifestazioni di protesta che scossero la Grecia prima del regime dei colonnelli.Getty Images

28 aprile 1967. Il giuramento della giunta dei colonnelli davanti a re Costantino. Da sx: Georgios Papadopoulos, Constantin Kollias, il re, Stylianos Pattakos, e Nikolaos Makarezos

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Fu il giovane re Costantino II a far precipitare gli eventi verso la dittatura militare di tre anni dopo. Si scontrò infatti con Papandreou sulla questione del controllo dell'esercito costringendo quest'ultimo a dimettersi lasciando così la Grecia in mano a governi privi della fiducia parlamentare. Il re chiamò a sé un governo di uomini a lui fedeli, che tra i tumulti popolari durò fino alle elezioni del 1967.

Nel frattempo i vertici dell'esercito si organizzarono per la presa del potere, inscenando la minaccia di una imminente rivolta filocomunista. Furono gli ufficiali di rango inferiore, capitanati dal colonnello Georgios Papadopoulos a dare il via al golpe, che si consumò nella notte tra il 20 e il 21 aprile 1967. Il regime dei colonnelli instaurò la legge marziale, mise al bando i sindacati, applicò la censura alla stampa e iniziò la persecuzione dei simpatizzanti di sinistra tramite l'uso sistematico della tortura per mano della polizia militare (Elliniki Stratiotiki Astynomia-ESA). Il 13 agosto 1968 Papadopoulos subì un attentato da cui uscì illeso. Fu arrestato l'esecutore, Alexandros (Aleikos) Panagoulis, un intellettuale e attivista che si era battuto fin dall'anno precedente contro i colonnelli. Incarcerato, fu lungamente torturato dalla polizia segreta. Inizialmente condannato a morte, la pena fu commutata in ergastolo che, dopo un tentativo di fuga, avrebbe dovuto scontare in totale isolamento (nella "tomba", come fu chiamata la cella dallo stesso Panagoulis). Durante il regime dei colonnelli molti furono i fuoriusciti, specie studenti, che sensibilizzarono l'opinione pubblica mondiale sulle violenze del regime di Atene. Uno degli esempi più famosi fu il suicidio a Genova dello studente greco Kostas Georgakis che il 19 settembre 1970 si diede fuoco urlando "Viva la Grecia libera!".

Nei primi anni 70 la crescita economica della Grecia rallentò sensibilmente fino alla crisi internazionale del 1973. 

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Il colonnello Georgios Papadopoulos, ispiratore del colpo di stato del 21 aprile 1967. Muore ad Atene nel 1999 dopo il carcere e una lunga malattia.Getty Images

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Carri armati dell'esercito presidiano le strade di Atene nei giorni del golpe dei colonnelli. 27 aprile 1967.Getty Images

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Un poster apparso a Copenhagen dopo il golpe del 1967 avvisa i turisti della situazione instabile della Grecia.Getty Images

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

24 agosta 1973. Liberazione di Aleikos Panagoulis dopo la dura incarcerazione e le torture. Fu esecutore dell'attentato fallito a Papadopoulos del 1968 e compagno per alcuni anni di Oriana Fallaci.Getty Images

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Un ritratto dello studente greco Kostas Georgakis. Si diede fuoco a Genova il 19 settembre 1970 in segno di protesta contro la giunta dei colonnelli.

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Politecnico di Atene, 20 novembre 1973. Mezzi blindati dell'esercito prendono posizione per la repressione della protesta studentesca che costerà la vita a 9 dimostranti.Getty Images

1967-1974: la dittatura dei colonnelli

Atene. I resti della battaglia del Politecnico il 20 novembre 1973. La dittatura di Papadopoulos si avviava al termine.Getty Images

L'inizio della distensione internazionale suggerì a Papadopoulos di concedere riforme e allentare la morsa della repressione. Il colonnello non poté però mettere in atto il suo programma in quanto fu destituito da uno dei suoi compagni di golpe, l'oltranzista Dimitrios Ioannidis. Dopo la rivolta del Politecnico di Atene del novembre 1973, il nuovo capo del governo usò il pugno di ferro. Con un altro colpo di mano decise di occupare militarmente l'isola di Creta, cacciando l'arcivescovo Makarios III e sostituendolo con la reggenza fantoccio di Nikos Sampson. La Turchia non stette a guardare e il 20 luglio l'isola fu invasa dall'esercito turco, che riportò Makarios al potere. La giunta, sconfitta, si dissolse rapidamente. Per la transizione fu richiamato Karamanlis, esiliato dal 1963, e tornò anche Papandreou. Dai leader nacquero i partiti che governarono la Grecia degli ultimi 30 anni, Nea Dimokratia e il Pasok. 

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

Cipro, 22 luglio 1974: la guardia nazionale greca a difesa della città di Nicosia dopo la destituzione dell'arcivescovo Makarios III e la nomina del governatore fantoccio Nikos Sampson per volere del colonnello Ioannidis, successore di Papadopoulos.Getty Images

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

Dimitrios Ioannides durante la crisi di Cipro. Fu l'ultimo atto della giunta militare prima della sua destituzione e conseguente arresto per i fatti del Politecnico di Atene.Getty Images

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

Cipro, 20 luglio 1974. Paracadutisti turchi invadono l'isola in reazione al colpo di mano del colonnello Ioannides.Getty Images

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

Dicembre 1974. Il ritorno trionfale dell'arcivescovo ortodosso Makarios III alla presidenza di Cipro dopo il golpe di Ioannidis e l'invasione turca del luglio precedente.Getty Images

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

Andreas George Papandreou, torna in Grecia dopo la fine della dittatura dei colonnelli, pronto a guidare i socialdemocratici del Pasok. Getty Images

La crisi di Cipro e il ritorno alla democrazia

24 luglio 1974. La piazza festeggia la caduta di Ioannides e della giunta militare dei colonnelli.Getty Images

Quest'ultimo partito fu al governo per tutti gli anni '80 quando entrò in crisi per una serie di scandali politici legati alla figura dell'imprenditore greco-statunitense Georgios Koskotas, magnate della Banca di Creta e dei nuovi media greci. Lo stesso leader del Pasok, Papandreu, fu coinvolto e dovette ritirarsi dalla politica. Ritornò alcuni anni più tardi per un altro decennio di governo, in cui furono varate diverse riforme amministrative e in cui la Grecia entrò definitivamente nell'orbita dei paesi dell'Eurozona. Nel 2004 il Pasok cede il passo alla destra di Nea Demokratia fino al 2007 con il ritorno del Pasok di George Papandreou. 

Il 2009 segna l'inizio della gravissima crisi economica e finanziaria tuttora in corso. Declassata alle soglie del default, la Grecia fu costretta a ricorrere a due grandi salvataggi da parte dell'Europa. L'instabilità politica e le mancate riforme, nonché un tasso di disoccupazione in crescita vertiginosa crearono nel paese forti tensioni sociali che sfociarono in duri scontri di piazza. Il governo filoeuropeo del conservatore Samaras non riuscì a impedire i crescenti movimenti politici antieuropei e contrari al regime di austerità imposto dalla "troika" UE-BCE-FMI. All'estrema destra crebbe il partito xenofobo filonazista di "Alba Dorata", a sinistra la coalizione di sinistra "Syriza" guidata dal giovane Alexis Tsipras, già leader del partito Synaspismos, insieme a formazioni di ecologisti e filocomunisti. Nata nel 2004, la coalizione è cresciuta costantemente negli anni della crisi fino alla vittoria alle politiche del 25 gennaio 2015 e alla formazione del primo governo apertamente critico nei confronti dell'Europa e dell'austerità imposta a Bruxelles e caldeggiata soprattutto dalla Germania di Angela Merkel.

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

La vittoria di Nea Demokratia che darà vita al governo di Antonio Samaras, pro-salvataggio e filoeuropeo.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

Atene 24 febbraio 2010. La crisi è ai massimi livelli, con il paese a un passo dal default e un tasso di disoccupazione a crescita esponenziale. Scioperanti durante gli scontri con la Polizia.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

La manifestazione degli "indignati" greci in piazza Syntagma ad Atene. 2011.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

Scontri ad Atene tra gli studenti e le forze dell'ordine in occasione del terzo anniversario della morte di Alexis Grigouropoulos lo studente antieuropeo ucciso dalla polizia nel 2008.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

Il primo ministro George Papandreou, l'ultimo leader del Pasok alla guida del paese durante i colloqui per il primo salvataggio del paese per opera della BCE e dell'FMI.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

L'ex ministro delle finanze Evangelios Venizelos durante il tentativo di costituzione, poi fallito, di un governo di unità nazionale per far fronte alla profonda crisi del paese.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

L'ultimo governo costituito dai partiti tradizionali spetta a Antonis Samaras, di Nea Demokratia. Dovrà sciogliere le camere e indire le elezioni anticipate che vedranno la vittoria di Tsipras.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

2014. Manifestazione del partito di estrema destra "Alba Dorata", cresciuto negli anni della crisi economica.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

Militanti di Syriza attendono il verdetto del voto del 25 gennaio 2015.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

25 gennaio 2015. Tsipras saluta i suoi elettori in festa per la vittoria di Syriza, che diviene il primo partito di Grecia.Getty Images

Dagli anni '80 al trionfo di Syriza

Il leader del partito di centro destra degli Indipendenti greci Panos Kammenos, dopo un incontro con Tsipras. Assieme al leader di Syriza ha formato la coalizione di governo dopo le elezioni del gennaio 2015.Getty Images
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