Tasse

Tasi e Imu, come si paga il saldo di dicembre

I contribuenti dovranno controllare le nuove aliquote definite dai Comuni e calcolare l’eventuale differenza rispetto alla prima rata

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– Credits: Ansa

A distanza esattamente di un mese dal 16 dicembre, data entro la quale è previsto il pagamento del saldo di dicembre di Imu e Tasi, vediamo di chiarire le modalità con cui si dovrà pagare la seconda rata delle due imposte sugli immobili. Ciascun contribuente può innanzitutto procedere al calcolo esatto di quanto dovuto, visto che ogni Comune avrebbe dovuto mettere a disposizione le informazioni necessarie. A questo proposito è possibile in alternativa consultare il sito del dipartimento delle finanze, www.finanze.it. Qui, nell’apposita sezione dedicata al federalismo fiscale, dal 28 ottobre scorso sono reperibili tutte le aliquote definite dai Comuni attraverso specifiche deliberazioni. Dati questi che tra l’altro le amministrazioni locali avrebbero dovuto provvedere a comunicare al ministero dell’Economia già entro lo scorso 21 ottobre.

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Dunque, il primo passaggio sarà quello di informarsi su quelle che sono le aliquote che la propria giunta comunale avrà deciso di adottare per questo 2015. A questo punto si presentano una serie di opzioni. Nel caso infatti le aliquote in questione dovessero essere uguali a quelle del 2014, la seconda arata del saldo di dicembre dovrà essere allora di pari importo a quella versata in acconto lo scorso 16 giugno. Ricordiamo infatti che questa prima rata è stata pagata sulla base proprio delle aliquote del 2014, visto che a quel tempo la stragrande maggioranza dei Comuni non aveva ancora definito quelle per il 2015. Ben diversa invece è la situazione nel caso in cui il proprio sindaco avesse deciso di adottare delle aliquote diverse, ossia maggiorate rispetto a quelle dell’anno scorso.

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A questo punto infatti, il saldo da pagare non sarà uguale alla prima rata, ma bisognerà procedere al nuovo calcolo dell’Imu o della Tasi complessive, sulla base appunto delle nuove aliquote. Poi si dovrà detrarre il valore della prima rata, e versare il saldo che risulterà ovviamente maggiorato della differenza dovuta proprio all’aumento delle aliquote per il 2015. Si tratta in effetti di calcoli non complicati, ma che conviene comunque affrettarsi a fare o farsi fare da qualche Caf o commercialista, prima possibile, per evitare di arrivare impreparati alla fatidica data del 16 dicembre. Resta fermo che nel caso, molto raro, qualche Comune avesse deciso di abbassare invece le aliquote, il saldo di dicembre risulterà inferiore alla prima rata versata a giugno. Si tratta però come detto di un caso puramente di scuola, visto che la maggior parte dei Comuni non solo non ha mantenuto uguali al 2014 le aliquote di Imu e Tasi, ma il più delle volte ha provveduto, per ragioni di bilancio, ad aumentarle.

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