Taglio delle tasse, perché Renzi deve puntare tutto sulle imprese

Secondo Carlo Stagnaro, direttore dell'Ufficio Studi Bruno Leoni, al momento è prioritario abbassare l'Irap per creare nuova occupazione e rilanciare l'economia - Le due strade

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Se fosse una scommessa si tratterebbe di entrare in un casinò, avvicinarsi a una roulette e puntare tutta la posta su di un solo numero. Il confronto potrebbe apparire azzardato, eppure in tema di fondi da stanziare per abbassare le tasse, quello che attende al momento il governo Renzi sembrerebbe a tutti gli effetti un azzardo. Non solo si tratta infatti di mettere in campo ingenti risorse sperando che un abbattimento, seppur minimo della pressione fiscale, possa rilanciare l’economia italiana, ma si tratta di farlo puntando su di un solo elemento possibilmente vincente tra l’Irpef dei lavoratori o l’Irap delle imprese.

TASSE, COSA HA IN MENTE RENZI

“In questo senso – spiega Carlo Stagnaro, direttore dell’Ufficio studi dell’Istituto Bruno Leoni – io sono innanzitutto perfettamente d’accordo con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, secondo il quale bisogna investire le risorse a disposizione su di un solo obiettivo senza disperdere energie. Il premier Renzi dovrà dunque resistere alla tentazione di piazzare poste diverse sui due fronti, e avere il coraggio di concentrare gli sforzi in una singola direzione”. Se poi si chiede a Stagnaro quali dei due obiettivi sia al momento più strategico perseguire, l’economista non ha alcun dubbio.

IMPOSTE SULLA CASA, UN NODO DA SCIOGLIERE

“In questo caso – afferma – mi trovo invece perfettamente d’accordo con il viceministro dell’Economia Enrico Morando: allo stato attuale la priorità è quella di abbassare le tasse alle imprese”. E le ragioni di questa scelta sono presto spiegate. “Mi sembra che sia assolutamente fondamentale mettere le aziende nella condizione di non licenziare e fare in modo che quelle che vogliono assumere possano farlo senza impiccarsi ad un costo del lavoro che rischia di trascinarle a fondo”. Insomma, secondo Stagnaro a questi livelli di disoccupazione è prioritario creare nuovo lavoro, piuttosto che migliorare il livello dei salari di chi perlomeno un’occupazione già ce l’ha.

IMPRESE E PRESSIONE FISCALE, UN 2014 A RISCHIO

“Intendiamoci però – si affretta comunque a precisare Stagnaro -: un investimento da 10 miliardi sarà comunque insufficiente a rimettere in carreggiata il nostro Paese e nel più breve tempo possibile bisognerà in ogni caso immaginare di intervenire anche sull’Irpef dei lavoratori. Al momento però, considerando l’esiguità delle risorse a disposizione, la scelta più saggia che il presidente Renzi possa fare è quella, come detto, di puntare innanzitutto sulla ripresa delle aziende”. In ogni caso, qualunque sia la direzione che il governo sceglierà di prendere, direzione i cui dettagli saranno ufficialmente svelati mercoledì prossimo nel corso di un atteso Consiglio dei ministri, la speranza è che il provvedimento in questione non rimanga un intervento isolato, ma diventi la prima di una serie di misure dirette ad abbattere la pressione fiscale.

TASSE, MAI PIU' COME NEL 2013

“Affinché ciò avvenga –precisa Stagnaro – sarà necessario garantirsi nel tempo le risorse finanziarie adeguate. E per fare ciò, o si aumentano altre tasse, strada del tutto improponibile, o si confida nel fatto che i tassi di interesse restino bassi, speranza che potrebbe risultare vana, oppure, opzione secondo me più realistica, si punta sulla spending review, facendo in modo che il Piano Cottarelli diventi realtà e porti a quei risparmi di spesa pubblica attesi, per ora vanamente, da anni”.

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