Nuovo taglio dell'Irap: cosa vuole fare il Governo

Nella legge di stabilità prevista per le imprese una sforbiciata da 5 miliardi del cuneo fiscale con risparmi valutabili intorno ai 700 euro a dipendente

Aziende_irap

Giuseppe Cordasco

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Dopo aver puntato sulle famiglie con il bonus Irpef, ora il governo, per rilanciare l’economia del Paese, vuole scommettere tutto sulle imprese. Non che finora non ci siano stati interventi anche in questa direzione, ma la conferma di questa strada sembra indicare una strategia ben precisa. E vanno proprio in questo senso infatti le misure nella nuova legge di stabilità che prevedono un nuovo taglio dell’Irap. Un alleggerimento che si va ad aggiungere a quello già introdotto a maggio con il taglio del cuneo fiscale del 10%.


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Si tratta di una nuova sforbiciata che produrrà alleggerimenti erariali per le imprese valutabili in 5 miliardi di euro, ovvero circa 700 euro a dipendente. Un risparmio che sommato a quello già reso operativo nei mesi scorsi, porterebbe a circa 8 miliardi gli sgravi della tanto odiata Irap. Certo, non si tratta del’intervento shock che da tempo chiede Confindustria, che avrebbe voluto direttamente una riduzione di 10 miliardi di euro di valore dell’imposta per dare un impulso forte alle imprese. Siamo però sempre di fronte a uno sforzo considerevole, visto che avviene in un momento storico in cui i conti pubblici permangono in costante e pericolosa precarietà, e che porta alla completa cancellazione della componente lavoro dell’imposta, obiettivo auspicato proprio dal mondo imprenditoriale.

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Ma se da una parte le notizie che riguardano le imprese possono apparire dunque soddisfacenti, dall’altra bisognerà fare i conti con le misure adottate per reperire le nuove risorse necessarie ad abbassare l’Irap appunto. Alcune di esse infatti vanno  ad incidere sulle cosiddette tax expenditures, ovvero le agevolazioni fiscali di cui molte aziende godono. Il governo per questa strada conta infatti di rastrellare almeno 500 milioni di euro. Stiamo dunque parlando di tagli a deduzioni non di grossa entità, ma che sicuramente in alcuni settori produttivi non saranno accolti con piacere. Tra le altre cose, si mira ad esempio a una possibile totale cancellazione delle accise agevolate in agricoltura così come per l’autotrasporto delle persone e per l’erogazione dei carburanti da parte dei distributori.

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Oppure ancora, e questa volta ad essere preso di mira è il comparto dell’editoria, nel novero dei tagli delle deduzioni entra anche l’Iva agevolata pagata dagli editori sulle rese. Accantonata invece, almeno per il momento, secondo quanto dichiarato direttamente dallo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, l’idea di intervenire con un riordino delle aliquote Iva, che avrebbe portato a una revisione dei panieri di beni e servizi cui si applicano le aliquote agevolate del 4 e del 10%.  

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