La classifica dei più potenti del mondo

Al primo posto, secondo Foreign Policy, gli americani: ricchi, influenti, buoni e intelligenti 

Melinda e Bill Gates (Credits: ERIC PIERMONT/AFP/Getty Images)

Claudia Astarita

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Foreign Policy ha appena pubblicato la classifica dei potenti del pianeta . Ne ha selezionati cinquecento, li ha divisi per categorie che descrivono il tipo di potere da loro esercitato, anche più di uno, se necessario, e li ha elencati in ordine alfabetico, senza prendere posizione su chi sia più potente di chi e perché. Precisando, però, che la lista è stata preparata prendendo in considerazione le principali classifiche che si occupano di potere, confezionate da Forbes, Global Finance, Fortune, SIPRI, Vanity Fait, Wall Street Journal e tante altre.

L'elenco di Foreign Policy, quindi, non è accompagnato da commenti o interpretazioni sui dati raccolti, ma è indubbio che questi ultimi meritino qualche riflessione. A colpo d'occhio il potere pare continuare a essere concentrato non nelle mani dei politici, ma in quelle degli imprenditori, quindi dell'economia, ovvero a chi fa girare soldi. E la maggioranza delle persone che rientrano in questa casella sono americane.

Le categorie prese in considerazione da Foreign Policy sono sette: politica, forza militare, intelligenza, soldi, bontà e cattiveria (intese come capacità di aiutare il prossimo e di autorizzare violenze ingiustificate), e possibilità/capacità di influenzare il prossimo. Ebbene, osservando con più calma e attenzione la classifica, non solo si confermano le prime impressioni, ovvero che il potere è in mano agli americani che hanno i soldi, ma diventa possibile dedurre che questi ultimi continueranno a conservarlo a lungo.

Il motivo non è legato al fatto che anche una grossa fetta del potere politico e militare sia in mano agli statunitensi, ma all'altissima concentrazione di personalità "intelligenti", votate all'innovazione e con la capacità di influenzare il prossimo con le loro parole in America. Qualche nome? Sono sempre gli stessi, le menti dei giganti tecnologici, da Paul Allen (Microsoft), a Jeff Bezos (Amazon), da Sergey Brin (Google) a Tim Cook (Apple), senza dimenticare Presidi e Rettori delle università dell'Ivy League, e l'ormai leggendario ex Segretario di Stato Henry Kissinger

Quindi insomma, gli americani non hanno nulla da invidiare a nessuno e, come se non bastasse, sono anche "buoni", perché mettono i loro soldi a disposizione di chi è meno fortunato. Va aggiunto, però, che se il potere politico e quello militare sono distribuiti in maniera più o meno uniforme in tutto il mondo, tanti soldi sono concentrati in Asia, e non solo in Cina. I "buoni" sono in Occidente (Bill e melinda Gates ma anche Antonio Guterres, funzionario Onu portoghese) e nel Terzo mondo (Margaret Chan - Direttore OMS in Cina; Mahabub Hossain, Direttore esecutivo di BRAC in Bangladesh), mentre i "cattivi" in Sudan, Siria, Iraq, Iran, Messico, Pakistan, Afghanistan, Corea del Nord, Russia, Libano, Algeria e Yemen.

Nell'elenco di Foreign Policy compaiono anche cinque italiani: Pier Luigi Bersani, Mario Draghi, John Elkann (Fiat), Paolo Scaroni (Eni) e Ignazio Visco (Banca d'Italia). Ma il personaggio più cool di tutta la classifica è Xi Jinping, il Presidente cinese: è l'unico a rientrare in ben quattro categorie, perché gestisce le risorse politiche, economiche e militari del suo paese e ha anche, grazie alla complicità del regime, una grandissima capacità di influenzare chi gli sta attorno. Peccato che non sia anche "buono", ma per fortuna non è nemmeno un "diavolo", e non brilli per intelligenza e capacità di innovare. Come tanti altri politici del pianeta, del resto.

 
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