Fmi: un no-deal per la Brexit mette in crisi la stabilità globale

I numeri in gioco hanno il potenziale per influire sulla fiducia e trascinare l’economia verso il basso

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Brexit - 13 ottobre 2018 – Credits: iStock - nito100

Stefania Medetti

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Theresa May sta cercando una soluzione che possa permettere agli aerei di volare oltre Manica, alle medicine di arrivare dal continente e a miliardi di contratti finanziari transfrontalieri di continuare a esistere. Nel frattempo, riferisce il Guardianil Fondo Monetario Internazionale ha affermato che un no-deal avrà ripercussioni sul sistema finanziario allargato ed è uno dei principali rischi per la stabilità economica globale.

Il parere della Banca d’Inghilterra

Nei giorni scorsi, la Banca d'Inghilterra ha sottolineato che la mancanza di pianificazione sulla Brexit sta creando crescenti rischi per i contratti finanziari. Londra, infatti, vanta più banche estere di qualsiasi altro centro finanziario e si classifica come uno dei tre hub più importanti del mondo per il trading e la gestione patrimoniale insieme a New York e Tokyo.

Il peso della politica interna 

Riprendendo le stesse preoccupazioni, l’Fmi ha detto che milioni di contratti finanziari tra le banche della city e le loro controparti in tutta Europa rischiano di crollare nel caso in cui il Regno Unito lasci l'Ue senza un accordo. L'avvertimento mette ulteriormente sotto pressione il Gruppo di Ricerca Europeo dei parlamentari conservatori che deve trovare il modo di giustificare un no-deal in alternativa al compromesso negoziato dal Primo Ministro che include un accordo sui contratti finanziari transfrontalieri. Uno scenario senza accordi, infatti, ha il potenziale per minare i contratti legali e interrompere gli scambi con il risultato che il Regno Unito subirebbe una recessione post Brexit, ha affermato il Tesoro. 

L’impatto sulla fiducia dei mercati

Il Fondo Monetario Internazionale ha auspicato che entro la fine dell'anno Bruxelles e Londra concorderanno un percorso per un accordo sul commercio di beni e servizi. I tecnici, infatti, temono che l'incapacità di fare progressi non avrebbe implicazioni solo per il Regno Unito e le economie dell'eurozona, ma potrebbe anche trascinare verso il basso l'economia globale. Questo scenario, infatti, potrebbe influire negativamente sulla fiducia dei mercati finanziari.

L’entità della minaccia

Le imprese dell'Ue hanno circa 69 triliardi di sterline di contratti derivati in sospeso che devono essere gestiti da Londra e 41 triliardi di sterline matureranno dopo che la Gran Bretagna uscirà dal blocco nel marzo 2019. La Banca d’Inghilterra ha inoltre stimato che esistono contratti di assicurazione per un valore di 55 miliardi di sterline. Venduti da assicuratori britannici in tutta l’Unione Europea, potrebbero venire sospesi nel caso in cui gli assicuratori perdessero l'autorizzazione a operare Oltremanica. Il Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato che le banche centrali dovrebbero essere pronte a fornire alle banche commerciali ulteriori possibilità di indebitamento. Ha anche avvertito che le banche con sede a Londra, preoccupate per le implicazioni di un no-deal, potrebbero inviare fondi all'estero e questo scatenerebbe una fuga di capitali con impatto sui mercati azionari e obbligazionari.

Per saperne di più

- Brexit: le imprese preoccupate tagliano assunzioni e investimenti

- Brexit: così il Regno Unito perde 500 milioni a settimana


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