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La Grecia non scopre le carte, Europa furiosa

Tsipras e il nuovo ministro Tsakalotos si presentano all'Eurogruppo senza un piano. Austria e Lussemburgo pronte ad un prestito-ponte

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Marco Cobianchi

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Nulla di fatto. Al vertice dell'Eurogruppo il leader greco Alexis Tsipras e il nuovo ministro delle Finanze Euclides Tsakalotos si sono presentati ma senza portare quelle "nuove proposte" che l'Europa aveva chiesto loro dopo il risultato del referendum di domenica scorsa. Circostanza che ha irritato più di un ministro europeo soprattutto quelli dell'ala "dura".  

Le stesse proposte di prima?
Tsipras, si è saputo, parlerà domani mattina alle 9,45 all'Europarlamento e probabilmente in quella occasione illustrerà le richieste che intende fare ai creditori, i quali riceveranno il documento in contemporanea, ma pare che a quel punto a prenderne visione saranno solo gli staff tecnici (i politici ne parleranno in videoconferenza) che, con ogni probabilità, si ritroveranno tra le mani le stesse identiche proposte che la Grecia aveva avanzato nell'ultimo Eurogruppo e che non erano mai state discusse. Si preferì, infatti, su input della Cancelliera tedesca Angela Merkel, attendere l'esito del referendum di domenica 5 luglio.

Secondo voci non confermate ufficialmente, una di queste richieste riguarderebbe un prestito-ponte da 7 miliardi di euro da erogare il più presto possibile per ripagare le scadenze più urgenti e potersi poi successivamente rimettere al tavolo dei negoziati.

Quelle altre possibili mosse
In alternativa la Grecia potrebbe, come ha detto il capo dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, chiedere l'aiuto all'Esm (European Stability Mechanism), il fondo europeo si stabilità che ha già prestato soldi alla Spagna e a Cipro quando l'ondata della crisi li ha investiti. Il punto è che, però, questi aiuti vengono concessi solo dietro importanti "condizionalità".

Nel caso spagnolo, per esempio, a fronte di 41,3 miliardi di euro prestati, Madrid si era impegnata a una profonda revisione del proprio sistema bancario, con un dimagrimento degli organizi ed una maggiore apertura alla concorrenza. Se la Grecia davvero dovesse decidere di chiedere l'assistenza dell'Esm dovrebbe, perciò, accettare i vincoli che ne derivano.

Austria e Lussemburgo disponibili al prestito
Appena saputa la notizia di un nulla di fatto Wall Street ha iniziato a perdere terreno nonostante Austria e Lussemburgo si siano dette informalmente disposte a discutere di un prestito-ponte da 7 miliardi da concedere ad Atene prima di riprendere le trattative vere e proprie.


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