Così l'Unione monetaria ha fallito

Il bollettino economico della Bce parla di "convergenza reale sostenibile". Finora non c'è stata e l'Italia in 15 anni ha mostrato i risultati peggiori

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La sede della Bce a Francoforte – Credits: iStock

Redazione Economia

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L'eurozona ha bisogno di una "convergenza reale sostenibile" nel medio periodo perché questa "favorisce l'ordinato funzionamento dell'Unione monetaria". Lo scrive la Bce nel Bollettino economico. Una convergenza, spiega la Banca centrale, "è importante per sostenere la coesione economica e sociale dell'Uem, specialmente perché i paesi dell'area dell'euro mancano di meccanismi di trasferimento fiscale condivisi simili a quelli presenti nel bilancio federale degli Stati Uniti".

Secondo il Bollettino "la convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica è stata scarsa, nonostante le aspettative iniziali di un'accelerazione del processo catalizzata dall'euro. La Bce precisa inoltre che "non esiste una relazione chiara" fra i livelli del Pil pro capite relativo nel 1999 e la loro crescita relativa fra il 1999 e il 2014. Ma, proseguono da Francoforte, in questi 15 anni "l'Italia, inizialmente un paese" nella fascia "a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati".

La Bce rileva che, focalizzando l'attenzione sui due sottoperiodi aventi come spartiacque lo scoppio della crisi, si osserva una lieve convergenza temporanea fra gli Euro-12 prima del 2007. "Nel sottoperiodo antecedente la crisi finanziaria mondiale, Grecia e Spagna crescevano più rapidamente del resto dell'area dell'euro", spiega il Bollettino.

"Il processo di catching up - evidenzia la Bce - si è rapidamente invertito nel sottoperiodo successivo (2008-2013), quando queste economie hanno registrato una grave recessione. Per il Portogallo esistono riscontri limitati di una convergenza anche solo temporanea prima della crisi. Tra i paesi ad alto reddito, l'Italia ha registrato una crescita inferiore alla media dell'area dell'euro quasi per l'intero periodo generando un'aumentata divergenza".

L'Eurotower sottolinea che la mancanza di sostenibilità del processo di convergenza reale negli anni antecedenti la crisi è dovuta in larga parte all'effetto congiunto di tre fattori. "In primo luogo, le condizioni istituzionali in alcuni paesi non erano favorevoli all'innovazione e alla crescita sottostante della produttività. In secondo luogo, le rigidità strutturali e la scarsa concorrenza (specialmente nel settore non tradable) hanno contribuito a determinare distorsioni nell'allocazione del capitale e questo ha a sua volta impedito al potenziale di offerta dell'economia di allinearsi alla domanda. In terzo luogo, il brusco calo dei tassi di interesse reali ha favorito una forte crescita del credito e ha fatto salire la domanda, dando origine ad aspettative erronee sui redditi futuri".

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