Euro

Cosa intende Mattarella quando dice: "Devo difendere i risparmi"

Così il presidente della Repubblica ha stoppato la nomina di Savona, appellandosi all’articolo 47 della Costituzione

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Andrea Telara

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“E’ mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri che mi affida la Costituzione, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani”. Sono le parole con cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella , in un discorso di appena 7 minuti, ha silurato definitivamente la nascita del governo Lega -5Stelle e soprattutto la nomina a ministro dell’economia di  Paolo Savona, 82enne professore con una carriera di alto profilo alle spalle, palesemente schierato contro l’appartenenza dell’Italia all’Unione monetaria europea. 

Mattarella non l’ha citata esplicitamente ma nel suo discorso c’era un chiaro riferimento a una norma della Costituzione che forse pochi italiani conoscono: l’articolo 47 che parla appunto di tutela del risparmio. 

L’articolo 47 

Nello specifico, la suprema legge dello Stato italiano stabilisce che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”

Che c’entra questo con la nomina di Savona a ministro dell’Economia? C’entra eccome, almeno secondo Mattarella, perché non è un mistero quali siano le posizioni di Savona sull’euro. Secondo l’82enne professore, la moneta unica europea è una sorta di disgrazia per il sistema finanziario e produttivo del nostro Paese. Sarebbe meglio uscirne o non esservi mai entrati, almeno in teoria. Nella pratica,  per Savona occorrerebbe preparare almeno un piano B per abbandonare senza traumi l’Eurozona, in modo da avere un’ arma in più per confrontarsi con le autorità di Bruxelles e non subire i diktat della Germania nelle  decisioni di politica economica. 

Un ministro che pesa

Secondo quanto affermato da Mattarella nel suo discorso, la scelta del ministro dell’Economia non è una nomina qualunque, ma è di tale importanza perché rappresenta un chiaro e immediato segnale per i mercati finanziari e il mondo intero. Per questo, a detta del presidente, se la scelta fosse ricaduta su una personalità anti-euro come Savona, la comunità internazionale avrebbe percepito la chiara volontà del governo Lega-5Stelle di portare l’Italia fuori dall’euro. 

Il che, per Mattarella avrebbe avuto conseguenze disastrose sui risparmi degli italiani di cui lui è il supremo tutore, a causa di turbolenze sui mercati finanziari, di un’impennata dello spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi, un aumento del costo del nostro debito pubblico e degli interessi sui mutui-casa pagati dalle famiglie. Non a caso, il presidente ha richiamato alla memoria gli anni in cui l’Italia non faceva parte dell’Eurozona e gli interessi bancari sfioravano il 20%. 

Ecco allora che, appellandosi indirettamente all’articolo 47 della Costituzione, Mattarella ha imposto il veto sul nome di Savona. "Quella dell’adesione all’euro", ha sottolineato il presidente, "è una decisione fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani. Se si vuole discuterne, lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento, anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale". Come dire: se non volete più la moneta unica europea ditelo prima delle elezioni, vediamo se gli italiani vi voteranno ancora. 

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