Lavoro: come preparare la lettera di presentazione

È un documento essenziale da abbinare al proprio curriculum. Ecco i trucchi per scriverla al meglio

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Dati Istat sul lavoro, a giugno 2016 registrano una crescita di 71 mila occupati – Credits: iStock

Giordano Fatali

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Nello scorso appuntamento abbiamo visto quanto un cv ben fatto costituisca una carta fondamentale per la buona promozione del proprio profilo.

- LEGGI QUI: Come preparare il vc giusto

In realtà, proprio come nel celeberrimo spot Pirelli, la potenza non è nulla senza controllo, ed un cv serve a poco se non adeguatamente completato (e preceduto) da una cover letter (leggi: lettera di accompagnamento) costruita come si deve.

Prendiamo quindi nota anzitutto del fatto che una lettera azzeccata può potenziare e completare un cv ben scritto. Si potrebbe anzi dire che, in ordine cronologico, i selezionatori entrino in contatto prima con la lettera che col cv. Ma allora perché molti candidati si affidano a lettere fac-simile, in cui scrivono sempre le stesse cose nel medesimo ordine? Forse perché, a differenza di voi che state leggendo queste righe, non sanno che la lettera è un modo veloce e diretto di agganciare l’attenzione di chi ci legge, facendoci avvicinare di un passo in più alla sospirata mèta del colloquio.

Ma come si crea una cover letter? Iniziamo… per sottrazione, elencando quello che NON va in una lettera di presentazione:

- non inserire le stesse cose del cv (è uno strumento in più, non una fotocopia!);
- non adagiarsi sulle solite frasi banali “Serio, determinato, amante delle sfide…” (chi vi legge si sarà fatto una certa esperienza di lettere-clone);
- evitare autodefinizioni tipo “Credo di essere una persona volitiva e professionale…” (il recruiter non vi conosce ed è lì proprio per fare la sua valutazione, non sostituitevi mai a lui, cercate piuttosto di capirlo ed andargli incontro);
- evitare testi chilometrici (vogliamo incuriosire, non tramortire!).

Una buona lettera di presentazione, per contro, va immaginata esattamente come la locandina di un concerto. Non ha la pretesa di sostituirsi all’evento in sé (come potrebbe?), ma contiene alcuni elementi salienti (cioè importanti ed immediatamente comprensibili) che mettano non solo il nostro interlocutore in grado di farsi una prima, rudimentale idea di chi siamo, ma che accendano anche in lui la curiosità di approfondirci passando a consultare il cv.

Cosa inserire allora in una cover letter? E come? Partiamo dal principio:
- intestazione che specifica il destinatario, cioè le Risorse Umane (se possibile nella persona del Direttore laddove se ne conosca l’identità);
- dettaglio della posizione per la quale ci si candida;
- specifica relativa a chi siamo ed a cosa vogliamo;
- veloce presentazione delle nostre competenze (il dettaglio si lascia nel cv per successivo approfondimento);
- valore aggiunto che possiamo portare all’azienda (questo è ovviamente il punto più importante!).

Questo per quel che concerne i primi elementi importanti. Passiamo oltre.

Di lunghezza complessiva non superiore a 8 o (massimo) 10 righe, la cover letter serve in pratica ad illustrare chi è il candidato e cosa sta cercando. Non è una formalità burocratica, deve far scattare il feeling in chi legge. Ecco perché, in fase di redazione va sempre tenuto presente chi la leggerà.

Ancora, non si tratta di un momento auto-celebrativo (eviterei dunque di inserire informazioni in qualche modo esagerate o adulterate ;). Inoltre, se ogni lavoro fa in un certo senso storia a sé, si possono ipotizzare tante versioni quante saranno le candidature inoltrabili.

Quest’accortezza, oltre a ricordarci quanto sia importante personalizzare i contenuti adattando il profilo a quanto il mercato ci richiede, ci mette anche al sicuro da un errore “blu”: inviare cv a tappeto con lettere di presentazione identiche. Impariamo ad aggiornarci e ad aggiornare! Con un’ultima raccomandazione di fondo: stiamo scrivendo una vera e propria lettera commerciale: mettiamoci tutta la cortesia possibile (senza eccedere in salamelecchi controproducenti) e “vendiamo caro” il nostro Talento, ok?”

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