iStock - narvikk
Economia

Brexit: cosa cambia per gli italiani che vivono in Inghilterra

O per coloro che vorrebbero trasferirsi oltremanica ma anche per i turisti. Ecco le nuove regole

Regole chiare, contorni netti, leggi che vanno rispettate altrimenti si è fuori dal Regno Unito. La Brexit si farà e per gli immigrati europei che vivono oltremanica è tempo di mettersi in regola. E tra questi ci sono anche gli italiani. Ecco cosa cambia per chi già ci vive e lavora, per chi volesse trasferirsi ma anche per il semplice turista.

Il periodo di transizione

Dopo un periodo di trasizione che durerà un anno (31 gennaio 2020-31 dicembre 2020) in cui il governo inglese lavorerà trovare l'accordo con l'Ue in merito alla circolazione di persone, beni e servizi, ogni cittadino europeo che vorrà recarsi in Inghilterra dovrà essere munito di visto, passaporto o permesso di lavoro. In caso contrario le frontiere inglesi resteranno chiuse.

Il Primo Ministro Boris Johnson ha le idee molto chiare: "Gli europei devono smetterla di trattare questo Paese come se fosse il loro" ha detto in una recente conferenza stampa e il voto della sua gente gli ha dato ragione.

La fase di transizione, in realtà, è già iniziata e 2,4 milioni di cittadini europei che vivono stabilmente in Inghilterra hanno presentato domanda per regolarizzare la propria posizione utilizzando l'apposita App, recandosi agli sportelli o collegandosi al computer di casa.

Settled Status e Pre Settled Status

La procedura è semplice. Gli stranieri che provengono dal vecchio continente (3,5 milioni di persone di cui 700.000 italiani) e che vivono stabilmente nell'isola britannica si dividono in due categorie: coloro che risiedono da più di 5 anni e coloro che vivono in Inghilerra da meno di 5 anni.

I primi potranno chiedere il Settled Status, ovvero la residenza permenente in Inghilterra. Dovranno dimostrare l'effettiva residenza continuativa e il contratto di lavoro in essere. Se la domanda verrà accettata non dovranno più aver alcun timore di dover lasciare l'isola.

Coloro che, invece, risiedono alla corte di Sua Maestà da meno di 5 anni dovranno chiedere il pre Settled Satus. Una sorta di permesso che resterà valido fino al termine del lustro e che poi andrà richiesto ex novo. Il pre Settled Status, però, non garantisce né sussidi statali né l'accesso gratuito al sistema sanitario nazionale inglese. Gli stranieri in possesso di pre settled status dovranno versare al National Health Service (Nhs) una tassa di 625 sterline a priori e a prescindere dall'effettivo utilizzo del servizio sanitario. 

Chi si è già messo in regola

Dei 3,5 milioni di expat europei oltremanica al momento hanno fatto domanda 2,4 milioni di persone e 1,9 milioni ha già ottenuto il permesso permanente o transitorio a seconda delle contingenze.

Il milione di stranieri che ancora non lo ha fatto ha tempo fino a dicembre 2020 per mettersi in regola dopodiché Johnson ha garantito polso di ferro per gli irregolari che verranno allontanati dall'isola in quanto clandestini e privi di ogni liceità di soggiorno in terra inglese.

Chi potrà trasferirsi in Inghilterra dopo il 2020

Chi invece volesse in futuro (al termine del periodo di transizione) trasferirsi a Londra e dintorni lo potrà fare solo se in possesso di una proposta di lavoro. Con la Brexit, infatti, sarà ben accetta solo l'immigrazione qualificata: medici, ingegneri, professionisti e in generale persone che possano "servire" alla Gran Bretagna.

In pratica il ragazzo di 20 anni che vuole andare a vivere a Londra cercando fortuna come cameriere, lavapiatti o barista dovrà cambiare i propri progetti: in Inghilterra questo genere di stranieri (per non parlare di chi punta a nascondersi nell'ombra della delinquenza o dello spaccio) non sono più ben accetti (se non provvisti di regolare contratto lavorativo).

Visto e passaporto per i turisti

Inoltre non basterà più la carta d'identità per andare in Inghilterra che sia per turismo o per lavoro. Ogni straniero dovrà essere munito di passaporto biometrico e del corrispondente inglese dell'americano ETA (Electronic Travel Authorisation), un visto che si richiede online sulla pagina dedicata e che dura tre mesi.

Bisogna avere il via libera della corona almeno 3 giorni prima del volo e poter dimostrare di non fermarsi in Inghilterra per più di 90 giorni. Anche in quel caso i furbetti che vogliano aggirare le regole sull'immigrazione verranno allontanati come persone indesiderate e segnalate alle autorità.

Il ministro dell'Interno Priti Patel ha, di recente, sottolineato che ci sarà tolleranza zero nei confronti di chi risiede in Inghilterra senza averne diritto e ha evidenziato che uno dei vantaggi di Brexit è proprio quello di "Rendere più sicuri i nostri confini e tenere fuori criminali e spacciatori in arrivo dall'Europa".

Ti potrebbe piacere anche

I più letti