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Ryanair e voli cancellati: perché la compagnia è arrivata a questo punto

Cosa c'è dietro alle difficoltà di questi giorni della creatura di O'Leary che, costretta a rimborsare 400 mila biglietti per 35 milioni di euro, rischia una débacle finanziaria

Sta assumendo dimensioni sempre più incredibili la cancellazione di voli da parte di Ryanair in ragione del piano ferie del personale di volo che sembra letteralmente aver messo in crisi la compagnia di Michael O’Leary.

“A dire il vero – ci dice Andrea Boitani, economista dell’Università Cattolica ed esperto di trasporto aereo – non c’è una spiegazione plausibile per un evento di questo tipo. A mia memoria, in passato, non è mai accaduto che una compagnia aerea possa aver sbagliato in maniera così clamorosa il piano ferie. Tanto clamoroso, da rendere in effetti poco credibile la cosa”.

La fuga dei piloti

E in effetti a contribuire al caos di questi giorni, che a fronte dell’annullamento di 400mila biglietti potrebbe costare alla compagnia irlandese spese di rimborsi per 35 milioni di euro, c’è anche la fuga di tanti piloti. Secondo alcune fonti sindacali infatti, solo nell’ultimo anno sarebbero ben 700 i piloti che hanno lasciato Ryanair.

A cui si andrebbero ad aggiungere altri 150 colleghi, dimessisi tra la primavera e l’estate, per trasferirsi ad altre compagnie come Norwegian Air, EasyJet, British Airways, Iberia, Aer Lingus, Vueling e Lufthansa, che concedono retribuzioni decisamente più appetibili.

Un problema di costi

E certamente a influire sull’emergenza voli di questi giorni, è proprio la filosofia principe che in questi anni ha decretato il successo di Ryanair, ossia quello del contenimento maniacale dei costi.

“In questo senso allora – spiega Boitani – se si ha un rapporto molto basso tra equipaggi disponibili e aerei come accade in Ryanair, è più plausibile che in determinate circostanze possano verificarsi inconvenienti come quello di questi giorni, a differenza di altre compagnie dove invece il numero di dipendenti è sicuramente meglio proporzionato al parco velivoli”.

Futuro a tinte fosche

La conseguenza più immediata del caos di questi giorni, come accennato, è quella legata al profondo disagio causato ai viaggiatori, con Stati nazionali, tra cui la stessa Italia, e Unione europea, che chiedono a Ryanair di risarcire non solo i costi del biglietto, ma di pagare anche eventuali multe e penali legate al disservizio causato dal mancato espletamento di centinaia di voli.

“In un mercato poco fidelizzato come quello delle low cost – fa notare allora Boitani – questa rabbia dei viaggiatori potrebbe avere ripercussioni gravi per il vettore irlandese. Nel medio-lungo periodo infatti in tanti potrebbero scegliere di volare con altre compagnia generando un problema di cassa molto pericoloso per Ryanair".

"Sappiamo infatti – prosegue l’economista della Cattolica – che le compagnie aeree finanziariamente si reggono in maniera decisiva proprio sugli incassi da biglietti, e questo significa che nei prossimi mesi la solidità economica di O’Leary e compagni potrebbero essere messa a dura prova. In questo senso – conclude Boitani – il crollo in Borsa del titolo Ryanair di queste ore è già un segnale allarmante di quello che potrebbe accadere”.

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