Trovare il veterinario giusto a volte è un’impresa. Ecco da dove arriva l’idea di VetBook, una startup nata dalla lotta della cagnolina Greta contro un tumore raro e della sua proprietaria Enrica Cevenini, che ha trasformato un’esperienza personale difficile in un progetto imprenditoriale. E’ la prima piattaforma digitale italiana pensata per aiutare i proprietari di animali a trovare veterinari specialisti in base alle esigenze specifiche dei loro animali. Il tutto in un momento di forte espansione della cosiddetta pet economy. In Italia oltre il 54% delle famiglie vive con almeno un animale domestico e il mercato legato alla cura e all’alimentazione degli animali da compagnia ha raggiunto nel 2025 un valore di 5,3 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto al 2024.
La storia di Greta: quando trovare il veterinario giusto diventa una sfida
L’idea di VetBook nasce a Gorizia da una vicenda che molte famiglie con animali domestici conoscono bene. Quando Greta, la cagnolina dell’istruttrice cinofila Enrica Cevenini, si ammala di osteosarcoma, una forma tumorale particolarmente aggressiva e rara, inizia una corsa contro il tempo per individuare professionisti in grado di offrire le cure più adeguate. Telefonate a cliniche veterinarie, richieste di informazioni nei gruppi social, contatti recuperati attraverso il passaparola e lunghi spostamenti per raggiungere specialisti qualificati. Un iter che consentirà a Greta di vivere oltre un anno in più rispetto alle previsioni iniziali, ma che evidenzia una criticità strutturale del sistema veterinario italiano: le competenze esistono, ma spesso sono difficili da individuare. “Mi sono resa conto che molti professionisti altamente qualificati sono poco visibili agli occhi dei proprietari”, spiega Enrica Cevenini. Da questa consapevolezza prende forma l’idea di creare uno strumento capace di mettere in contatto domanda e offerta di competenze veterinarie specialistiche.
Cos’è VetBook e come funziona la piattaforma
VetBook è un sistema digitale che consente di individuare professionisti in modo mirato, superando la logica delle ricerche generiche sul web. La piattaforma permette ai veterinari di creare un profilo professionale dettagliato, indicando specializzazioni, specie trattate, servizi offerti e modalità di visita disponibili. I proprietari possono così effettuare ricerche basate su criteri specifici, come patologia, disciplina medica o tipologia di animale. Può essere utilizzato da chi cerca un oncologo veterinario per un cane affetto da tumore, da chi ha bisogno di un esperto in comportamento animale o da chi possiede animali non convenzionali come conigli, furetti, gechi o serpenti. Sulla piattaforma si possono prenotare visite, fare teleconsulti e avere una cartella clinica digitale che raccoglie e conserva tutta la documentazione dell’animale, così da averla accessibile in qualsiasi momento e in qualunque posto.
Pet economy: un mercato da 5,3 miliardi di euro
Il settore pet è in costante crescita in Italia. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, il mercato italiano della cura e dell’alimentazione degli animali domestici ha raggiunto un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, con un incremento del 2,5% rispetto al 2024. Gli animali da compagnia presenti nelle case italiane sono oltre 53 milioni. I più numerosi sono i pesci, che superano i 25 milioni di esemplari, seguiti da 11 milioni di gatti e oltre 9 milioni di cani. Cresce inoltre la presenza di animali esotici e non convenzionali, tra rettili, anfibi e piccoli mammiferi. La spesa principale è per l’alimentazione, che vale circa 4,2 miliardi di euro, ma aumenta anche l’attenzione verso i servizi sanitari, il benessere e la prevenzione. Il segmento del pet care, che comprende salute, igiene, accessori e lettiere, supera ormai il miliardo di euro e registra una crescita significativa soprattutto nell’ambito della salute dei gatti. In parallelo si sviluppano nuovi segmenti di mercato come il commercio online, che rappresenta ormai oltre l’11% delle vendite del settore, e il cosiddetto pet tourism, che secondo le stime potrebbe generare in Europa un giro d’affari potenziale superiore ai 15 miliardi di euro.
