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L’accusa di Klopp contro la Fifa e il calcio con le pause per gli sponsor

L’accusa di Klopp contro la Fifa e il calcio con le pause per gli sponsor
Jurgen Klopp (Getty Images)

L’ex tecnico del Liverpool attacca Infantino per la scelta di interrompere le partite infilandoci gli spot pubblicitari (con la scusa del calcio). Così il calcio assomiglia al basket…

Giocatori costretti a restare fermi in campo in attesa del via libera dell’uomo della Fifa. Non dell’arbitro o del quarto ufficiale, ma della persona che a bordo campo controlla che tutto sia pronto perché le tv sono tornate a collegarsi. Una scena surreale che gli spettatori del Mondiale stanno imparando a conoscere e che non è casuale ma il prodotto di una scelta strategica da parte della Fifa: istituzionalizzare il cooling break, la pausa per reidratarsi, dando ai broadcaster la possibilità di riempire lo spazio di pubblicità.

Dunque, nel Mondiale si gioca uno sport diverso dal calcio tradizionalmente conosciuto perché si gioca su quattro e non su due tempi. Un po’ come il basket e la novità sta facendo discutere anche perché, come ampiamente prevedibile, le soste obbligate rompono il ritmo delle partite, sono scollegate rispetto alla reale necessità climatica (non serve che si siano create condizioni estreme) e gli stessi ct stanno dimostrando più di una perplessità sul loro impatto sulle prestazioni.

Piace o no il calcio di Infantino che assomiglia al basket? In attesa di poter trarre un bilancio a fine Mondiale, la presa di posizione più dura l’ha firmata Jurgen Klopp, ex allenatore del Liverpool che oggi di lavoro fa l’Head of Global Soccer del gruppo Red Bull e che negli States è commentatore. Il suo è stato un vero e proprio j’accuse contro la Fifa. Eccolo:

“l calcio è preso in ostaggio da dirigenti chiusi in uffici climatizzati. La novità della pausa per idratarsi è stata presentata come uno scudo per il benessere dei giocatori, una nobile spada contro il caldo ma nella realtà è una gabbia dorata costruita per gli sponsor.”

“Quando ho visto i giocatori restare immobili durante una pausa per il caldo estremo mentre i tempi morti televisivi dettavano il ritmo della partita, racconta, non ho potuto fare a meno di chiedermi: a chi serve davvero la Coppa del Mondo? Ai tifosi? Ai giocatori? O agli inserzionisti?”

Una partita di Coppa del Mondo dovrebbe scorrere come un fiume. Invece, costruiamo dighe in mezzo al campo perché possano passare le pubblicità. È pericoloso per lo spirito del gioco. Il calcio un tempo era l’evento principale, ma rischia ormai di diventare la musica di sottofondo di uno spettacolo pubblicitario. Il pallone deve essere la star”.

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