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Italo: gli americani comprano in Italia, ma pensano all’Europa

Ecco perché l’acquisizione di Ntv da parte del fondo Gip, potrebbe preludere all’ingresso su altri mercati continentali

Italo_carrozza

Giuseppe Cordasco

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L’operazione con la quale il fondo americano Global Infrastructure Partners (Gip) ha rilevato la società ferroviaria Italo per circa 2 miliardi, potrebbe avere importanti ripercussioni non solo in Italia, ma anche sul mercato europeo dei trasporti su rotaia.

Tra le motivazioni che avrebbero spinto il management di Gip ad acquisire la società fondata da Luca di Montezemolo e compagni, ci sarebbe infatti proprio la prospettiva di entrare su altri mercati europei del trasporto ad alta velocità. Per capire allora quali siano le reali possibilità di attuazione di una tale strategia, abbiamo sentito l’economista dell’Università Cattolica di Milano Andrea Boitani, esperto di trasporti.

Mercati chiusi e mercati aperti

“Cominciamo con il dire – esordisce Boitani – che attualmente nel settore dell’alta velocità e più in generale nel trasporto passeggeri, non c’è possibilità di entrare in mercati europei da parte di società private, tranne che in Italia e Inghilterra”.

In realtà, è bene sottolineare che le regole europee prevedono che ci sia concorrenza nel trasporto ferroviario, ma si tratta di norme poco stringenti, a cui molti Paesi si sono opposti con forza. “È il caso della Francia – precisa Boitani – che si è sempre dimostrata ostile a qualsiasi forma di ingresso di aziende private nel proprio mercato ferroviario”.

Certo, in Germania esiste concorrenza sulle tratte regionali, e ad esempio anche le nostre Ferrovie dello Stato si sono aggiudicate alcune tratte, ma si sa, la vera gallina dalle uova d’oro è l’alta velocità, e su questo fronte, per il momento, anche a Berlino sembra non vogliano rinunciare al monopolio della Deutsche Bahn.

Pronti al salto

Nonostante lo scenario europeo sia al momento questo, tutto lascia supporre però che negli anni a venire anche altri Paesi, a cominciare proprio da Francia e Germania, saranno costretti dalle insistenze di Bruxelles ad aprire i mercati del trasporto ferroviario veloce. A quel punto allora Gip, proprio grazie all’operazione Italo, potrebbe trovarsi in una posizione ideale per entrare su altri mercati dell’alta velocità.

“Bisogna infatti tenere presente – spiega Boitani – che accreditarsi come vettori ferroviari, non è una cosa semplice. Non è come aprire una fabbrica e mettersi a produrre. Bisogna dimostrare di essere in grado di svolgere al meglio un servizio di trasporto: ebbene, presentarsi un giorno a un tavolo europeo per ottenere una licenza per trasporti ad alta velocità con un biglietto da visita come quello di Italo, potrebbe essere per Gip un vantaggio non da poco”.

Un posto in prima fila

Insomma, Gip potrebbe aver fatto l’acquisizione di Italo, proprio per conquistarsi un posto in prima fila nel giorno in cui dovessero partire le liberalizzazione del trasporto veloce su rotaia in altri Paesi dell’Unione europea, che non siano l’Italia e l’Inghilterra.

“D’altronde – aggiunge Boitani – Italo, dopo molte difficoltà iniziali, ha dimostrato di essere un’azienda capace di stare sul mercato con un bilancio in attivo. Se dovessero dunque aprirsi prospettive nuove in altri Paesi europei, e queste dovessero essere giudicate effettivamente profittevoli – conclude l’economista della Cattolica – Gip avrebbe, proprio sulla base dell’esperienza positiva di Italo, le carte in regole per poter partecipare ai bandi di gara di assegnazione delle nuove licenze”.

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