Caso Apple: perché la Ue ha multato Qualcomm

L'accusa dell'Antitrust: ha pagato miliardi per fornire in esclusiva i chip utilizzati negli iPhone e iPad e tagliare fuori il concorrente Intel

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La commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, 6 novembre 2017 – Credits: ANSA/EPA/ANTONIO COTRIM

Massimo Morici

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Dopo Microsoft, Google e Facebook, un altro gigante del tech rischia una maxi multa dalla Ue. Questa volta tocca a Qualcomm (tra i più grandi produttori di chip al mondo) che dovrà pagare una sanzione da circa un miliardo di euro, pari a circa il 5 per cento dei suoi ricavi del 2017.

Secondo le accuse formulate dall'Antitrust europeo, guidato dalla commissaria danese Margrethe Vestager, avrebbe pagato miliardi di dollari alla Apple per non servirsi di altri fornitori, mettendo in atto un comportamento che avrebbe "negato ai consumatori e ad altre società scelta e innovazione". Le società del Big Tech, insomma, saranno all'avanguardia, ma i modi per corrompere le aziende sono quelli di sempre.

L'accusa della Ue

Qualcomm, che ha detto che farà "immediatamente ricorso al Tribunale dell'Unione europea", produce chip utilizzati dai produttori di smartphone e tablet per collegare i dispositivi alla rete mobile e per la trasmissione di dati e voce. Per tenersi un cliente come Apple, secondo quanto ricostruito, avrebbe "illegalmente tenuto fuori i suoi rivali dal mercato per oltre cinque anni". In realtà, il rivale è uno solo: si chiama Intel.

Gli ostacoli al rivale Intel

Secondo quanto ricostruito da Bruxelles, la società fondata da Steve Jobs avrebbe voluto cambiare fornitore ed era a un passo dal passare a Intel. Ma le condizioni poste da Qualcomm avrebbero costituito "un fattore materiale per cui ha deciso poi di non farlo".

L'accordo per i pagamenti

Nel 2011 Qualcomm ha fatto un accordo con Apple del tipo: soldi in cambio di forniture in esclusiva. I pagamenti però sarebbero terminati, se Apple avesse commercializzato iPad e iPhone con chip forniti da un rivale. L'intesa è stata poi rinnovata nel 2013 ed estesa fino al 2016, più di cinque anni. Il punto, però, è la natura di questi pagamenti ad Apple (anche sotto forma di retrocessioni): sarebbero difficilmente giustificabili e, in sostanza, Bruxelles li ha interpretati come una sorta di tangenti "legalizzate".

La difesa di Qualcomm

"Siamo certi che l'accordo non violasse le norme antitrust dell'Unione Europea né pregiudicasse il mercato né danneggiasse i consumatori europei. Crediamo che ci siano gli estremi per un riesame del caso e inizieremo subito l'iter dell'appello" ha dichiara Don Rosenberg, executive vice president e general counsel di Qualcomm. La palla passa ai giudici della Ue.

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