Quando alle 8 del mattino del 7 dicembre 1941 i marinai americani nella base navale di Pearl Harbor (Hawaii) videro il cielo farsi nero di caccia giapponesi, furono colti del tutto impreparati. Anche se la tensione tra gli Usa ed il Sol Levante era cresciuta sin dal 1937, anno dell'aggressione nipponica alla Cina, i vertici di Washington non si aspettavano un attacco a sorpresa ad oltre 4.000 miglia dalle coste del Giappone. 

Il grosso della "Pacific Fleet" si trovava alla rada nella base hawaiana e fu facile preda degli oltre 300 velivoli dell'Aeronautica Imperiale decollati dalle portaerei. Nell'attacco del 7 dicembre moriranno oltre 2.000 militari e più di 1.000 rimarranno feriti

Tuttavia l'attacco a sorpresa non sortirà l'effetto che i vertici di Tokyo si attendevano: l'annientamento della forza navale americana nel Pacifico. A Pearl Harbor erano infatti ancorate solo navi da guerra, mentre le portaerei della US Navy si trovavano lontane dalla base hawaiana, rivelandosi in seguito fondamentali nella vittoria finale sul fronte orientale. Alcune delle navi danneggiate nell'attacco saranno rapidamente riparate e prenderanno parte alle battaglie navali degli anni successivi. L'8 dicembre 1941 il Presidente Franklin D. Roosevelt dichiara guerra al Giappone. Poco dopo rispondono le forze dell'Asse alleate del Sol Levante, Germania e Italia. Con l'intervento diretto degli Usa, la guerra era diventata mondiale.

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