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Libri

I romanzi italiani più belli del 2017

Quindici libri da non perdere per leggere il nostro paese, l'interiorità, le speranze, le utopie. Autori da scoprire o da (ri)-conoscere

Quali sono i libri di narrativa italiana migliori del 2017?
Tranquili: non saremo certo noi a pretendere di formulare un giudizio spesso e duro. Ci limitiamo, con le voci di alcuni dei nostri autori, a proporre una rosa di libri che meritano davvero la lettura. (Da notare che un solo libro è stato inserito in due selezioni diverse).
Ai lettori, poi, il giudizio. Sui libri e sulle nostre scelte.

E voi che libri consigliate?


I LIBRI SCELTI DA MATILDE QUARTI

Ipotesi di una sconfitta, Giorgio Falco, Einaudi Stile Libero
Un memoir sulle esperienze lavorative dell'autore stesso, dove la parabola personale del narratore incrocia la storia d'Italia in un romanzo profondamente politico. Falco mette in scena rapporti umani deteriorati e ambienti lavorativi che conducono inevitabilmente alla spersonalizzazione, raccontando situazioni umane al limite del grottesco.

I pirati dei Navigli, Marco Philopat, Bompiani
Dopo un lungo silenzio torna in libreria una voce fondamentale dell'underground italiano. Philopat racconta in presa diretta la nascita di alcune delle esperienze più importanti della controcultura milanese, con un romanzo autobiografico narrato da un giovane protagonista simpatico e appassionato, in cui all'epica di gruppo si affianca la formazione individuale.

Un attimo prima, Fabio Deotto, Einaudi Stile Libero
In bilico tra ucronia e distopia, Un attimo prima racconta un futuro prossimo molto realistico attraverso le vicende famigliari di un protagonista ossessionato da un passato irrisolto. Un romanzo complesso, in cui i piani temporali si intrecciano per costruire una vicenda umana e collettiva estremamente credibile.


I LIBRI SCELTI DA VALERIA MERLINI

Chi ha bisogno di te, di Elisabetta Bucciarelli, Skira
Meri vive con la Mamma con la quale condivide la passione per i Queen, i cui testi scandiscono le emozioni, e la passione per la semina di piante e fiori, a rappresentare il passato e il futuro. Sogna l’amore con lo sfarfallio e ne ricava biglietti anonimi. In un susseguirsi di eventi che ci rimandano alla loro storia, comprendiamo per ognuna il personale modo di amare: quello completo di una madre la cui dedizione totale spinge consapevolmente ogni gesto verso la risposta più ovvia, ma anche più difficile da accettare e quello di una figlia che sa accogliere i difetti di un padre e di una madre che sono umani in quanto imperfetti.

Non ti faccio niente di Paola Barbato, Piemme
L’uomo nero esiste, ma non fa paura. Lo sconosciuto con in mano un passerotto che lascia paperelle al suo passaggio ha uno scopo nel rapire quei bambini. Salvarli. Per quanto possa essere assurdo, crudele o irragionevole loro gli saranno per sempre grati. Tanto da considerarsi fratelli. E quando un assassino inizierà ad uccidere i figli di questi bambini ormai adulti accadrà l’inaspettato: la grande famiglia non potrà che riunirsi con un unico solo scopo: proteggersi. Ancora una volta.

Un adulterio, di Edorado Albinati, Rizzoli
La passione bruciante di un adulterio travolge Erri e Clem in un fine settimana di fine stagione su un’isola in cui consumarsi. Il mare avvolgente, il tempo che si dilata e si accorcia giocando a trasformare le certezze, un pezzo di vita che non è reale e per questo merita di essere accudito come un dono delicato. Le loro quarant’otto ore sono cadenzate dall’intreccio dei corpi e dal susseguirsi dei pensieri dell’uno e dell’altra, insieme agli spruzzi di un mare che diventa burrasca. Fino a quando lo sbarco a terra farà calare il sipario. Non sappiamo se per poco o fino alla successiva rappresentazione.


I LIBRI SCELTI DA ANTONELLA SBRICCOLI

Una storia nera di Antonella Lattanzi, Mondadori
È difficile, quasi impossibile, separare l'amore dalla violenza quando tutto viene compiuto in nome dell'amore. Antonella Lattanzi riesce a raccontarlo e a farcelo provare attraverso una storia di maltrattamenti domestici. I confini tra il bene e il male, le vittime e il carnefice si sfocano, portando il lettore dentro a un tema tanto attuale quanto difficile da affrontare per chi lo vive in prima persona.

Le venti giornate di Torino di Giorgio De Maria, Frassinelli
Esiste qualcuno che nel 1977 si è immaginato i social network e le loro implicazioni negative nella nostra vita. È Giorgio De Maria, autore fuori dalle righe, che negli anni “di piombo” ha pubblicato un romanzo pazzesco. Dimenticato da tutti, il libro è stato riscoperto nel 2017 da un editore americano e, in Italia, da Frassinelli. Giovanni Arduino, che ne ha curato la postfazione, lo ha definito a ragione “l’unico, autentico, romanzo maledetto italiano”. Letto oggi, sembra una profezia.

Gli innocenti di Paola Calvetti, Mondadori
Una storia d’amore profonda e intensa, scritta come una partitura musicale da suonare in due. Durante la ricostruzione della loro vita, mentre eseguono insieme il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms, Joacopo e Dasha si incontrano, si svelano e poi si ritraggono, rifugiandosi nella propria solitudine. Il lettore è catturato dalla musica e dal desiderio di conoscere fino in fondo l’animo dei protagonisti, le cui vicende private si mescolano alla storia recente e a quella di luoghi da scoprire, come lo Spedale degli Innocenti di Firenze. Bello.


I LIBRI SCELTI DA MICHELE LAURO

L'Arminuta, di Donatella Di Pietrantonio, Einaudi
Sul palcoscenico di una terra - l'Abruzzo rurale degli anni Settanta – pregna di miserie archetipali, l'enigma dell'identità travolge una ragazzina alle soglie dell'adolescenza, restituita alla famiglia cui non sapeva di appartenere. Nel solco di Mia madre è un fiume e Bella mia, i precedenti romanzi della scrittrice, L'Arminuta narra una giovinezza deprivata delle affettività primarie e costretta a interrogarsi prematuramente sui grandi dilemmi: la verità e il male, la nascita e la morte, l'innocenza e la colpa. Il Campiello 2017 corona l'ispirazione purissima di una scrittrice che di mestiere continua a fare la dentista.

Il contrario delle lucertole, di Erika Bianchi, Giunti
La storia di quattro generazioni narrata a ritroso attraverso un mosaico di flashback corali, con al centro una donna che "non ha saputo essere madre perché non ha saputo essere figlia". Un romanzo che riavvolge il tempo gettando bagliori sulla storia sociale d'Italia, specie la Toscana della ricostruzione post bellica dominata dal mito democratico della bicicletta.
Erika Bianchi penetra nell’animo umano con allegorie tratte dal mondo animale (siamo noi il contrario delle lucertole, che quando perdiamo un pezzo di coda non ci ricresce, anzi continua a farci male), reinterpretando la letteratura ciclistica con un delicato tocco tutto femminile.

Ipotesi di una sconfitta, di Giorgio Falco, Einaudi
È un romanzo autobiografico capace di coniugare, con straordinaria tensione narrativa, il dato storico-sociale con quello esistenziale.
Preparato un paio d'anni fa dall'abrasivo Sottofondo italiano, narra la "concatenazione di sconfitte quotidiane" che hanno indirizzato lo scrittore al mondo delle parole, e più in generale il faticoso ingresso nel mondo del lavoro della Generazione X, i nati fra il '65 e l'80 schiacciati fra il boom del dopoguerra e la rivoluzione informatica.
L'oscuro passaggio generazionale da un'identità fondata sul lavoro a quella fondata sulla precarietà si accompagna al graduale slittamento del desiderio verso modelli di vita basati su una competizione tossica, fine a se stessa. Un libro malinconico e coraggioso che smitizza la favola della Milano rampante tardo-novecentesca, illuminando il retroscena del nostro presente.


I LIBRI SCELTI DA ANDREA BRESSA

Ora pro loco, di Gesuino Némus, Elliot Edizioni
Una divertente e misteriosa storia poliziesca ambientata a Telévras, un immaginario paese dell'entroterra sardo che si sta spopolando e che sembra sempre più ignorato dai turisti. Uno strano incidente automobilistico, un suicidio improvviso e un ragioniere un po' particolare smuovono la pace del borgo.
Indaga l'ispettore Marzio Boccinu, poliziotto in congedo temporaneo che deve fare i conti con un intreccio quasi surreale e con una squadra di personaggi davvero pittoreschi.

La stanza profonda, di Vanni Santoni, Laterza
Con questo romanzo Vanni Santoni è stato fra i candidati al Premio Strega 2017. Un gruppo di ragazzi di un piccolo centro di provincia si ritrova in un garage ogni martedì per fare giochi di ruolo.
Una routine che dura vent'anni sempre uguale, mentre però fuori il mondo cambia. E mentre si trasforma il senso delle cose nella provincia, i ragazzi affrontano il vuoto che si manifesta sempre più forte, tentando di costruire realtà alternative.

Un attimo prima, di Fabio Deotto, Einaudi
Dopo il bell'esordio del 2014 con il romanzo Condominio R39 (Einaudi), Deotto è tornato con un affascinante storia distopica, ambientata in un futuro neanche troppo lontano, dove non esiste più il denaro e il lavoro. Qui Edoardo Faschi tenta di elaborare la perdita del fratello Alessio, avvenuta vent'anni prima, attraverso un trattamento sperimentale che permette di rivivere i ricordi.
Il romanzo procede con una struttura complessa e fluida, che restituisce non pochi spunti di riflessione su ciò che siamo e su quello che stiamo affrontando, come singoli e come collettività.

Per divagare

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 27 novembre 2017 e aggiornato il 29 novembre.

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