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Nasce il Pane del Parco: ha un lupo sulla crosta e racconta il terroir della Maiella

Nasce il Pane del Parco: ha un lupo sulla crosta e racconta il terroir della Maiella

Dal Parco Nazionale della Maiella nasce il Pane del Parco: il forte legame con il territorio che punta a lanciare l’economia locale

Un pane che profuma di montagna. Non in senso letterale, naturalmente, ma nel senso che trasuda i valori di quel luogo straordinario che è il Parco Nazionale della Maiella, uno degli ecosistemi montani più ricchi d’Italia. I suoi 74.000 ettari, tra Abruzzo e Appennino centrale, custodiscono una biodiversità eccezionale, ma anche una tradizione enogastronomica profonda, costruita nei secoli su prodotti che rispecchiano la montagna: legumi antichi, miele da apicoltura sostenibile, olio extravergine da cultivar locali, vino da vitigni autoctoni, formaggi da filiere rispettose del territorio. Un patrimonio di sapori che il Parco tutela attraverso certificazioni e progetti dedicati, consapevole che il cibo è anche strumento di conservazione del paesaggio.

Dove nasce il Pane del Parco

È in questo contesto che nasce il Pane del Parco, progetto ideato da Mercato del Pane, tra i fondatori del Gruppo Breaders (società benefit certificata B Corp), in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella. Il pane viene prodotto con segale e farro coltivati nei campi di Abbateggio, comune situato proprio all’interno del Parco.

Una delle peculiarità virtuose del progetto è il fatto che l’intera filiera sia gestita interamente in autonomia: dalla coltivazione alla molitura dei grani, usati sia per il lievito madre sia per la panificazione. Le pratiche agricole adottate, inoltre, escludono aratura, diserbo e sostanze chimiche, favorendo l’equilibrio naturale del suolo e il recupero di varietà agronomiche locali. Sulla crosta, infine, un segno identitario ben preciso: il lupo, la figura più emblematica del territorio.

Il concetto di terroir applicato al pane

«Il Pane del Parco si avvicina al concetto di terroir, espressione tipica usata nel mondo del vino», spiega Luigi Morsella, co-founder di Mercato del Pane. «Racconta il luogo da cui proviene e le sue trasformazioni nel tempo, rendendo percepibili le specificità ambientali e culturali che lo generano.» È un’idea molto originale e tutt’altro che scontata: applicare al pane la stessa logica con cui si lega un vino al territorio significa riconoscere che anche un alimento quotidiano (troppo spesso relegato a mero accompagnamento di piatti principali) può essere portatore di identità geografica e culturale, proprio come accade con le grandi denominazioni vitivinicole.

La Maiella come sistema enogastronomico vivente

«Il cibo è una delle massime espressioni della cultura italiana e il pane è un elemento identitario forte», ha dichiarato giustamente Luciano Di Martino, direttore del Parco. «Attraverso questa iniziativa vogliamo rinnovare il nostro impegno nel sostenere le aree montane interne come luoghi di agricoltura attiva». Il Pane del Parco è, nelle sue parole, «solo l’inizio di un percorso più ampio, capace di raccontare e valorizzare, attraverso il cibo, l’identità autentica della Maiella».

Nasce il Pane del Parco: ha un lupo sulla crosta e racconta il terroir della Maiella
Da sinistra a destra: Pierpaolo De Felice, Co- Founder Mercato del Pane; Davide Longoni, Presidente di Gruppo Breaders; Luigi Morsella, Co-Founder di Mercato del Pane

Luigi Morsella ha evidenziato inoltre che il desiderio di «far dialogare zone rurali e centri urbani attraverso nuove filiere è un’opportunità per sviluppare un modello virtuoso tra impresa e territorio, capace di generare valore economico e culturale». La montagna, insomma, non solo come riserva naturale, ma come luogo produttivo e culturale attivo. Un modello che parte dalla farina e guarda lontano, dove tutti gli elementi del territorio (compresi i lupi) dialogano sinergicamente per creare qualcosa di buono.

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