"Il marketing del terrore", la propaganda dell'odio islamista

Realizzato in collaborazione da Mondadori e Ispi, il volume è un viaggio alla scoperta della strategia di comunicazione del califfato

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La copertina de "Il marketing del terrore", Mondadori

Redazione

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Era il 1978 quando Marshall McLuhan sosteneva che "senzia comubnicazione, il terrorismo non esisterebbe". Sono passati quasi quarant'anni e  Il marketing del terrore, a cura di Monica Maggioni e Paolo Magri (Piccola biblioteca Oscar Mondadori, 14 euro) ci racconta perché oggi più che mai per il terrorismo islamista è fondamentale la risonanza mediatica.

Il mondo del web ha completamente cambiato non soltanto la figura del terrorista, ma anche il suo rapporto con il mondo. È attraverso il web che si diffonde il messaggio, si fa proselitismo, si ottiene il massimo della visibilità. Attraverso le chat, anche quelle dei videogames, si può comunicare anche dall'altra parte del mondo senza timore di essere intercettati.

"Per anni" scrivono gli autori" il cammino tra radicalizzazione, arruolamento, combattimento e martirio si svolgeva nell'ombra (....) Oggi non è più così. in Internet i combattenti discutono, postano i video della partenza verso il nuovo Stato, raccontano la loro quotidianità fatta d'indottrinamento e di modelli di vita alternativi a quelli da cui provengono. I nuovi combattenti trovano un palcoscenico in cui possono essere protagonisti già in questa vita, prima del martirio, hanno una platea globale cui rivolgersi: una popolarità insperata".

Il libro è un viaggio nello stato islamico attraverso tutte le forme di comunicazione alla ricerca di consenso. I video realizzati durante le esecuzioni, l'uso dei social media, la patinata rivista online Dabiq sono tutte dimostrazioni di come il califfato punti su una precisa strategia di comunicazione per raggiungere i propri obiettivi di totalitarismo globale.

Il marketing del terrore raccoglie una serie di interventi pubblicati dall' Ispi (l'Istituto per gli studi di politica internazionale) ed è il primo volume di una nuova collana realizzata da Mondadori in collaborazione con Ispi, che quest'anno pubblicherà altri 3 volumi.

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