Edoardo Frittoli

-

Fu lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale a determinare la nascita della Brigata Ebraica. Già nel 1940 diverse unità formate da cittadini palestinesi di religione ebraica andarono a formare 15 Battaglioni inquadrati nell'esercito britannico, che ebbero il battesimo del fuoco sul fronte greco nel 1941. L'anno seguente fu formato un Palestine Regiment nel quale combatterono fianco a fianco  arabi ed ebrei nel teatro nordafricano.

Alla fine del 1943 il Reggimento seguì gli Alleati nella liberazione del territorio italiano, dalla Sicilia ad Anzio alla liberazione di Roma il 4 giugno 1944. Nella Capitale i soldati arruolati in Palestina riaprirono il Tempio Maggiore e le scuole ebraiche, incominciando l'opera di assistenza ai sopravvissuti all'Olocausto.

La battaglia continuò a fianco delle armate alleate che avanzavano verso il Nord del Paese ancora in mano nazifascista. Nel settembre del 1944 su pressione dell'Agenzia Ebraica il governo Churchill istituì formalmente la Brigata Ebraica formata da 5.000 volontari divisi su tre battaglioni di fanteria agli ordini del Brigadiere Ernest Benjamin. 

La battaglia più importante per la Brigata sotto le insegne della stella di David fu quella combattuta sulle rive del fiume Senio nell'aprile del 1945, dove Kesselring aveva stabilito l'ultima linea difensiva tedesca in territorio italiano. Gli uomini della Brigata Ebraica combatterono a fianco dei Polacchi, degli italiani dei Gruppi di Combattimento "Cremona" e "Friuli" e degli Inglesi della VIII Armata.

La strada per Bologna fu liberata il 19 aprile, quando le forze del Senio si unirono alla 10th Mountain Infantry Division americana che proveniva dall'Appennino Tosco-Emiliano. Alla fine della guerra, prima della smobilitazione, la Brigata Ebraica fu trasferita a Tarvisio con funzioni di controllo del confine italo-jugoslavo

(Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 27 aprile 2016)

© Riproduzione Riservata

Commenti