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Cultura

Charlie Hebdo, le matite bersaglio degli assassini

Charb, Wolinski, Cabu, Tignous i quattro disegnatori uccisi in redazione

L'attentato contro Charlie Hebdo ha decimato la redazione dello storico settimanale satirico francese, nato sulle ceneri di Hara Kiri Hebdo, proibito in Francia nel 1970 dopo una copertina giudicata insultante nei confronti del generale De Gaulle, appena morto.

Una strage che ha colpito il mondo dei vignettisti, particolarmente dinamico in Francia, dove il primo a rendere omaggio alle vittime dei terroristi è stato il caricaturista di Le Monde Plantu (@plantu). La sua mano, con una matita rossa sangue, scrive:

Charb
Charb, 47 anni, lascia con una vignetta davvero profetica, pubblicata nei giorni scorsi. "Ancora nessun attentato in Francia", si legge sul disegno, mentre un talebano armato risponde: "Aspettate. Abbiamo tempo fino a fine gennaio per farci gli auguri".
Stéphane Charbonneau - questo il vero nome - si era sempre detto pronto a morire in piedi piuttosto che rinunciare alla libertà di espressione di cui Charlie Hebdo si è sempre proclamato paladino in Francia, pubblicando, tra l'altro, anche le vignette del profeta Maometto, quelle che nel 2006 dalla Danimarca avevano infiammato tutto il mondo islamico, provocando numerosi morti.
A France Info lo stesso Charb spiegava che la caricatura, in particolare quella piu' dura ed intransigente, permetteva di "sublimare la violenza: chissa' cosa saremmo diventati senza la matita". E agli islamici che lo accusavano di essere blasfemo, Charb aveva risposto, spiazzandoli: perché non fate una rivista satirica contro di noi, i laici?

Wolinski
George Wolinski, 80 anni, era molto famoso anche in Italia, dov'è stato rivelato dal Linus di Oreste del Buono. Nato a Tunisi nel 1934, era considerato uno dei maestri del fumetto erotico francese, molto attento alla condizione femminile, sedicente "simpatico fallocrate" in un universo femminile sempre più libero e liberato in un paese come la Francia.
Era anche un ottimo scrittore.

Cabu
Cabu, 77 anni, è considerato un gigante del reportage a fumetti, ed aveva una tecnica quasi fotografica, oltre ad un senso del racconto dal ritmo cinematografico.
È diventato famoso con il Grand Duduche, una sorta di studente 'nerd', alto e con gli occhialini tondi simili a quelli del suo autore.
Ha coniato anche la figura del 'Beauf' (il cognato), cioè il francese medio e di mezza eta', con la pancia e i baffi spioventi, un vero e proprio re della banalità e del luogo comune.

Tignous
Tignous, 58 anni, infine. Bernard Verlhac, questo il suo vero nome, era forse il meno famoso dei quattro vignettisti-star di Charlie Hebdo, ma era altrettanto caustico dei suoi colleghi. Due esempi tra gli altri: la copertina di Charlie Hebdo dedicata a Gerard Depardieu pronto a scappare in Belgio per non pagare le supertasse francesi ("Può il Belgio accogliere tutto il colesterolo del mondo?" si legge accanto al 'faccione' dell'attore). E quella sul post primavera araba. Sotto la didascalia "Dopo la primavera araba, l'estate araba", si vede una giovane donna in topless con il viso nascosto da un hijab.(ANSA).

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