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L5-S1: quando il corpo è un guscio rotto - Anteprima

Nella pièce teatrale in scena al Teatro Binario di Monza il viaggio di una donna tra le pieghe del dolore fisico. In cerca di una via d'uscita...

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Michela Vecchia

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L5-S1 Una storia naturale è il titolo di un’intima pièce teatrale scritta da Alessia Vicardi con la collaborazione dell’autrice Michela Tilli. È interpretata interamente da Alessia Vicardi, che ne cura la regia assieme a Chiara Petruzzelli.

Panorama ha avuto l’opportunità di assistere in anteprima allo spettacolo, che andrà in scena per la prima volta al Teatro Binario 7 di Monza nelle giornate di venerdì 4 e sabato 5 maggio alle ore 21.00. 


Imprevedibile dolore

L5-S1 sono le coordinate del dolore, il dolore di una donna affetta da una malformazione genetica che la costringe a sottoporsi a ripetute visite mediche e a condurre una vita fatta di limitazioni. Il dramma nasce dal fatto che il dolore non viene capito, viene vissuto interamente dalla protagonista e diventa parte stessa
dell’esistenza. Chi si imbatte in lei non riesce a percepire realmente quello che accade ogni giorno all’interno del suo corpo. Anzi, in realtà nonostante cerchi di condurre una vita normale, le persone attorno si allontanano come spaventate dall’imprevedibilità dell’evento “dolore” che si presenta sempre nei momenti meno opportuni come un ospite indesiderato.

E così la conferenza con la quale si apre lo spettacolo, durante la quale la nostra protagonista, una musicista, racconta aneddoti della vita di Mozart intervallandoli da parti suonate al pianoforte, bruscamente si interrompe… e la musica classica si miscela a suoni elettronici, come dissonanze. Le stesse dissonanze espresse dal corpo della protagonista.


Il guscio "rotto"

Non servono quindi questionari per la misurazione del dolore, in cui ci si può esprimere solo con numeri, non servono lunghe risonanze magnetiche che costringono all’immobilità, lasciando che i pensieri fluttuino come pesci nell’oceano, non servono gli incitamenti dei medici che cercano di “fare forza”, ma quale forza una persona può esprimere quando è costretta a vivere in un guscio rotto? L5-S1, dalle stesse parole della protagonista, è un errore dell’evoluzione, quell’evoluzione che a scuola ci viene spiegata come il sentiero per lo sviluppo dell’uomo, fatta di casualità. A volte si vince a volte no. L5-S1 è lo svolgimento di un concetto, la sofferenza appunto, una sofferenza che si tramuta in storia, storia che viene così visceralmente raccontata da rendere il pubblico intimamente partecipe. Il dolore fisico è universale ma privato allo stesso tempo, non si sa mai quanto uno soffra, anche se empaticamente si cerca di capirlo. In L5-S1 lo spettatore sensibile riuscirà a immedesimarsi nella sofferenza, e assieme alla protagonista riderà della sorte. Perché niente deve essere vissuto tragicamente, c’è sempre una via d’uscita.

Alessia Vicardi, con la sua gestualità e la sua mimica, riesce a coinvolgere, riesce a far sorridere e ridere,
riesce a catturare l’attenzione dello spettatore e a condurlo in un viaggio mentale, senza nessuno sforzo, senza dover fare fatica per capire, perché in fondo descrive una sensazione che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita, seppure in modi diversi e con diverse intensità. Riesce dunque nella universalizzazione di un concetto astratto. Nota di merito alle musiche a cura di Flavio Aster Bissolati, eseguite direttamente dal musicista sul palco. Una miscela di classica, industrial, synthwave ed elettronica che accompagnano e sottolineano i momenti emotivamente più caratterizzanti dello spettacolo.

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