Arte & Idee

Generazione cultura, formazione e stage retribuiti per under 27

Lottomatica e Mibact sostengono 100 neolaureati con corsi alla Luiss ed esperienze nei luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano

Generazione-Cultura-apertura

Marco Morello

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La teoria, per cominciare: 200 ore di alta formazione in economia, marketing e comunicazione presso la Luiss Business School, tra le più accreditate scuole di management europee. Poi la pratica, con sei mesi di stage retribuito in 25 istituzioni culturali del Bel Paese. Non musei di periferia, ma il meglio nazionale: dagli Uffizi di Firenze alla Reggia di Caserta, dalla Triennale di Milano alle Scuderie del Quirinale a Roma. Infine, la possibilità di elaborare la propria idea imprenditoriale e portarla oltre la carta. Con un incentivo ulteriore: le migliori dieci saranno accompagnate nella preparazione dei progetti di business per potersi misurare sul mercato in ogni sfera coerente, dalla promozione del territorio alla valorizzazione di un’opera tramite restauri o raccolte fondi. Nessun limite all’immaginazione.

Fabio-Cairoli-Lottomatica

Fabio Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica Holding

«Da circa vent’anni investiamo risorse per il recupero e la tutela del patrimonio storico e artistico italiano. Stavolta, la logica di restituzione alla collettività passa da un’opportunità per i giovani»

È un percorso molto logico quello avviato da «Generazione cultura», l’iniziativa ideata e sostenuta dal Gioco del Lotto assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali. A percorrerlo saranno 100 neolaureati che verranno selezionati tramite un bando pubblico (si scarica su generazionecultura.it). Anzi due bandi, ognuno per 50 posti: il primo già aperto, il secondo disponibile da ottobre. Tra i requisiti necessari, un’età massima di 27 anni e una buona conoscenza dell’inglese.

«Abbiamo cercato di garantire una qualità estrema per attrarre talenti veri» racconta a Panorama Fabio Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica Holding. Che spiega: «Siamo partiti chiedendoci come realizzare qualcosa che fosse utile e allo stesso tempo innovativo. A quel punto il cortocircuito è venuto da sé». Ovvero trasferire dentro il settore pubblico dinamiche tipiche del privato: «Provando così a vincere lo scetticismo che spesso i ragazzi hanno verso sfere lontane dal business classico. Proponendo loro un percorso alternativo con probabilità di successo garantite dall’eccellenza delle sedi in cui potranno misurarsi».

In sintesi, un’occasione doppia: mettere il proprio estro in gioco e arricchire il curriculum di un tassello spendibile nell’ecosistema culturale del Paese. Un universo con cui il Gioco del Lotto ha un feeling consolidato: «Da circa vent’anni» ricorda Cairoli «investiamo risorse per il recupero e la tutela del patrimonio storico e artistico italiano. Stavolta, la logica di restituzione alla collettività passa da un’opportunità per i giovani». Che contagia e un po’ sconvolge le istituzioni della tradizione, trasformandole in laboratori di futuro.   

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