Individui tutti in giacca e pantaloni bianchi che camminano come robot, sguardi assenti e tutt'altro che empatici, attorno a loro strutture architettoniche essenziali e algide circondate da verde... Nel futuro immaginato da Equals dello statunitense Drake Doremus gli esseri umani sono stati geneticamente modificati e privati delle emozioni nel tentativo di proteggere la società dalla guerra e dall'instabilità motivata dai desideri che hanno distrutto le generazioni precedenti. 

Il Collettivo gestisce la vita di tutti questi esseri "uguali" e inespressivi. Le emozioni sono l'origine di una malattia, la Switched-On Syndrom (Sindrome dell'accensione), e chi arriva alla sua fase terminale finisce nel Covo per andare incontro a una morte non dolorosa. La riproduttività della specie? È affidata all'obbligo di concepimento, che ovviamente non richiede il minimo contatto fisico. In questa realtà asettica si muovono Kristen StewartNicholas Hoult, giovani divi presenti alla Mostra del cinema di Venezia per presentare il film in corsa per il Leone d'Oro. 

"La domanda che ci siamo posti è: possiamo vivere senza amore e senza passioni?", racconta l'attrice diventata celebre per la saga di Twilight. "Si potrebbe vivere meglio se ci comportassimo tutti allo stesso modo o se seguissimo lo stesso orientamento, ma vagabonderemmo in un mondo vuoto. È la passione che fa girare il mondo, nessuno neanche lavorerebbe se non ci fosse". E aggiunge: "È stato difficile recitare l'assenza di emozioni, è stato come se stessi morendo. Era doloroso esprimere il nulla".
È stata proprio la passione a far sì che la Stewart prendesse parte a Equals, come l'ha spinta in passato verso tutti i film a cui ha preso parte, anche a budget più elevati: "Sono stata sempre attratta in modo uguale dai progetti a cui ho lavorato, sia ad alto che basso budget. Molte attrici dicono: 'Uno per loro, uno per me'. Io non riuscirei. Alcune star affrontano la carriera in maniera strategica ma per farlo ci vuole un cuore piccolo. Per me il budget non fa la differenza".

Nella società fredda di Equals Silas (Hoult) e Nia (Stewart) sfuggono al vuoto d'anima innamorandosi l'una dell'altro, dando vita a una sorte di Romeo e Giulietta in salsa futuristica. Niente di nuovo e che non si sia già visto in altri film fantascientifici, niente di molto coinvolgente che non sfiori la noia. 

"Questa è la mia versione del futuro", afferma Doremus, già autore di Like Crazy (2011) e Breathe In (2013). "È un mondo molto zen ma per me non è una distopia, è un'utopia". E l'amore? "L'amore è la droga migliore al mondo".

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