Ant-Man
Cinema

Ant-Man della Marvel: 5 cose da sapere

Il nuovo film sul supereroe che rimpicciolisce fino a un formato formica è un piccolo grande momento di confortevole leggerezza

Il 12 agosto arriva al cinema Ant-Man, una nuova avventura dell'universo dei fumetti Marvel. Non lasciatevi però ingannare dall'uscita in piena estate, in cui spesso vengono relegati film di poco appeal. Ant-Man è un episodio solido e stuzzicante su un supereroe che rimpicciolisce, destinato ad avere un futuro nei cinecomics. Come il suo protagonista che alterna velocemente le sue dimensioni, ora umane e ora formato formica, l'action movie diretto da Peyton Reed è un piccolo grande momento di confortevole leggerezza.

Ha qualche frangente meno fluido e più faticoso quando ricostruisce le dinamiche e le storie provenienti dal passato, ma nel complesso è un altro punto a favore della Marvel. Un nuovo supereroe è pronto a portare ventate di ilarità e consistente leggerezza al gruppo degli Avengers. 

Ecco 5 cose da sapere su Ant-Man:

 

1) Il nuovo e vecchio personaggio della Marvel

Sebbene Ant-Man non abbia mai avuto una trasposizione cinematografica e arrivi ora come una novità, una doccia fresca d'estate, l'Uomo Formica è uno dei fondatori degli Avengers. Il personaggio di Hank Pym/Ant-Man esordì nei fumetti Marvel nel 1962, con Tales to Astonish #27, e apparve poi al fianco degli Avengers in Avengers #1, nel 1963. Pym diventa Ant-Man dopo aver scoperto un composto chimico – la Particella Pym – che gli permette di alterare le dimensioni del suo corpo e possedere una forza sovrumana. Grazie allo sviluppo di un'altra tecnologia, Ant-Man possiede inoltre l'abilità di controllare eserciti di formiche. Ma non è Pym l'Ant-Man con l'affascinante tuta color antracite e porpora ora al cinema. È l'abile ladro Scott Lang, un Ant-Man moderno che raccoglie l'eredità dal dr. Hank Pym.

2) Chi è Peyton Reed

Peyton Reed, già autore della commedia romantica Ti odio, ti lascio, ti... (2006) e di Yes Man (2008) con Jim Carrey, in passato è stato dietro la macchina da presa di un film tv molto popolare, Il ritorno del maggiolino tutto matto (1997) della Disney. Già era stato in odor di supereroi quando si cercava un regista per I Fantastici 4 (2005), poi affidato a Tim Story.
Cinquantunenne americano, Reed è un fan dei fumetti Marvel: "Ero il tipico ragazzino cresciuto con i fumetti Marvel della Silver Age, e passavo ore e ore a sfogliarli. Amavo molto i primi fumetti dei Vendicatori con Ant-Man, perché possedevano una qualità mitologica. Sono storie meravigliose e negli anni non hanno perso il loro valore. La Marvel è sempre stata in grado di aggiornare ottimamente questi personaggi: sono stati creati negli anni '60, ma ogni decennio possiede una versione aggiornata di questi eroi".

3) La paternità al centro della storia

Scott Lang (interpretato da Paul Rudd) è un ladro appena uscito di galera. Per quanto la sceneggiatura si sforzi di farlo passare come un quasi delinquente, si capisce subito che Scott è un buono e non lo si sente mai dalla parte del torto. La sua preoccupazione principale è riscattare la sua immagine agli occhi della figlioletta Cassie (Abby Ryder Fortson). Parallelamente si muove un altro rapporto padre-figlia, alquanto turbolento, quello tra il dr. Hank Pym (Michael Douglas) e sua figlia Hope (Evangeline Lilly). Tra i due ci sono tanti non detti, incomprensioni irrisolte, traumi non affrontati. Questo è il fronte su cui tentenna di più lo script: le ricostruzioni frequenti e un po' veloci non restituiscono la drammaticità richiesta da un rapporto ad oggi vissuto con molto tormento.
Come erede della sua tuta da Ant-Man, Pym non sceglie Hope ma Scott, che stava sorvegliando da un po' proprio con tale intento. È lui il suo uomo ideale: è mosso da ideali giusti ed è un abile ladro a cui affidare un pericoloso colpo... I due dovranno imparare a essere un buon mentore e un buon padre, sotto gli occhi gelosi di Hope. Anche un altro "figlioccio" è stato deluso da Pym, Darren Cross (Corey Stoll), il nuovo leader della Pym Tech, la compagnia fondata dallo stesso Hank.
I temi della paternità, della formazione e dell'abbandono si intrecciano nei rapporti tra i protagonisti dando un senso di umanità alla storia. 

4) Adorabile chimica tra Rudd e Lilly

Scott è un uomo gentile e cordiale, con molte più abilità di quel che sembra. Hope è una donna tosta e risoluta, scienziata brillante ed esperta di arti marziali. Tra i due è subito scontro e pian piano incontro, sul filo di un'amabile ironia. Paul Rudd, attore specializzato in ruoli comici (è stato il Mike Hannigan delle ultime due stagioni della serie comica Friends), rivela di avere un fascino e una prestanza fisica notevoli. Evangeline Lilly, bellissima, continua a confermarsi: dopo essere stata una magnetica elfa guerriera nella trilogia Lo Hobbit ora dà un'altra prova di solidità e carisma. Tra Rudd e Lilly la chimica è adorabile. 
Rudd ha anche firmato una riscrittura della sceneggiatura insieme ad Adam McKay. Lilly ha dovuto invece "studiare" visto che non conosceva i fumetti Marvel, né tanto meno Ant-Man, e ha dovuto recuperare la visione dei precedenti film della Marvel. 
Per Douglas, un po' inamidato nei panni di Pym, è stata la prima volta assoluta in mezzo a tanti effetti speciali. Questo gli ha procurato la stima dei figli: "Prima di Ant-Man, i miei figli ignoravano che avessi una carriera. Per loro era come se non avessi mai fatto un film. Due Oscar? Insignificanti. Ora sono forte. Sono forte agli occhi dei miei figli e anche dei loro amici". 

5) Umorismo e levità stile Guardiani della Galassia

Ant-Man è percorso da uno spirito simile a Guardiani della Galassia: prende un po’ in giro il mondo dei supereroi abbracciando però pienamente le emozioni che caratterizzano il genere. 
Ci sono buone dosi di ironia nei piccoli dissidi tra Scott e Hope e nell'addestramento da supereroe che riceve Scott. Parte della comicità è affidata anche a Michael Peña. L'attore di origini messicane è Luis, l'ex compagno di cella di Scott. A lui e alla sua combriccola di criminali un po' sfasati spettano diversi momenti di umorismo scombinato e divertente.

La curiosità
Una piccola curiosità sul lavoro di artigianato dietro la tuta di Ant-Man. La costumista Sammy Sheldon Differ e il capo designer Ivo Coveney hanno realizzato le varie tute di Ant-Man che Paul Rudd e i suoi stunt-men hanno indossato nel film. A conti fatti sono state costruite 13 tute di Ant-Man, 17 elmetti, 17 cinture, 8 paia di guanti, 15 zainetti, 6 paia di scarpe, 15 cappucci e 14 collari da indossare sul cappuccio.

Voto: 3/5
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