L’intelligenza artificiale è arrivata anche in Vaticano, e molto prima di quanto si potesse immaginare. Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e vicario generale per la Città del Vaticano, ha annunciato così la notizia di questa rivoluzione, illustrandone il leitmotiv spirituale: «Vogliamo servire la missione che definisce il cuore della Chiesa cattolica, universale per la sua stessa vocazione».
Quando sarà disponibile in Vaticano
Ma spieghiamo più precisamente di cosa si tratti. In sostanza, il Vaticano offrirà una traduzione della messa in diretta in ben 60 lingue, grazie all’assistenza dell’Ia. Un servizio che consentirà ai fedeli di seguire le celebrazioni in modo tecnologico ma semplice al tempo stesso. Di certo, sarà disponibile a tutti: basterà il proprio smartphone.
Le danze si apriranno in occasione dei 400 anni dalla dedicazione della Basilica di San Pietro (che culminerà il 18 novembre). Il cardinal Gambetti ha ricordato in una nota che «la Basilica di San Pietro ha accolto per secoli fedeli di ogni nazione e lingua».
Come funzionerà la traduzione
Addentrandoci più nello specifico, la traduzione con IA sarà disponibile tramite un codice QR, che i fedeli potranno scansionare agli ingressi del Vaticano. Traduzioni, audio e testuali saranno visibili in tempo reale sul browser, senza bisogno di scaricare alcuna ulteriore applicazione.
E che tipo di intelligenza artificiale è più adatta a svolgere questo compito? Beh, il sistema di traduzione utilizzerà Lara, sviluppata dall’azienda di soluzioni linguistiche Translated con la collaborazione di Carnegie-AI LLC e del professor Alexander Waibel, pioniere nella traduzione vocale basata sull’IA. Ovviamente, ogni traduzione potrebbe comportare degli errori ma, come spiega il CEO e cofondatore di Translated, «Lara ha compiuto un passo avanti significativo nel ridurli. È stata progettata privilegiando l’accuratezza rispetto alla tendenza a compiacere. Questo limita notevolmente le allucinazioni. Lara utilizza inoltre molto più contesto rispetto alle tecnologie precedenti, il che le permette di disambiguare il significato in modo molto più efficace».
Leone XIV e la tecnologia
Il consulente scientifico del progetto, Alexader Waibel, è fiducioso che questa tecnologia rappresenti la dimostrazione dello straordinario potenziale dell’IA in quanto strumento che facilita la comprensione tra gli esseri umani: «Oggi vediamo la possibilità di superare in tempo reale le barriere linguistiche, realizzata in uno dei contesti più significativi che si possano immaginare».
Resta da capire la posizione di Papa Leone XIV di fronte a un cambiamento così profondo, a una direzione tecnologica così spinta. Anche perché, se da un lato il Vaticano sembri aprirsi all’IA, dall’altra il Pontefice ha sempre ammonito sui potenziali pericoli della tecnologia. E chissà che l’utilizzo di Lara per tradurre la messa vaticana non possa essere oggetto della famosa «Rerum Digitalium» di cui tanto si parla.
