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Sabotaggi sulle linee ferroviarie: ecco come il Viminale mette in campo droni e AI per combatterli

Sabotaggi sulle linee ferroviarie: ecco come il Viminale mette in campo droni e AI per combatterli

Il vertice presieduto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha messo a punto nuove misure: droni, videosorveglianza potenziata con l’Ia, pattugliamenti congiunti, recinzioni più estese e controlli rafforzati

Sempre più passeggeri devono affrontare ritardi e cancellazioni dei treni a causa degli atti di sabotaggio che stanno prendendo di mira, ormai frequentemente, le linee ferroviarie. Ed è per questo che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato ieri al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di elaborare le contromisure insieme ai vertici dell’intelligence, delle forze di polizia e del Gruppo ferrovie dello Stato.

Le misure contro i sabotaggi

Per debellare i sabotaggi alle linee ferroviarie, il vertice ha messo a punto una serie di contromisure che includono l’utilizzo di droni per presidiare le aree più esposte, il rinforzo dei sistemi di videosorveglianza anche grazie all’Intelligenza artificiale, l’ampliamento delle recinzioni e maggiori controlli sia lungo i binari sia sui treni. E per garantire la sicurezza si prevede il dispiegamento di un pattugliamento congiunto di FS Security e delle forze dell’ordine, oltre al rafforzamento del programma “Stazioni sicure” nelle aree ferroviarie più grandi e più frequentate.

Gli ultimi episodi

Solo nella giornata di sabato la Digos ha avviato le indagini su tre episodi di sospetti atti di sabotaggio. Nella mattina, la sala operativa della Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha fatto presente un’anomalia nella linea dell’alta velocità Roma-Napoli, tra Salone e Labico. I tecnici, in questo caso, «hanno riscontrato alcuni cunicoli scoperchiati contenenti i cavi che gestiscono la circolazione ferroviaria e la bruciatura degli stessi». Anche la linea dell’alta velocità Roma-Firenze è stata colpita da un altro atto doloso.  A tal proposito ieri mattina è arrivata alla Procura di Roma l’informativa della Digos su questi episodi e non è escluso che si proceda per associazione a delinquere con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. E sebbene questi attacchi non siano stati rivendicati, gli inquirenti non escludono che siano collegati ai precedenti sabotaggi avvenuti a Pesaro e a Bologna in concomitanza con la prima giornata delle Olimpiadi invernali. A pagarne le conseguenze immediate sabato scorso sono stati i passeggeri: a Milano sono stati registrati ritardi anche di 140 minuti e a Bologna addirittura di 150 minuti. 

I sabotaggi a Bologna e a Pesaro

Ieri sono anche iniziati gli accertamenti al Gabinetto di polizia scientifica di Roma sull’ordigno incendiario inesploso trovato sulla linea ferroviaria di Bologna, all’altezza di Castel Maggiore, lo scorso 7 febbraio. La pista più probabile è quella di matrice anarchica dato che erano apparsi alcuni messaggi sui blog che rivendicavano gli atti di sabotaggio a Bologna e a Pesaro. A parlare dell’episodio nella città marchigiana è stato l’amministratore delegato di Fs, Stefano Antonio Donnarumma: «I punti della rete» e gli orari scelti per il sabotaggio «denotano una expertise e una conoscenza del sistema per creare e arrecare il maggior disagio possibile». 

Il disegno di legge presentato da FI che prevede la reclusione da 12 a 20 anni

Il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri, e il senatore Pierantonio Zanettin hanno presentato un disegno di legge «che introduce nel Codice penale la nuova fattispecie di Attentato alla sicurezza dei trasporti con finalità di terrorismo». I due hanno precisato che la norma «punisce chiunque» che «con finalità di terrorismo, ponga in essere atti di violenza o sabotaggio che incidono sul sistema dei trasporti». E sono inclusi nella fattispecie «l’utilizzo di un veicolo come arma, l’attacco diretto a infrastrutture, mezzi o servizi di trasporto, la creazione di un grave pericolo per la sicurezza della circolazione. La pena prevista è la reclusione da dodici a venti anni».

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