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Sorloth, Kolo Muani e Brahim Diaz: la nuova Juventus parte ancora dall’attacco

Sorloth, Kolo Muani e Brahim Diaz: la nuova Juventus parte ancora dall’attacco

I bianconeri lavorano per rifare daccapo il reparto che ha perso Vlahovic. Il rischio? Riempirsi di doppioni mentre la rifondazione avrebbe bisogno di interventi anche a centrocampo e in difesa

Nella scorsa stagione la Juventus, prima di Tudor e poi di Spalletti, ha chiuso subendo più di un gol a partita (54 su 50) e segnando non tanto ma abbastanza: 82 reti. E’ vero che sono mancate soprattutto quelle che avrebbero deciso sfide dominate per la mole di gioco e non concretizzate fino a subire la beffa, ma in generale l’anno che si è chiuso con la mancata qualificazione alla Champions League ha lasciato in eredità ai dirigenti bianconeri un progetto da ridisegnare anche dalle fondamenta.

Le prime settimane di mercato, invece, indicano che la Juventus è ripartita dal tetto e cioè dall’attacco. Salutato Vlahovic con la certificazione del mancato accordo per rinnovare il contratto, l’area sportiva del club si è messa in moto per ridisegnare l’intero reparto. Parallelamente prosegue la ricerca del portiere che dovrà sostituire Di Gregorio, bocciato da Spalletti e dagli errori dell’ultima parte di campionato, ma è soprattutto davanti che si concentrano le voci con al centro i torinesi.

Dove sta andando la Juventus di Spalletti? Intanto la conta di chi non dovrà esserci più tra chi c’era quest’anno (Openda e Zhegrova) e chi rientra dal prestito senza essere stato riscattato (Nico Gonzalez). Significa che rimarranno unicamente Conceicao e Yildiz, non prime punte, e forse David che potrebbe anche guadagnarsi una seconda chance a meno che le prestazioni al Mondiale con la maglia del Canada non convincano qualcuno a presentarsi alla Continassa con un’offerta.

Juventus, i rischi delle tre ipotesi sul mercato per l’attacco

La lista dei sogni sulla traiettoria contraria, da fuori a Torino, è invece lunga anche se ci sono alcuni punti fermi. Il primo è il centravanti norvegse dell’Atletico Madrid Aleksandr Sorloth, classe 1995, alla corte di Simeone da due anni nei quali non è riuscito a prendersi il posto da titolare, chiuso da un certo Julian Alvarez, ma ha comunque segnato con una certa continuità: 33 gol in 70 partite.

Attaccante di fisico e tecnica, capace di stare in area di rigore ma anche moderno nei movimenti. L’ideale a un prezzo contenuto se è vero che la Juventus punta a chiudere non troppo sopra i 30 milioni di euro dovendo, però, scontrarsi con l’impasse madrileno dovuto alla guerra che si è scatenata attorno ad Alvaraz, conteso dal Barcellona e che vorrebbe lasciare Madrid anche strappando con il club biancorosso.

Sorloth più un altro, è la richiesta di Spalletti. L’altro risponde al nome di Randal Kolo Muani che ha fallito la stagione in giro per l’Europa ma a Torino ha lasciato un ottimo ricordo. E’ l’uomo delle 8 reti segnate in cinque mesi in bianconero, decisive per prendere il pass Champions League nel maggio 2025. L’estate scorsa il Psg si è rifiutato di prestarlo nuovamente alla Juventus dopo il favore di gennaio, ma con il Tottenham la scintilla non è scoccata e a Parigi ora devono piazzarlo non essendo possibile una sua convivenza con Luis Enrique.

E poi c’è Brahim Diaz, cavallo di ritorno nella Serie A che ha già attraversato con la maglia del Milan ad inizio carriera. Il talento naturalizzato marocchino ma in possesso di passaporto spagnolo è dato in uscita dal Real Madrid che Perez ha consegnato nelle mani di Mourinho, con la promessa di altri colpi galattici. Ambidestro, classe 1999, fantasista con poco fisico e molto talento, Brahim Diaz andrebbe a rinforzare la pattuglia di ispiratori da schierare alle spalle della prima punta.

Qui nasce il dubbio. Una squadra con già in rosa Yildiz e Conceicao, in attesa di liberarsi di Openda e Zhegrova e bisognerà comprendere a quali condizioni, con Nico Gonzalez da sistemare dopo il rientro da Madrid, ha spazio per un profilo come quello dell’ex milanista? Il rischio è concentrarsi sul tetto dimenticando il resto della costruzione bianconera. Non è solo questione di portiere da trovare, ma la probabile partenza di Bremer (Premier League?) chiama alla necessità di rinforzare la difesa e da anni il centrocampo cerca quel faro che non è stato trovato in operazioni anche costosissime del passato.

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