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Mondiale, le semifinali perfette: in campo le nazionali più forti

Mondiale, le semifinali perfette: in campo le nazionali più forti
Kylian Mbappé (Getty Images)

Francia contro Spagna e Inghilterra-Argentina quarant’anni dopo la Mano de Dios: la volata finale della Coppa del Mondo mette in campo il meglio possibile tra tecnica, tattica, resistenza e storia.

Le migliori quattro del ranking mondiale e anche quelle che nel mese, estenuante e solo a tratti divertente, di questo Mondiale hanno espresso il calcio più logico e interessante. Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo, mai era successo in precedenza, alla settimana decisiva del torneo iridato arrivano le squadre sulla carta più competitive. Saranno le semifinali perfette, spot ideale per il calcio che è stato maltrattato dagli Infantino boys tra regole posticce inventate ad uso e consumo del mercato made in Usa e polemiche assortite.

Il dio del pallone alla fine si è divertito a restituire quello che gli uomini hanno tolto. Francia-Spagna a Dallas e Inghilterra-Argentina ad Atlanta sono due scrigni che proteggono tesori senza prezzo. Dentro ci sono i campioni più celebrati di questo Mondiale, le storie più belle e anche i potenziali record da battere in un’edizione che a tratti si è trascinata stancamente (72 partite su 104 per eliminare meno di un terzo delle iscritte), ma che ha avuto anche il pregio di far vivere momenti di storia.

Meglio dirlo a bassa voce, però, per non dare corda ai progetti dell’insaziabile Infantino che nel 2030 sogna di portarne 64 di squadre in un Mondiale che già sarà il più dispersivo di sempre dovendosi giocare in tre continenti (Sud America, Europa e Africa) e sei nazioni (Argentina, Uruguay, Paraguay, Spagna, Portogallo e Messico). Si fa fatica anche solo a pensarci, meglio rimanere concentrati sul presente.

Francia-Spagna, Lamine ferma Mbappé e compagni?

Chi ferma la super Francia di Mbappé e Dembelé? La nazionale che al Mondiale avrebbe potuto portare anche una seconda squadra con la speranza concreta di andare avanti? Quella che ha travolto il Marocco riservando al top dell’Africa lo stesso trattamento usato per la Svezia, soffrendo solo contro il tenace Paraguay? La domanda se la fanno tutti, la risposta non è detto ci sia.

Sulla carta la Spagna rappresenta il meglio che il calcio europeo possa schierare pere fermare Deschamps e i suoi ragazzi. E’ campione d’Europa in carica, straripa di talento e sapienza tattica e ha anche un paio di uomini in missione per conto del destino come Merino, l’apriscatole delle situazioni complesse, e Oyarzabal che si sta scoprendo cannoniere. La sfida nelle sfide è quella tra Mbappé e Lamine Yamal. Fin qui è stato il Mondiale del francese che sta inseguendo Messi nella classifica marcatori all time.

Breve riassunto: Messi non ha fatto in tempo a disintegrare il precedente primato di Klose (è salito a quota 21) che Kylian gli si è messo in scia (20) con il vantaggio di avere dalla sua una carta di identità che gli consentirà di presentarsi almeno altre due volte ai nastri di partenza di una fase finale della Coppa del Mondo. Il sorpasso, però, potrebbe già avvenire negli States. Yamal ha smaltito i postumi dell’infortunio nella fase finale della stagione con il Barcellona ma fin qui non si è ancora visto in tutto il suo potenziale. Il momento, se deve arrivare, è adesso.

Mondiale, le semifinali perfette: in campo le nazionali più forti
(Getty Images)

Argentina contro Inghilterra nel ricordo della Mano de Dios

Argentina contro Inghilterra è la chiamata del destino per Leo Messi. Alzando la coppa al cielo del Qatar nel 2022 ha saldato il suo debito con la nazionale, ora affronta gli inglesi a quarant’anni dalla Mano de Dios e da quella partita all’Atzeca di Città del Messico che è diventata leggenda per Maradona. Non è solo calcio, è molto di più e il popolo argentino si è immerso nella lunga vigilia della semifinale tornando alle suggestioni di quel 1986 come se fosse ieri e non mezzo secolo fa.

La guerra delle Falkland (o delle Malvinas, o viceversa), due mondi così lontani da non toccarsi e due nazionali che si riconoscono nei leader tecnici ed emotivi che le guidano e che rispondono ai nomi di Leo Messi ed Harry Kane. Entrambe hanno patito le pene dell’inferno per arrivare fin qui e l’Albiceleste ha rischiato seriamente di non farcela contro Egitto e Svizzera, graziata anche dalla buona sorte.

Statistiche alla mano sono le due semifinaliste meno convincenti del lotto, per quello che hanno saputo produrre in questo mese di calcio. Ma i numeri non contano nulla. Nell’unico match in cui Messi non ha messo il suo nome nel tabellino, Scaloni ha avuto risposte da Julian Alvarez e Lautaro Messi: servono come il pane. E lo stesso è successo a Tuchel, contestato dentro il suo stesso spogliatoio, con Jude Bellingham che è l’unico altro marcatore inglese oltre a Kane e Rashford (un gol nella fase iniziale).

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