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Perdi peso, trovi lavoro (e anche l’amore): il sorprendente effetto dei farmaci GLP-1

Perdi peso, trovi lavoro (e anche l’amore): il sorprendente effetto dei farmaci GLP-1
Ozempic Insulin injection pen for diabetics and weight loss.

Una ricerca accende il dibattito: dopo la terapia con i farmaci anti-obesità aumentano le probabilità di essere assunti e di iniziare una relazione. Ma il merito è del farmaco o dei nostri pregiudizi?

C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan quanto la rivoluzione dei farmaci GLP-1 sia ormai entrata nella vita quotidiana degli americani. Oggi più dell’11% della popolazione adulta degli Stati Uniti dichiara di assumere o di aver assunto medicinali appartenenti a questa classe terapeutica, come OzempicWegovyMounjaro e gli altri analoghi dell’ormone intestinale GLP-1. Significa che oltre un americano su dieci convive ormai con una terapia che, fino a pochi anni fa, era destinata quasi esclusivamente alla cura del diabete di tipo 2 e che oggi rappresenta il cambiamento più profondo mai avvenuto nella gestione dell’obesità

A fotografare questa trasformazione è un recente sondaggio Gallup, che mostra come la diffusione dei GLP-1 continui ad aumentare mentre, parallelamente, iniziano a comparire i primi segnali di una lieve riduzione della prevalenza dell’obesità negli Stati Uniti. Non è ancora possibile attribuire questo cambiamento esclusivamente ai farmaci, ma è evidente che il loro impatto stia andando ben oltre gli ambulatori di endocrinologia e diabetologia. Del resto, questi medicinali hanno modificato rapidamente anche il dibattito pubblico. Se inizialmente erano considerati semplicemente una nuova arma terapeutica contro il diabete, oggi vengono discussi nei consigli di amministrazione delle grandi aziende, nelle compagnie assicurative, nell’industria alimentare, nella moda e perfino nei programmi televisivi. Non sorprende: una terapia capace di indurre perdite di peso anche superiori al 15-20% cambia inevitabilmente il modo in cui milioni di persone vivono il proprio corpo, ma anche il modo in cui vengono guardate dagli altri. Ed è proprio questo il punto. Perché, mentre medici e ricercatori continuano a studiarne gli effetti metabolici, cardiovascolari e neurologici, una nuova ricerca proveniente dalla Harvard University ha spostato l’attenzione su un terreno completamente diverso. La domanda non è più soltanto se questi farmaci facciano dimagrire. La domanda è se, dimagrendo, cambino anche il modo in cui la società giudica chi li assume.

Lo studio di Harvard: più probabilità di trovare un lavoro e un partner

L’idea è nata quasi per caso. L’economista Rebecca Diamond, docente ad Harvard, ha raccontato di essersi incuriosita dopo aver ascoltato alcune donne che, in seguito alla terapia con un GLP-1, sostenevano di essere trattate in modo diverso rispetto al passato. Non parlavano di salute, né di glicemia o pressione arteriosa. Raccontavano di colloqui di lavoro andati meglio, di attenzioni ricevute, di una diversa percezione da parte delle persone incontrate ogni giorno. Da qui è nata un’analisi basata sui dati della Understanding America Study, un ampio database coordinato dalla University of Southern California, che segue nel tempo oltre diecimila cittadini statunitensi. La ricercatrice ha confrontato tre gruppi di donne con indice di massa corporea elevato: chi aveva iniziato una terapia con GLP-1, chi desiderava iniziarla ma non aveva ancora avuto accesso al trattamento e chi non utilizzava questi farmaci. Dopo aver corretto i risultati per variabili come età, stato di salute, reddito e altre caratteristiche individuali, è emerso un dato che ha attirato immediatamente l’attenzione degli economisti e degli esperti di salute pubblica. Nelle donne che all’inizio dello studio erano disoccupate, l’avvio della terapia è risultato associato a una probabilità superiore di 27 punti percentuali di trovare un impiego entro i successivi diciotto mesi rispetto a chi avrebbe voluto assumere il farmaco ma non lo aveva ancora fatto. Ancora più sorprendente il risultato relativo alla vita privata: tra le donne single, la probabilità di iniziare una convivenza o sposarsi risultava più alta di 29 punti percentuali dopo l’inizio del trattamento. 

Il peso dei pregiudizi: cosa ci dice davvero questa ricerca

La tentazione di leggere questi risultati come una nuova dimostrazione dei “superpoteri” dei farmaci GLP-1 sarebbe però un errore. La stessa autrice invita alla prudenza. Lo studio è un working paper, quindi non ha ancora completato il processo di revisione, e non dimostra un rapporto di causa-effetto definitivo. Piuttosto, mette in luce un fenomeno che gli economisti e gli psicologi sociali conoscono da tempo: il pregiudizio nei confronti dell’obesità, il cosiddetto weight bias, continua a influenzare profondamente le opportunità di milioni di persone. Del resto, la parte più interessante della ricerca non è tanto ciò che cambia, ma ciò che non cambia. Le donne che avevano già un impiego non hanno ottenuto aumenti di stipendio, promozioni o avanzamenti di carriera. Allo stesso modo, chi era già sposata o viveva una relazione stabile non ha mostrato cambiamenti significativi nella qualità o nella durata del rapporto. Gli effetti positivi si concentrano quasi esclusivamente nei momenti in cui conta il primo impatto: un colloquio di lavoro, un primo appuntamento, l’incontro con una persona che ancora non ci conosce. È lì che il peso corporeo sembra esercitare la maggiore influenza. C’è però un altro dato che merita attenzione. Nonostante l’aumento delle opportunità lavorative e sentimentali, le partecipanti allo studio non riferiscono un miglioramento significativo della soddisfazione di vita. Il benessere soggettivo rimane sostanzialmente stabile. È forse il risultato più sorprendente dell’intera ricerca, perché potebbe suggerire che il sollievo derivante dalla perdita di peso convive ancora con il peso psicologico di anni di stigma e discriminazione. La vera notizia, allora, forse non è che i GLP-1 aiutino a trovare un lavoro o un partner. La vera notizia è un’altra, ed è decisamente meno rassicurante. Se basta perdere peso perché aumentino le opportunità professionali e sentimentali, significa che il problema non è soltanto l’obesità. È il valore che continuiamo ad attribuire all’aspetto fisico quando scegliamo chi assumere, chi frequentare e, in fondo, chi riteniamo degno di una possibilità. I nuovi farmaci stanno cambiando milioni di corpi. Questa ricerca suggerisce che potrebbero anche aver acceso una luce su un pregiudizio che esisteva da molto prima di OzempicWegovy e degli altri GLP-1. E che, probabilmente, continuerà a esistere anche quando arriveranno i farmaci della prossima generazione.

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