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Metodo Carnevali, dal mercato alla politica ecco come cambierà la Juventus

Metodo Carnevali, dal mercato alla politica ecco come cambierà la Juventus
Giovanni Carnevali (Getty Images)

Ufficiale l’arrivo dell’uomo che ha fatto grande il Sassuolo. Avrà un’agenda fitta di impegni, non solo per soddisfare Spalletti: ecco cosa lo attende nei prossimi mesi.

Un dirigente tra i più apprezzati del panorama sportivo che sbarca a Torino con il compito di portare alla Juventus “un patrimonio di rilevante capacità manageriale”. Così John Elkann ha salutato l’arrivo di Giovanni Carnevali alla guida dei bianconeri dopo aver chiuso la breve e deludente parentesi di Damien Comolli. Un blitz di poche ore per ufficializzare quanto deciso in un paio di settimane di approfondimento: il via libera al ribaltone è arrivato quando il patron di Exor ha avuto la certezza di poter arrivare all’ormai ex uomo guida del Sassuolo della famiglia Squinzi, considerato uno dei migliori dirigenti del calcio italiano anche se mai testato al di fuori della provincia.

“Sono orgoglioso e onorato di entrare a far parte di questo club ricco di storia e identità. Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi. Insieme a tutte le componenti della Società lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri” le prime parole di Carnevali juventino.

Carnevali, l’agenda del mercato Juventus parte dalle cessioni

E adesso? Fine dei convenevoli perché il nuovo direttore generale e amministratore delegato della Juventus ha un’agenda di impegni fittissima e con urgenze che intrecciano la gestione economica e quella sportiva di una società uscita con le ossa rotte dal finale della stagione. Banalmente, entro il 30 giugno c’è da intervenire sul budget del prossimo anno che risentirà in maniera impattante della mancanza di ricavi della Champions League dopo un’annata comunque in rosso e con la Uefa che interverrà con i suoi limiti sulle capacità di movimento sul mercato.

Carnevali dovrà partire da qui: vendere bene e comprare meglio. Non avrà margine d’errore dopo sessioni guidate da Giuntoli prima e Comolli poi che hanno bruciato centinaia di milioni di euro. E’ stato chiamato alla Continassa anche per cercare di valorizzare il meglio possibile i tanti esuberi di una rosa extra large, resa ancora più ingombrante dal rientro dei prestiti (Nico Gonzalez, Arthur e Douglas Luiz) e dalla presenza di flop del mercato dell’ultima estate: Openda, David, Zhegrova e Joao Mario. Banalmente, servono plusvalenze che è una delle specialità affinate da Carnevali nel lungo periodo al Sassuolo.

In entrata le priorità non cambiano. Spalletti ha fatto la guerra a Comolli perché voleva giocatori pronti subito, ricchi di carattere ed esperienza: Carnevali dovrà darglieli remando dalla stessa parte rispetto al tecnico che nella contrapposizione (vinta) con l’ex dirigente massimo ha avuto direttamente da Elkann l’investitura a leader tecnico del prossimo progetto. I nomi sull’agenda sono quelli di Emiliano Martinez, Randal Kolo Muani e Alexander Sorloth ma poi dovrà mettere mano anche alla difesa (Kim) e al centrocampo. Con un occhio alla situazione di Dusan Vlahovic che ha svuotato l’armadietto alla Continassa ma che, magari, potrebbe aver voglia di ascoltare il nuovo plenipotenziario bianconero.

Carnevali, come far dimenticare tre anni di manager bruciati

L’impegno più gravoso sarà, però, un altro e cioè cancellare l’idea di precarietà che ogni progetto sportivo della Juventus si porta dietro da quando Elkann si è diviso da Andrea Agnelli. Solo per mettere in fila i nomi, non tutti con lo stesso ruolo, ecco chi si è affacciato per poi salutare negli ultimi mille giorni: Ferrero, Scanavino, Comolli, Calvo, Giuntoli, Manna, Ottolini (resta?), Modesto (dato in uscita), Chiellini, Cherubini, Tognozzi (torna?), Pompilio, Burgess (ha salutato) e Scala.

Roba da far girare la testa e non è un caso che le porte girevoli nella sede della Continassa, cui si aggiungono quelle della panchina della prima squadra, abbiano lasciato in eredità un ciclo di insuccessi sportivi e di grandi perdite economiche se è vero che dal 2019 a oggi la proprietà ha dovuto sborsare un miliardo di euro in ricapitalizzazioni per garantire continui rilanci. Soldi spesi di male in peggio, da un Anno Zero all’altro.

Carnevali, classe 1960, è un dirigente molto esperto e con una fitta rete di rapporti professionali. Pur dalla periferia di Sassuolo è stato capace di ritagliarsi un ruolo nelle vicende di politica sportiva dell’ultimo decennio, quello che alla Juventus è spesso mancato e che ha cominciato a rifare con Chiellini che sta crescendo nell’ombra. Il nuovo ad ha un legame strettissimo con Beppe Marotta che va oltre l’amicizia personale. E’ probabile che una delle sue priorità sia riportare la Juventus al centro del villaggio in Figc e Lega Calcio Serie A, dando la sensazione di smarcarsi dal “nemico” Beppe e disegnando una nuova identità per un club che ha disperatamente bisogno di trovare stabilità e centralità. Tornare la vecchia Juventus, insomma. Servirebbe tempo, ma al di là delle parole del giorno dei saluti Carnevali sa di non averne troppo.

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