Che fine ha fatto Lameck Banda? Perché non torna a Lecce e, soprattutto, perché non risponde a nessuno stimolo e a nessuna chiamata da settimane? Silenzio totale. Ultimo avvistamento, lo scorso 23 luglio all’aeroporto di Lusaka in Zambia insieme alla moglie Abi Chato sposata nel mese di giugno. Immagine interpretata come la fine di un giallo, perché già l’attaccante aveva mancato l’appuntamento con il ritiro dei salentini il 12 luglio e il club, dopo aver chiuso un occhio per presunti problemi burocratici di passaporto, si era mosso minacciando conseguenze disciplinari.
Banda, però, non è mai sceso da quell’aereo (ammesso ci sia mai salito), non risponde alle telefonate dei dirigenti e nemmeno ha contatti da parecchi giorni con il suo agente. Situazione strana, che sta cominciando a impensierire il Lecce al di là delle normali dinamiche di calciomercato. Ad aggiungere altri elementi, il fatto che la moglie continui a postare contenuti su Instagram senza, però, coinvolgere il marito. Come se i due non fossero insieme o non avessero a loro volta contatti. Anzi, la donna ha smesso di seguirne l’account Instagram.
Il Lecce ha pensato all’inizio che si trattasse del classico mal di pancia di chi vuole forzare una cessione e sceglie di andare alla rottura con il club. Banda, uomo decisivo per la salvezza dei salentini nella scorsa stagione, ha un contratto attivo fino al 30 giugno 2027 e a inizio estate era stato nel mirino dell’Al-Fateh. Trattativa mai partita in realtà e che ora è del tutto tramontata. Non risultano ulteriori interessamenti, tanto che l’agente stesso non comprende cosa possa essere accaduto.
“Ormai da due settimane non abbiamo più notizie di Banda” ha detto al Corriere del Mezzogiorno, rompendo il silenzio, il direttore sportivo del Lecce Stefano Trinchera: “Iniziamo tutti ad essere preoccupati che possa essere accaduto qualcosa che non c’entri col calcio. Inizio a pensare che dietro questa vicenda non ci sia una strategia per ottenere dal Lecce chissà cosa, piuttosto che esista qualche problematica personale. Purtroppo, abbiamo iniziato a pensare anche noi in questa direzione, perché quello che sta succedendo è qualcosa di molto anomalo”.
Preoccupazione espressa anche da Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce: “Non mi è mai capitata una situazione del genere in 11 anni. Il giocatore ha fatto perdere le sue tracce. Non so la finalità di questo atteggiamento e spero non ci siano per lui cose più gravi di cui non abbiamo conoscenza”. La storia, insomma, comincia a non essere più solo una vicenda di calciomercato e anche l’approccio del Lecce sta cambiando; se prima immaginava reprimende e multe per il mancato rientro alla base, ora prova a fare chiarezza anche e soprattutto a salvaguardia del ragazzo.
