Era cominciata male, la giornata della Francia e di Kylian Mbappé. Già si trattava di un anniversario amaro, per i Bleus, tanto quanto lo è dolce per noi italiani: il 9 luglio 2006 era la data della famosa finale di Berlino, nella quale gli Azzurri conquistarono la Coppa del Mondo sconfiggendo ai rigori proprio i cugini transalpini.
Un sapore del tutto particolare, dunque, quello della semifinale di vent’anni dopo contro il Marocco. All’epoca, il leader della nazionale Zinedine Zidane aveva tradito le aspettative, lasciandosi trascinare dalle provocazioni di Marco Materazzi e terminando la sua carriera in modo inglorioso con la testata nei supplementari che ricordiamo tutti.
Sembrava quindi esserci uno strascico di maledizione nell’errore dal dischetto di Mbappé, al minuto 28. Un tiro lento, prevedibile, quasi un regalo a Bounou, portiere dell’Al Hilal e pararigori di mestiere: in due Mondiali ha subito appena due gol su nove penalty, finali compresi. Una media che parla da sola.
Eppure quella parata non cambia la storia della partita. La Francia era già totalmente padrona del campo dal fischio d’inizio, e lo sarebbe rimasta fino alla fine.
Il riassunto di una partita a senso unico
I Bleus hanno assediato la porta avversaria con un ritmo forsennato. Pressing costante, Marocco schiacciato nella propria metà campo, Bounou costretto agli straordinari già nel primo tempo: una grande parata su Upamecano di testa, poi il colpo di Doué sul rasoterra, e ancora la traversa colpita da Digne. Una sola squadra in campo, l’altra assente. Eppure, il risultato alla fine del primo tempo era bloccato sullo 0-0.
Il Marocco non è certo un avversario qualunque. Una squadra capace, per tutto il torneo, di tenere il pallone con continuità e qualità. Merito anche di Bouaddi, 18 anni e già una testa da regista: fino a marzo era capitano della Francia Under 21, poi ha scelto il Marocco per giocare subito un Mondiale. Sembrava dunque un avversario temibile per la Francia, la nazionale campione d’Africa e già semifinalista dell’edizione 2022 della Coppa del Mondo.
L’assolo di Mbappé
Nella ripresa, il Marocco prova ad alzare un poco il baricentro. Hakimi e compagni si scuotono, cercano spazi.
Ma la Francia è ben organizzata, ricca di qualità in tutti i reparti. Mbappé, dopo il rigore sbagliato, si accende in un assolo irresistibile. Appena dentro l’area, con una palla da gestire in pochi centesimi di secondo, calcia a giro sul palo lontano con il destro. Imparabile. Il tipo di gol che si vede poche volte in un torneo.
I Bleus, scatenati, continuano ad attaccare con i loro fuoriclasse. Dembelé chiude i conti poco dopo, il quinto gol di questa Coppa per lui, approfittando della confusione difensiva provocata dai cambi marocchini. Mbappé (protagonista assoluto in questo Mondiale) esce stanco tra gli applausi di uno stadio a maggioranza marocchina. Un riposo prezioso, in vista della semifinale. La partita, tanto, era già al sicuro: Hakimi e compagni non riescono mai a pungere davvero.
La forza della nazionale francese
La Francia raggiunge così la terza semifinale consecutiva in una Coppa del Mondo. Il 14 luglio, Festa della Bastiglia, affronterà la vincente tra Spagna e Belgio a Dallas.
Mbappé sale a otto gol in questa Coppa, raggiungendo Messi in una sfida tra i due che si rinnova, a quattro anni dalla finale che li vide protagonisti uno contro l’altro (in quel caso, a spuntarla e sollevare il trofeo fu la Pulce). Il francese, a 26 anni, sembra avere ancora margini di crescita, così come la nazionale francese. Chiunque si troverà davanti ai Bleus, insomma, non partirà certo favorito.
